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Attacchi di panico: sintomi, rimedi e prevenzione

Gli attacchi di panico si presentano a ciel sereno, senza alcun preavviso, con tutta una serie di sintomi che determinano una improvvisa sensazione di paura intensa e una forte sensazione di angoscia e altre sensazioni simili. Colpiscono indistintamente uomini e donne, adolescenti o adulti, e possono essere causati da tutta una serie di fattori, non sempre facili da identificare: stress, conflittualità familiare o lavorativa, traumi. Ma anche fattori positivi come una promozione sul lavoro, la nascita di un figlio, l’acquisto di una casa, possono essere alla base di uno stato di tensione emotiva che può favorire l’insorgenza di un attacco di panico.

I sintomi degli attacchi di panico

Se si succedono più attacchi di panico, si parla di Disturbo di panico, caratterizzato dalla ricorrenza di attacchi di panico inaspettati, che raggiungono il picco in pochi minuti con sintomi quali:

  • palpitazioni, tachicardia, cardiopalmo;
  • sudorazione;
  • tremore;
  • difficoltà a respirare, sensazione di soffocamento o asfissia;
  • dolore o fastidio al petto;
  • sensazione di vertigine, instabilità, di sbandamento o svenimento;
  • brividi o vampate di calore;
  • formicoli alle mani, ai piedi o in tutto il corpo;
  • paura di impazzire o di morire, di perdere il controllo della situazione.

A questi sintomi si può aggiungere una strana sensazione di non sentirsi se stessi, di “estraneità”, di sentirsi sospesi nel vuoto, in una realtà virtuale, al di fuori del mondo. Si tratta di sintomi intensi, che paralizzano l’individuo tanto da renderlo impotente, incapace di affrontare la situazione. È frequente il ricorso al medico o al pronto soccorso ospedaliero, dove il paziente è trattato con farmaci ansiolitici previa una valutazione internistica e strumentale, come l’esecuzione di un elettrocardiogramma. Le crisi normalmente sono di breve durata, ma sembrano infinite.
Il paziente ricorda sempre il primo attacco di panico, non lo dimentica a distanza di anni, e vive con ansia (ansia anticipatoria) l’idea che l’attacco possa ripresentarsi, ne è terrorizzato. Evita pertanto di frequentare qualsiasi luogo o situazione in cui si sono verificati gli attacchi di panico, in quelle che sono definite “condotte di evitamento”.

I rimedi contro gli attacchi di panico

Dal punto di vista terapeutico, è importante intervenire sia a livello farmacologico che psicologico. I farmaci utilizzati per l’attacco di panico sono le benzodiazepine e gli antidepressivi.
Le prime devono essere limitate alla gestione della crisi, mentre gli antidepressivi vengono prescritti per un periodo sufficientemente lungo – almeno sei mesi – in modo da poter garantire una cura appropriata.
L’intervento psicologico mira invece ad aiutare il paziente a gestire l’eventuale insorgenza di una crisi, a prevenirla e a comprendere le reali ragioni del malessere, come problematiche psicologiche irrisolte o la presenza di situazioni conflittuali. Mira inoltre a ridurre l’ansia anticipatoria, in modo da poterlo aiutare a essere libero nei movimenti e a ridurre le condotte di evitamento: se, ad esempio, il primo attacco di panico è insorto in una pizzeria, l’individuo tenderà a evitarla sistematicamente a non accettare inviti in pizzeria. La sola idea di andare in questo luogo può favorire infatti l’insorgenza di una crisi. La terapia psicologica sarà mirata a spezzare questo circolo vizioso, che in alcuni soggetti può essere particolarmente invalidante.

Prevenzione degli attacchi di panico

Negli ultimi anni si sta lavorando molto anche alla prevenzione del disturbo attraverso strumenti che aiutano l’individuo ad avere uno stile di vita migliore: esercizio fisico, dieta regolare, gestione dei conflitti, astensione dal fumo di sigarette, modico uso di alcolici e rafforzamento dell’autostima sono tutti obiettivi importanti per il ben-essere della persona.

Fonti

  • Pellegrino F, La salute mentale, clinica e trattamento, Edizioni Medico Scientifiche, Torino, 2018.

Ultimo aggiornamento:12-06-2020

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