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Il sonno aiuta le cellule a riparare i danni e mantiene in forma i neuroni

Tra le principali funzioni del sonno ci sono il mantenimento della memoria e la produzione di molecole indispensabili per il nostro organismo. Ce ne sono tuttavia alcune ancora sconosciute e altre appena scoperte. Una recentissima ricerca pubblicata nel maggio 2019, condotta dal Centro di studio Internazionale sul cervello dell’Università israeliana Bar Ilar, sembra aver identificato una nuova funzione biologica del sonno: riparare i danni cellulari prodotti mentre siamo svegli.

Le funzioni basilari del sonno
Nessuno può fare a meno di dormire: il sonno è un bisogno fondamentale per la salute dell’organismo umano. Tutti gli stadi dell’evoluzione umana hanno mantenuto il sonno come funzione vitale per l’uomo, ma le sue funzioni biologiche non sono ancora state del tutto definite. Il sonno sembra essere un processo fondamentale per diversi meccanismi fisiologici, come:

  • la sintesi delle macromolecole: durante il riposo il nostro organismo produce con maggior facilità le molecole più complesse, come proteine e grassi, indispensabili per costruire organi e tessuti;
  • risparmio energetico cerebrale: il sonno è necessario al nostro cervello per recuperare le forze e ottimizzare le energie durante la veglia;
  • consolidamento della memoria: numerosi studi sembrano confermare il ruolo fondamentale del sonno nella conservazione dei ricordi e delle nuove esperienze grazie all’attivazione durante il riposo dell’area cerebrale denominata corteccia;
  • plasticità cerebrale: alcune ricerche hanno ipotizzato che le diverse aree del cervello selezionino le sinapsi - cioè i collegamenti tra neuroni - da mantenere e quelle da eliminare. Il cervello sarebbe, quindi, un organo plastico in continua evoluzione: in esso alcune informazioni vengono immagazzinate in modo permanente, altre in modo temporaneo e altre ancora eliminate.

Benefici del sonno per il DNA
Tornando allo studio citato poco sopra, il gruppo di ricerca israeliano ha analizzato l’attività dei neuroni isolati dal tessuto nervoso del pesce zebra. Questa specie acquatica viene spesso utilizzata negli studi scientifici come organismo modello grazie alla sua elevata somiglianza con il funzionamento dell’organismo umano.
Gli esperti hanno osservato un progressivo accumulo di danni nei neuroni sollecitati a lavorare a pieno ritmo, come accade nel nostro cervello durante le attività quotidiane. I danni rilevati sono maggiormente evidenti nella struttura del DNA racchiuso nel nucleo delle cellule neuronali. Quando il numero di lesioni raggiunge un certo limite, entrerebbe in azione un complesso sistema di riparazione che agisce sul DNA mentre i neuroni sono “a riposo”. La riduzione della quantità di lesioni cellulari sembrerebbe davvero incisiva e confermerebbe la capacità di autoriparazione del tessuto nervoso. La possibilità di applicare in futuro questa scoperta anche all’organismo umano apre le porte a molteplici risvolti terapeutici, per esempio nella cura dei disturbi neurodegenerativi e dell’invecchiamento, e da ulteriori progressi.

Il sonno e le potenzialità terapeutiche
L’impatto negativo sulla salute umana derivante dalla privazione o dalla cattiva qualità del sonno è stato già testato e documentato negli ultimi decenni. Al contrario, lo studio degli effetti positivi del sonno come meccanismo di riparazione cellulare è solo agli albori. Le potenzialità terapeutiche di questa scoperta potrebbero trasformare il bisogno fisiologico di dormire in un vero e proprio sistema di “manutenzione” cellulare. Il sonno, dunque, potrebbe rappresentare non solo una necessità ma un’opportunità per migliorare la nostra salute.

Fonti

Ultimo aggiornamento:26-03-2020

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