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Il colore delle feci: da cosa dipende e come osservarlo

Osservare il colore delle feci può sembrare una cosa non piacevole, ma è una pratica importante in quanto ci aiuta a capire come funziona l’apparato digerente. Per mantenere un intestino in buona salute, è necessario mangiare in modo sano ed equilibrato, essere attivi, bere a sufficienza e assumere la giusta quantità di fibre. Evacuare regolarmente e non trattenere le feci sono due pratiche necessarie al mantenimento di un intestino in buona salute. La colorazione tipica delle feci è il marrone: il colore è il risultato di ciò che si mangia e di quanta bile è presente nelle feci. La bile è un liquido di colore verde-giallastro, prodotto dal fegato, che serve alla digestione e all’assorbimento dei grassi alimentari e che consente l’eliminazione dei prodotti di scarto; man mano che attraversa il tratto digerente, subisce trasformazioni chimiche e, quindi, cambiamenti nella colorazione, fino al marrone, colore tipico di feci normali.

Come osservare il colore delle feci

L’autoanalisi delle feci mediante osservazione del colore è un criterio molto utile per la valutazione dello stato di salute dell’apparato gastro-intestinale. Il colore delle feci dipende da vari fattori e improvvisi cambiamenti nella colorazione possono essere indicativi di disturbi a carico dell’apparato digerente. Alcuni colori sono del tutto normali, altri un po' meno. Come detto in precedenza, il colore marrone è il classico colore di feci normali. Esistono, però, altre colorazioni che possono dipendere da vari fattori. Tra queste colorazioni ritroviamo:

  • feci gialle: possono segnalare una presenza eccessiva di grassi;
  • feci verdi: denotano passaggio rapido del cibo attraverso l’intestino (diarrea), la bile non si scompone e conserva il suo colore verde; 
  • feci rosso acceso: indicano probabile sanguinamento nel tratto terminale dell’intestino, e la presenza di emorroidi;
  • feci bianche: assenza di bile nelle feci; 
  • feci nere: indicano possibile sanguinamento nel tratto digerente superiore, a livello dello stomaco.

Qualora il normale colore delle feci subisse qualche cambiamento senza una causa evidente, come un cambio delle abitudini alimentari, e ove fossero associati anche altri sintomi, come diarrea, stitichezza, debolezza, malessere generale o altro e/o il cambiamento persistesse per più giorni, è preferibile sempre rivolgersi al proprio medico curante. Ricordiamo, inoltre, l’importanza della flora intestinale, oggi meglio conosciuta come microbiota. Diversi studi scientifici confermano che le caratteristiche delle feci, compreso il colore, dipendono anche dalla ricchezza e dalla composizione del microbiota intestinale. In uno di questi studi, in particolare, si mette in evidenza come l’alterazione dell’equilibrio del microbiota, oltre a provocare disturbi come la stitichezza e spiacevoli sensazioni, quale gonfiore e tensione addominale, potrebbe influenzare anche le caratteristiche delle feci attraverso l’alterazione di metaboliti elaborati dai microbi della flora intestinale.

Da cosa dipende il colore delle feci

Il colore delle feci, generalmente, dipende dai cibi che mangiamo, oltre che dai processi digestivi in condizioni normali o patologiche (celiachia, morbo di Chron), cosi come l’uso di alcuni farmaci o integratori. Tra i cibi che possono alterare il colore delle feci, ritroviamo:

  • glutine (pane, pasta, biscotti), patate dolci, carote, curcuma, che possono causare feci gialle;
  • verdure a foglia verdi (spinaci, cavoli), coloranti alimentari di colore verde, che possono dare feci verdi;
  • barbabietole, gelatine, zuppe di pomodoro, bevande e succhi, mirtilli, peperoni rossi, che possono dare feci rosse;
  • bario, un liquido di colore bianco che si beve prima di sottoporsi a indagini ai raggi X della parte superiore del tratto digestivo, può causare feci bianche;
  • liquirizia, mirtilli, more, che possono dare feci nere.

Quindi, generalmente, il colore delle feci è influenzato dai cibi che mangiamo, dall’assunzione di farmaci e/o integratori e, solo in alcuni casi, nasconde condizioni legate a patologie o compromissione della normale funzione dell’apparato digerente.

Fonti

  • Shah C, et al., Fecograph: A graphical representation of daily stool forms to subtype irritable bowel syndrome in office practice, JGH Open, volume 3, issue 3, pages 224–227, 2019.

    https://doi.org/10.1002/jgh3.12143
  • Vandeputte D, et al., Stool consistency is strongly associated with gut microbiota richness and composition, enterotypes and bacterial growth rates, Gut, volume 65, issue 1, pages 57-62, 2016.

    https://doi.org/10.1136/gutjnl-2015-309618
Ultimo aggiornamento:17-03-2021

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