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Mal di mare: sintomi, cause, cure e prevenzione della cinetosi
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L’unico modo per far cessare il mal di mare, chiariamolo fin dall’inizio, è rimettere il prima possibile i piedi sulla terraferma, premessa d’obbligo prima di capire un disturbo che, in parte, è tuttora avvolto nel mistero, non tanto riguardo i motivi che lo scatenano, quanto le ragioni per cui non interessa tutti, ma solo alcuni individui.

Che cos’è il mal di mare?
Il mal di mare, o cinetosi, è un disturbo che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Definito anche “malattia da movimento”, racchiude una serie di disturbi che insorgono quando si è su un mezzo di trasporto: in mare, sul treno, in aereo o in macchina. Questi movimenti, rapidi e inaspettati, causano stimolazioni alle strutture deputate all’equilibrio che si trovano nel nostro orecchio interno (detto anche apparato vestibolare) e portano a un malessere generale che tipicamente si manifesta con nausea, vomito e pallore. È come se ci fosse un fraintendimento fra quello che vedono i nostri occhi (il movimento della barca) e quello che percepisce il nostro sistema vestibolare (noi in realtà siamo fermi). Se le informazioni non coincidono, il cervello può andare momentaneamente in tilt, provocando la cinetosi.

Dal Rinascimento a oggi: ancora nessun rimedio definitivo
Già nel XVI secolo il mal di mare era molto conosciuto. Un frate, Antonio De Guevara, nei suoi racconti di viaggio fatti tra il 1522 e il 1535 verso l’Inghilterra e verso la Tunisia, raccontava: “Una volta entrati in questa forza del mare, sentivamo così tanto dolore nel nostro stomaco… Genitori, bambini, uomini di colore erano come paralizzati, e iniziavano a far uscire dalla loro bocca l’anima, insieme a tutto quello che avevano mangiato quel giorno, e il giorno prima”. Lo stesso Frate Antonio in questi scritti si lamentava di come nel Rinascimento ancora non si fosse trovato un rimedio per questo disturbo. Passati quasi 500 anni, ancora il rimedio definitivo non è stato trovato. Esistono, certo, modi per alleviarlo e buoni consigli per cercare di prevenirlo ma, come detto, una volta che il mal di male insorge, l’unica soluzione definitiva per risolverlo è rimettere i piedi sulla terraferma.

I sintomi del mal di mare
La cinetosi è una condizione abbastanza comune: il 30% della popolazione ne soffre in modo lieve, mentre il 5% accusa sintomi molto pesanti. I bambini sotto i due anni, invece, sono particolarmente resistenti, perché a quell’età generalmente stanno supini e non usano segnali visivi per orientarsi nello spazio. Il tipico sintomo del mal di mare è il vomito. I bambini più piccoli non sanno cosa sia la nausea e di solito lamentano quindi un generico mal di stomaco o mal di pancia, mentre nei bimbi più grandi e negli adulti questo problema può manifestarsi con sonnolenza e mal di testa, a cui poi si aggiungono pallore, nausea e vomito. Dopo aver rimesso si sente un po’ di sollievo, ma solo momentaneo e, anche dopo che si è rientrati in porto, il malessere può continuare per alcune ore. Se il vomito è prolungato, occorre fare attenzione ai segnali di disidratazione: mal di testa, sonnolenza e vertigini possono segnalarci una forte disidratazione in corso che, se non trattata per tempo, può degenerare in visione offuscata, crampi muscolari, difficoltà di eloquio e infine stato di incoscienza.

Rimedi per il mal di mare
Prima di ricorrere ai farmaci si può provare a limitare il disturbo seguendo questi consigli, che valgono per gli adulti e, soprattutto, per i bambini:

  • concentrare l’attenzione altrove, meglio fuori dal finestrino, verso l’orizzonte;
  • evitare di leggere o giocare durante il viaggio;
  • cercare di limitare i movimenti della testa (può essere utile usare cuscini o poggiatesta);
  • cercare di stare in posizione sdraiata;
  • assicurarsi una buona ventilazione, evitando luoghi troppo caldi;
  • evitare di stare sottocoperta: oltre a essere chiuso e poco ventilato, in questo spazio i movimenti dell’imbarcazione si percepiscono in modo più forte.

Per prevenire la cinetosi occorre fare attenzione anche a quello che mangiamo prima di iniziare il viaggio:

  • evitare caffè, tè, latte, bevande acide come le spremute d’arancia. Vietati gli alcolici. Se si ha sete, meglio bere solo acqua;
  • non salire a bordo a digiuno, ma sempre dopo aver consumato qualcosa di leggero, evitando cibi ricchi di grassi;
  • preferibilmente, evitare di stare vicino a chi sta già palesando i primi sintomi: si dice che il mal di mare abbia anche tra le sue cause una minima componente psichica;
  • in casi estremi, alcuni farmaci come antiemetici di origine naturale e antistaminici possono essere d’aiuto. Possono essere utili i cerotti da applicare dietro l’orecchio o le gomme da masticare realizzate con particolari formulazioni per contrastare la nausea e il vomito. In ogni caso è bene parlare con il proprio medico prima di assumere qualsiasi medicinale.

Fonti

  • Graudins, L.V., Preventing motion sickness in children, Australian Prescriber 32, pages 61–63, 2009.

    https://doi.org/10.18773/austprescr.2009.032

  • Riola, J.M., Pérez, R., The Seasickness Phenomenon, Journal of Maritime Research, volume 9, number 2, pages 67-72.

Ultimo aggiornamento 28-10-2019
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