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Meteorismo intestinale: cause, sintomi, rimedi e prevenzione

Il meteorismo rappresenta un sintomo frequente, che può essere definito come la sensazione soggettiva di una eccessiva presenza di gas nell'intestino, accompagnata da gonfiore addominale: una sensazione sgradevole che si traduce in una aumentata pressione addominale e in una pancia gonfia e distesa. La presenza di gas provoca inoltre spesso una sensazione di ripienezza gastrica.

Quali sono le cause del meteorismo intestinale?

Le donne sono maggiormente affette da gonfiore addominale, così come le persone che tendono a somatizzare o che soffrono di disturbi funzionali digestivi. Ma per quale motivo si forma un eccesso di gas nell'intestino? Non vi sarebbe una unica causa, ma piuttosto molteplici possibili cause alla base di questo fastidioso sintomo, come:

  • modifiche della flora intestinale, nel senso di una disbiosi intestinale, cioè di una perdita di equilibrio del microbiota, con la perdita di batteri protettivi e un aumento dei batteri “cattivi”;
  • una sovracrescita batterica nell'intestino tenue (chiamata anche SIBO, acronimo di small intestinal bacterial overgrowth), ovvero la presenza di un numero eccessivo di batteri nel piccolo intestino;
  • fenomeni di ipersensibilità viscerale, cioè di maggiore sensibilità individuale alla presenza di gas intestinali; 
  • fattori legati all'alimentazione, come un eccessivo consumo di bibite gassate oppure l’ingestione di alcuni cibi, come ad esempio i legumi o i cavoli; è importante alimentarsi in modo corretto, evitando un’alimentazione sregolata: un modello da adottare è la dieta mediterranea, ricca di fibre, di prodotti vegetali e di grassi mono- e polinsaturi come l’olio extravergine di oliva;
  • aerofagia (cioè l’aria deglutita che passa nello stomaco);
  • stress, poiché influisce negativamente sui processi digestivi; 
  • disturbi motori del tratto digestivo, possibilmente legati a fattori ormonali, nelle donne, come nella dismenorrea.

La presenza di gonfiore addominale, di meteorismo, si riscontra spesso in alcune condizioni, come:

  • la dispepsia funzionale, caratterizzata da una sensazione di ripienezza post-prandiale, di sazietà precoce, di dolore o bruciore alla bocca dello stomaco (la sintomatologia non è dovuta a una malattia);
  • la stipsi funzionale cronica, con un alvo abitualmente stitico; 
  • la sindrome da intestino irritabile, caratterizzata da dolore o discomfort addominale, gonfiore o problemi legati all’alvo (come la necessità di sforzare, la sensazione di evacuazione incompleta, o al contrario, l’urgenza a evacuare) per almeno 6 mesi.

Tuttavia, non bisogna trascurare il fatto che in alcuni casi, una pancia gonfia può essere dovuta, almeno in parte, alla presenza di una malattia. Per questo motivo, è importante prestare attenzione ai propri sintomi, riferendoli al proprio medico, il quale potrà richiedere esami diagnostici di approfondimento. In ogni caso, la presenza di meteorismo accompagnato da dolore addominale, diarrea, stipsi ostinata, sangue nelle feci, stanchezza, perdita di peso non spiegata o anemia deve spingere a una consultazione medica urgente.

I sintomi associati al gonfiore addominale

La sensazione di distensione addominale, provocata da un eccesso di gas intestinali, si associa alla comparsa di vari sintomi, come:

  • eruttazioni
  • senso di ripienezza gastrica
  • gonfiore addominale e aumento della circonferenza addominale
  • dolore alla pancia, discomfort intestinale
  • flatulenza
  • cambiamenti dell'umore
  • malessere generale.

Il discomfort intestinale, soprattutto se persistente, può ripercuotersi negativamente sulla qualità della vita, sul sonno e il lavoro.

Prevenzione e rimedi per il gonfiore addominale

Lo stress e il consumo troppo frettoloso dei pasti possono provocare la comparsa di gonfiore addominale, per cui è consigliabile masticare bene e consumare i pasti senza fretta, evitando le situazioni stressanti. Facendo attenzione all’alimentazione, a un regolare transito intestinale e al ripristino di uno stato di eubiosi, è spesso possibile evitare il meteorismo.
La scelta dei cibi da includere nella propria alimentazione risulta importante per la prevenzione del gonfiore addominale. I carboidrati a catena corta e i polioli non digeriti tendono a fermentare nel piccolo intestino e possono causare gonfiore e diarrea. Alcuni cibi, come i cavoli, i cavolfiori, le cipolle, le verdure crude, i legumi e la crusca, tendono a favorire la produzione di gas intestinali. Altri alimenti, come ad esempio il latte, possono risultare di difficile digestione (come nell'intolleranza al lattosio), mentre nell’intolleranza al glutine (o celiachia) è necessario eliminare il glutine dalla dieta per tutta la vita. In caso di gonfiore addominale legato all’alimentazione, la tentazione potrebbe essere quella di eliminare tutti i cibi ritenuti dannosi, ma è comunque consigliabile rivolgersi allo specialista per evitare l’adozione di diete troppo restrittive.
Una migliore funzionalità intestinale permette spesso di ridurre il gonfiore. In caso di alvo tendenzialmente stitico o diarroico, è consigliabile:

  • idratarsi in modo adeguato, bevendo a piccoli sorsi;
  • regolare l’assunzione di fibre: in caso di diarrea, può essere necessario ridurre l’apporto di fibre insolubili (contenute ad esempio nella crusca); l’assunzione di fibre solubili (contenute ad esempio nell’avena) è solitamente meglio tollerata. Nella stipsi, l’apporto di acqua e fibre (solubili e insolubili) favorisce la peristalsi e lo svuotamento del contenuto intestinale;
  • assumere probiotici (comunemente chiamati fermenti lattici), perché favoriscono il benessere intestinale, in quanto contribuiscono al ripristino della flora batterica alterata e al recupero di uno stato di eubiosi, cioè di equilibrio della flora intestinale.

Fonti

Ultimo aggiornamento:25-08-2020

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