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mano che disegna lampadina

Avete mai notato un collega disegnare scarabocchi senza senso su un foglio mentre parla al telefono, o giocare con una molla mentre analizza qualcosa al pc? Queste attività, che sembrano di mera distrazione, in realtà sono utili per stimolare il nostro pensiero creativo e la nostra concentrazione.

Manipolare oggetti non è solo un passatempo scacciapensieri, ma un modo per suscitare nuovi pensieri, utili e creativi. Secondo recenti studi, tra cui quello della Polytechnic School of Engineering dell’Università di New York, giocare con molle, fare scarabocchi, mettere in pila dei sassolini o provare a inanellare dei cerchi sono azioni che sostengono la nostra mente e ci aiutano a scaricare lo stress. Manipolare qualcosa di piacevole al tatto può evocare un rituale meditativo e isolare dagli stimoli esterni; tenere in mano determinate categorie d’oggetti può aiutare ad alleviare lo stress e la tensione.

Secondo gli esperti il meccanismo alla base di queste stimolazioni è il rapporto tra la mano e il cervello, vero direttore d'orchestra, che la guida per giungere allo stato mentale che si desidera. Chi manipola oggetti di solito prova diversi stimoli, compiendo azioni come stritolare, schiacciare, allungare, arricciare. Per capire meglio questo fenomeno i ricercatori di New York hanno invitato le persone a raccontare quali oggetti utilizzano per incentivare la propria creatività, raccogliendo tutte le testimonianze per poterne trarre risposte complete. L’idea è quella di classificare ogni oggetto in base al particolare stimolo che provoca, per poter magari arrivare a programmare oggetti specifici per bisogni specifici.

Non solo la manipolazione, comunque, potenzia l’attività mentale. Secondo altre ricerche prendere appunti a mano anziché sul computer aiuta a capire meglio i testi, mentre contare sulle dita migliora le prestazioni in aritmetica. I bimbi che giocano con blocchi colorati o puzzle sviluppano meglio il ragionamento spaziale. Tutto ciò fa pensare a quanto sia fondamentale l’interazione mano-cervello, che ci ha permesso di evolverci come specie e che forse stiamo dimenticando per inseguire il progresso scientifico: l’evoluzione tecnologica ci restituisce risultati immediati, è vero, ma rischia di farci perdere la sana abitudine al ragionamento.

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