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I benefici del magnesio sulle ossa e i denti

Il magnesio è un elemento fondamentale per il nostro organismo: contribuisce alla riduzione dell’affaticamento e della stanchezza, aiuta il mantenimento di un normale metabolismo energetico, favorisce la normale funzione psicologica e contribuisce al normale funzionamento dei muscoli e del sistema nervoso. La più importante riserva di magnesio si trova nelle ossa, dov’è depositato circa il 60% del totale presente nel nostro organismo.

Il magnesio: componente fondamentale per le ossa e per i denti
Circa il 50%-60% del magnesio nel nostro organismo è collocato nelle ossa, insieme ai cristalli di idrossiapatite, il minerale contenente calcio che costituisce la struttura delle ossa e lo smalto dei denti. Un adeguato apporto di magnesio, quindi, contribuisce al mantenimento di ossa e denti normali. Così immagazzinato, però, questo minerale non è completamente disponibile in caso di carenza (definita con il termine di ipomagnesemia). I livelli di magnesio nell’organismo possono ridursi in caso di stress, eccessivo esercizio fisico, problematiche renali, diarrea, malassorbimento intestinale e malnutrizione. È noto, infine, che il magnesio depositato a livello del tessuto scheletrico si riduce con l’invecchiamento. Per questi motivi viene raccomandato un adeguato apporto di magnesio con la dieta.

I sintomi della carenza di magnesio
La carenza di magnesio può manifestarsi in fase iniziale con sintomi aspecifici come, ad esempio, nausea, stanchezza, sensazione di debolezza, sonnolenza e scarso appetito. Stati carenziali più marcati possono determinare l’insorgenza di crampi muscolari, tremori o spasmi della muscolatura.
Alcuni soggetti sono più predisposti di altri alla riduzione dei livelli di magnesio come, ad esempio, i pazienti con un diabete non ben controllato, con problematiche ormonali (con elevati livelli degli ormoni prodotti dalla tiroide o dalle paratiroidi), con disturbi di malassorbimento intestinale (come la celiachia o il morbo di Crohn) o in caso di eccessivo consumo di alcool. Inoltre, l’assunzione di alcune classi di farmaci può incrementare la perdita di magnesio: ad esempio alcuni diuretici, alcuni antibiotici, alcuni antivirali o gli inibitori della pompa protonica per la riduzione dell’acidità gastrica.

Carenza di magnesio e ossa: quali sono i problemi che possono sorgere?
L’ipomagnesemia, la carenza di magnesio, può determinare problematiche anche a livello scheletrico, in particolare:

  • può modificare il metabolismo dell’osso e della vitamina D: alla carenza di magnesio possono essere associati bassi valori di vitamina D, in particolare con una riduzione dei livelli circolanti di 25-idrossicolecalciferolo (calcidiolo), il precursore della vitamina D presente nel sangue;
  • può essere correlata a una riduzione dell’attività degli osteoblasti e degli osteoclasti, le cellule responsabili del rimodellamento osseo;
  • è stata correlata all’osteopenia, la riduzione della massa ossea, e alla fragilità ossea.

L’apporto di magnesio con la dieta
Una revisione della letteratura scientifica del 2015 (Gröber et al) ha evidenziato che, sia in Europa, sia negli Stati Uniti, l’assunzione di magnesio con la dieta è inferiore a quella raccomandata: fino al 30-50% in meno rispetto all’apporto dietetico quotidiano consigliato. Nello stesso lavoro scientifico è illustrato che, negli ultimi 100 anni, a causa dell’aumento dell’utilizzo di fertilizzanti e di alimenti trattati, l’apporto di magnesio con la dieta è diminuito da 500 mg fino a 175-225 mg al giorno. La quantità da assumere giornalmente dovrebbe essere modulata in funzione dell’età: da un minimo di 80 mg al giorno per un bambino, fino a 420 mg al giorno per gli uomini con più di 31 anni. Nelle donne con più di 31 anni, l’apporto quotidiano dovrebbe essere di circa 320 mg. In generale, i valori di assunzione consigliati dall’Istituto Superiore di Sanità sul portale EpiCentro (il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica) sono pari a 250-350 mg al giorno per adulti e anziani e 450 mg per le donne in gravidanza e allattamento.
È quindi necessario assicurare un adeguato apporto di questo minerale attraverso l’assunzione di vegetali verdi (come gli spinaci), che contengono un’elevata quantità di clorofilla, il pigmento di colore verde presente nelle foglie, che contiene ioni di magnesio. Un ulteriore apporto di magnesio con la dieta può essere assicurato mangiando anche cereali integrali, semi e, seppur in misura minore, legumi, frutta, carne e pesce. È bene sottolineare che alcuni trattamenti di preparazione degli alimenti, in particolare per i cereali, con la rimozione di alcune parti ricche di sostanze nutritive, abbassano drasticamente il contenuto di magnesio.
L’apporto di magnesio per via orale può quindi essere assicurato anche ricorrendo a un’adeguata integrazione alimentare, sempre rispettando i dosaggi consigliati.

Fonti

Ultimo aggiornamento 03-11-2019
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