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Disturbo affettivo stagionale (SAD): sintomi e rimedi

In primavera si allungano le giornate, il meteo tendenzialmente migliora e la natura riprende vita. Tutto sembrerebbe invitare a stare di più fuori casa e a godere delle bellezze della natura, lasciandosi alle spalle i rigori dell’inverno, le giornate uggiose, i vestiti pesanti e le influenze stagionali. È una ventata di positività e di benessere, che in molte persone porta benefici all’umore, ma secondo le statistiche purtroppo non è così per tutti. In alcune persone predisposte, l’arrivo della bella stagione è accompagnato sì da un cambio di umore, ma in senso negativo: esso apre le porte alla mancanza di energia, all’insonnia e all’irrequietezza.

Una depressione stagionale che si manifesta in primavera e autunno
Sad in inglese significa triste. Scritto tutto in maiuscolo è invece l’acronimo di Seasonal Affective Disorder, cioè disturbo affettivo stagionale. Gli anglosassoni lo usano per indicare non un disturbo a sé stante, ma una forma di depressione che tende a ripresentarsi con il cambio di stagione, in particolare in autunno e in primavera, in alcune persone predisposte. La sua origine è da ricercare nel prolungamento delle ore di luce, che altera i ritmi biologici di sonno e veglia (in autunno, l’evento scatenante è l’accorciamento delle giornate, ma l’effetto sull’organismo è simile).

Segni e sintomi del SAD
Come si riconosce il SAD? L’istituto nazionale per la salute mentale (NIHM) degli Stati Uniti ha individuato una serie di criteri diagnostici. In sostanza, una persona è affetta da SAD se ha i sintomi della depressione maggiore in coincidenza del cambio di stagione, per almeno due anni e se questi sintomi stagionali sono più frequenti di quelli di altre forme di depressione non stagionale. I sintomi della depressione maggiore sono quelli ben noti: sentirsi senza energie, non provare interesse per le attività che di solito procurano piacere, avere problemi d’insonnia, di appetito e di concentrazione, sentirsi irrequieti. Nei casi più gravi, sentirsi senza valore e senza speranza, fino ad arrivare ai pensieri di morte e di suicidio.

Le donne e i giovani sono i più colpiti dal SAD
Le ricerche hanno evidenziato che nel sesso femminile il SAD è quattro volte più frequente che negli uomini. Anche l’età ha il suo peso: i giovani adulti sono i più colpiti e sono descritti casi anche durante l’adolescenza e l’infanzia. Ci sono poi fattori ambientali: chi vive alle basse latitudini è molto più a rischio di chi vive vicino all’equatore. Si calcola per esempio che soffrono di SAD il 9% degli abitanti dell’Alaska e l’1% degli abitanti della Florida. Infine, non bisogna trascurare una condizione di depressione personale e familiare, che costituiscono il sottofondo di depressione che espone al rischio di crisi stagionali.

Possibili terapie e rimedi per il SAD, dai farmaci alla fototerapia
Tra i rimedi possibili indicati dal NIHM, quelli ben noti per la depressione sono:

  • farmaci, chiaramente sotto prescrizione di uno psichiatra e psicoterapia;
  • fototerapia, cioè l’esposizione a luce artificiale, in sostituzione di quella naturale che viene a mancare in autunno e in inverno.

Secondo due recenti studi, pubblicati da un gruppo di ricercatori australiani e da un gruppo di ricercatori neozelandesi, anche un maggiore consumo di frutta e verdura favorisce il benessere fisico e il buon umore ed è quindi consigliato a chi ha sintomi depressivi. Se questi persistono o sono di una certa gravità, vale sempre il consiglio di fare una visita presso il proprio medico curante.

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