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Coronavirus: prevenzione, sintomi e trattamento.

Il Coronavirus 2019 (2019-nCoV) è partito dalla provincia cinese dell’Hubei, dove era stato isolato a Wuhan per la prima volta. La maggior parte dei casi di polmonite ha avuto inizio in un mercato all’ingrosso di frutti di mare e animali vivi, anche selvatici. L'Università di Pechino ha individuato prima nei serpenti, poi nel pipistrello o nel visone, il veicolo di trasmissione.
Il 30 gennaio 2020 l’OMS ha dichiarato l’infezione emergenza internazionale di salute pubblica. L’11 febbraio ha reso noto il nome attribuito alla malattia, l’acronimo COVID-19 (COronaVIrusDisease). L’11 marzo, in base ai dati di diffusione e gravità, ha cambiato la definizione di epidemia – secondo la quale un soggetto ammalato contagia più persone e il numero dei casi aumenta rapidamente in un periodo relativamente breve - in pandemia – definizione non determinata dalla gravità della malattia, né dal numero di morti, ma dalla capacità dell’agente patogeno di diffondersi velocemente in tutti i continenti.
I Coronavirus sono una famiglia di virus comune in molte specie animali. Sette sono in grado di causare malattie, più o meno gravi, anche nell’uomo: quattro forme di raffreddore, SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome, causata dal SARS-CoV, registrata per la prima volta nel 2002 in Cina,  responsabile dell’epidemia finita nel 2004), MERS (Middle East Respiratory Syndrome, comparsa in Arabia Saudita nel 2012, originata dal MERS-CoV) e COVID-19 (il nome del virus, SARS-CoV-2, ne evidenzia l’analogia con il virus che causa la SARS).

Qual è il rischio Coronavirus?

La capacità di diffusione di un microrganismo è data dall’indice Ro, cioè il numero medio di persone che un paziente può contagiare: più è alto, maggiore la possibilità di diffusione. Tra i più contagiosi c’è il virus del morbillo (Ro fra 11 e 18); l’influenza stagionale ha un indice Ro poco superiore a 1; SARS-CoV-2 intorno a 2: ogni persona in media ne contagia due. Il tasso di letalità è invece il rapporto fra morti e persone contagiate: per la SARS 10%, per la MERS 35%. Il SARS-CoV-2 ha una letalità globale dichiarata dall’OMS del 3,4%: più alta negli ottantenni, in chi soffre di patologie cardiovascolari, diabete, malattie respiratorie croniche e ipertensione; più bassa sotto i 40 anni. Ma sono tutti dati provvisori, nel mezzo dell’evoluzione dell’epidemia. In Italia c’è una rete di sorveglianza attiva e il Ministero della Salute aggiorna in tempo reale le informazioni disponibili sul sito: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus


La trasmissione del virus

Il periodo di incubazione – ovvero il tempo che intercorre fra contagio e sviluppo dei sintomi - va da 1 a 14 giorni, in genere però è di circa 5 giorni. Si trasmette da persona a persona dopo un contatto stretto con una persona infetta, come:

  • convivenza
  • contatto fisico (come la stretta di mano)
  • contatto faccia a faccia a meno di 2 metri e per più di 15 minuti
  • contatto diretto con fazzoletti di carta usati da un paziente infetto. 

La trasmissione del virus avviene attraverso la saliva emessa con colpi di tosse e gli starnuti (droplet) e il contatto con le mani portate alla bocca o agli occhi. Il contagio da contatto con superfici contaminate in ambienti pubblici (per esempio bus) è ritenuto molto improbabile. La pulizia con alcol o candeggina neutralizza il virus. Siccome sembra possibile la trasmissione anche in assenza di sintomi, l’unica tutela è evitare il più possibile il contatto sociale.

I sintomi del Coronavirus

I sintomi di COVID-19 compaiono gradualmente. Nell’80 per cento dei casi l’infezione è asintomatica o accompagnata da sintomi non rilevanti o con manifestazioni simili a quelle dell’influenza: per accertare la malattia sono necessari esami di laboratorio (tampone nasale, test del sangue).

I sintomi principali sono:

  • stato di malessere generale
  • difficoltà respiratoria
  • congiuntivite
  • arrossamento della gola
  • tosse secca
  • febbre, che può essere relativamente bassa al mattino (per esempio poco sopra 37° c), per arrivare a 38°-39,5° alla sera, con sudorazioni notturne.

Il quadro clinico-sintomatologico è vario, si va da sintomi blandi, a casi di gravi polmoniti.

La prevenzione del Coronavirus

I comportamenti davvero utili per cercare il più possibile di evitare il rischio di contagio sono:

  • uscire di casa solo per ragioni di assoluta necessità, attenendosi alle indicazioni delle istituzioni;
  • mantenere una distanza di almeno due metri da altri individui, evitando contatti con persone febbricitanti o con sintomi di malattie da raffreddamento;
  • coprirsi bocca e naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce o starnutisce e gettarlo in un cestino chiuso;
  • evitare di toccare occhi, naso e bocca senza essersi lavati le mani;
  • lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o soluzioni disinfettanti per almeno 20 secondi;
  • pulire e disinfettare oggetti e superfici contaminate da starnuti o colpi di tosse;
  • indossare una mascherina a scopo precauzionale per non diffondere il virus. L’OMS comunque ne raccomanda l’uso solo nel caso in cui si sia colpiti da sintomi respiratori (tosse o raffreddore) o ci si debba prendere cura di un paziente positivo o sospetto. Mentre la mascherina è sul volto non va toccata, né riutilizzata se monouso.

Cosa fare in caso di sintomi sospetti

Anche in presenza di sintomi lievi, come mal di testa o raffreddore, bisogna restare in casa. È bene consultare il medico di famiglia in caso di sintomi respiratori, febbre (da controllare almeno un paio di volte al giorno) e malessere generale che persistono oltre cinque giorni. Occorre evitare di recarsi al Pronto Soccorso: se compare anche la difficoltà a respirare o la sintomatologia peggiora, è possibile chiamare il numero verde attivo nella propria Regione (disponibile nel sito della stessa e del Ministero della Salute). I numeri 112 e 118 devono, invece, essere contattati solo in caso di emergenza. Per il momento, non esiste un vaccino contro questo tipo di virus, né una specifica terapia (anche se i laboratori di tutto il mondo stanno lavorando su entrambi), ed eventuali farmaci per tenere sotto controllo la sintomatologia vanno assunti solo dietro prescrizione medica (per esempio, gli antibiotici servono solo in caso di complicanze batteriche accertate).

Ultimo aggiornamento:27-03-2020

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