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L'amigdala e le sue funzioni di regolazione

L’amigdala è una piccola area cerebrale di forma ovale localizzata nella parte interna del lobo temporale. Il suo nome deriva da una parola greca che vuol dire “mandorla”, proprio per la sua forma caratteristica. L’amigdala non si presenta come una massa unica, ma è costituita da diversi agglomerati chiamati nuclei, ognuno dei quali svolge specifiche funzioni. Questa struttura ha numerose connessioni con differenti parti della corteccia cerebrale, con alcune zone presenti al di sotto della corteccia cerebrale, dette aree sottocorticali, e con il tronco encefalico.
Le connessioni dell’amigdala sono fondamentali per le sue funzioni; infatti, ogni nucleo riceve informazioni (input) da specifiche strutture cerebrali ed è in grado di trasmettere segnali (output) ad altre aree.
In passato, questa piccola regione del cervello non aveva suscitato particolare interesse scientifico, ma oggi sembra essere una delle regioni cerebrali più studiate per il suo coinvolgimento in numerose funzioni fisiologiche e in alcune patologie psichiatriche.

Le funzioni dell’amigdala

L’amigdala è molto complessa e svolge un ruolo chiave nella regolazione del comportamento umano. Le sue funzioni iniziarono a diventare note a partire dal 1930, quando alcuni ricercatori osservarono che i soggetti che avevano riportato danni al lobo temporale del cervello presentavano delle alterazioni nei processi di reazione alla paura, nell’alimentazione e nel comportamento sessuale.
Ogni nucleo dell’amigdala ha funzioni differenti. La parte laterale dell’amigdala riceve input dagli organi di senso (vista, udito, olfatto, gusto, sensibilità corporea) e per questo motivo è denominata il “cancello sensoriale”. La parte centrale, invece, è stata identificata come una regione fondamentale per i segnali di output, rappresentati dall’espressione innata delle emozioni e delle risposte agli stimoli. Gli stimoli provenienti dagli organi di senso sono in grado di influenzare il comportamento grazie alla presenza di connessioni, dirette e indirette, tra la parte laterale e la parte centrale. Esempi del ruolo svolto dell’amigdala nella regolazione del comportamento in risposta a stimoli esterni sono rappresentati da situazioni come l’immobilizzazione in presenza di un predatore o la fuga per mettersi in salvo. Il flusso di informazioni all’interno dei circuiti dell’amigdala è mediato da sostanze chiamate “neurotrasmettitori”, tra i quali si segnalano la norepinefrina, la dopamina, la serotonina e l’acetilcolina.

L’amigdala, inoltre, insieme ad altre strutture cerebrali come l’ippocampo e la corteccia pre-frontale, è coinvolta nei processi di consolidamento della memoria che si verificano durante alcune fasi del sonno. Nei processi cellulari legati alla memoria sono fondamentali mediatori come il glutammato, il calcio e l’ossido nitrico.
In uno studio pubblicato nel 2015 da Genzel e colleghi, sulla rivista Neurobiology of Learning and Memory, è stato evidenziato come l’amigdala risulti particolarmente attiva durante il sonno REM (Rapid Eye Movement), che costituisce la fase più profonda del sonno. La relazione tra sonno e memoria è stata confermata e una delle funzioni del sonno REM sembra proprio quella di riprocessare, rivalutare e riadattare le informazioni acquisite nel circuito amigdala-ippocampo-corteccia pre-frontale.
A rendere ancora più complessa la comprensione del ruolo dell’amigdala nel sonno, è la ben documentata connessione tra deprivazione di sonno ed emozioni. Tra gli effetti della deprivazione di sonno sull’umore sono stati descritti ansia, depressione e cambiamenti di umore.
Infatti, quando un individuo è in “debito di sonno” si crea una alterazione nello scambio di informazioni tra l’amigdala e alcune parti della corteccia cerebrale e si possono osservare riduzione del tono dell’umore, risposte amplificate a stimoli negativi, irritabilità e instabilità emotiva.

L’amigdala e le emozioni

L’amigdala è descritta come il centro emozionale del cervello. Questa area cerebrale svolge un ruolo chiave non solo nelle fisiologiche risposte emotive e negli stati affettivi, ma anche in condizioni patologiche.
Una delle emozioni umane maggiormente associate all’amigdala è la paura. Altro aspetto molto importante regolato dall’amigdala è la dimensione emozionale legata al dolore e la modulazione della soglia del dolore.
Anche i processi di ricompensa che creano motivazione e rinforzano i comportamenti sembrano connessi con le funzioni dell’amigdala e suggeriscono, quindi, un suo possibile coinvolgimento negli stati di dipendenza, nei comportamenti che portano all’assunzione di cibi e bevande, e negli atteggiamenti aggressivi, materni e sessuali.
Alterazioni della struttura e della funzione dell’amigdala sono state osservate in diverse patologie psichiatriche che includono i disturbi d’ansia (disturbo post-traumatico da stress, attacco di panico, fobie), la depressione, la schizofrenia e l’autismo. Non è stato dimostrato che l’amigdala sia la causa di questi disordini, ma è stato suggerito che le persone che soffrono di queste patologie possano presentare delle alterazioni al livello dell’amigdala. Saranno necessari ancora altri studi per comprendere a pieno il ruolo svolto da questa importante parte del cervello. 

Fonti

Ultimo aggiornamento:18-11-2020

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