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Donna che ammira tramonto: assumere vitamina D con il sole

Molti bambini rischiano di sviluppare una carenza di vitamina D: dalle ultime statistiche italiane è emerso che più di 5 bambini su 10 presentano livelli insufficienti di questo elemento.

La profilassi con vitamina D è fondamentale soprattutto per i neonati nel loro primo anno di vita e gli adolescenti. Questi ultimi, spesso, ne sono carenti a causa di uno stile di vita non corretto, legato per esempio al fatto di passare molte ore al chiuso, di fronte allo schermo del computer o della televisione.

La vitamina D è essenziale per fissare il calcio nelle ossa e svolge un’azione di regolazione della risposta immunitaria, che contribuisce a proteggere il bambino da varie malattie.

Inoltre, gioca un ruolo importante per raggiungere il picco di massa ossea – ovvero per ottenere il livello più elevato di massa ossea possibile – molto importante per la prevenzione dell’osteoporosi nell’adulto.

La carenza di vitamina D nei bambini e negli adolescenti può associarsi a un indebolimento della densità minerale dell’osso, con una conseguente possibile diminuzione del picco di massa ossea. Nella sua forma estrema, questa carenza si manifesta sotto forma di rachitismo.

Nei bambini già in grado di camminare, la mancanza di questa vitamina può determinare la comparsa di deformità a livello degli arti inferiori, mentre negli adolescenti sono frequenti i dolori muscolari alle gambe o la difficoltà a salire le scale.

Quindi, cosa fare? Alcuni alimenti, come i pesci grassi e il tuorlo d’uovo ne sono ricchi ma, spesso, il semplice consumo di questi cibi non è sufficiente perché la vitamina è presente in quantità inferiori a quelle necessarie a coprire il fabbisogno medio.

È pertanto utile esporsi alla luce solare, far giocare soprattutto i più piccoli fuori o comunque svolgere attività fisica all’aria aperta: gran parte della vitamina D viene infatti prodotta a livello della pelle in seguito all’azione dei raggi solari. In particolare, i raggi ultravioletti B (UVB) risultano fondamentali per questo processo.

Sulla sintesi di vitamina D possono poi influire diversi fattori, tra cui l’abbigliamento, il momento della giornata nel quale ci si espone al sole e persino la presenza di melanina nella pelle e l’uso di filtri solari. È comunque importante che prevalga il buon senso: scegliere un abbigliamento che lasci gli arti scoperti, usare protezioni solari ed evitare le ore centrali del giorno è un buon punto di partenza.

In caso di scarsa esposizione alla luce solare dei bambini, come accade per il periodo compreso tra la fine dell’autunno e l’inizio della primavera, potrebbe risultare utile discutere con il pediatra l’integrazione di vitamina D.

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