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Microbiota intestinale: quali sono le sue funzioni?

Con il termine “microbiota” ci si riferisce all’insieme di microorganismi che colonizzano e collaborano con il nostro organismo. Nonostante i batteri (come per esempio quelli appartenenti ai generi Lactobacillus, Streptococcus e Bifidobacterium), siano i microbi maggiormente presenti, anche virus e funghi (detti anche lieviti) fanno parte del microbiota.
Già da qualche anno, a suscitare grande interesse è in particolare il microbiota intestinale, che ha dimostrato un attivo coinvolgimento nel mantenimento della salute generale dell’ospite, oltre che in svariate condizioni patologiche (diabete, obesità, aterosclerosi ecc.). Vediamo insieme come è composto il microbiota e le funzioni che svolge nell’organismo.

Composizione del microbiota intestinale

In condizioni fisiologiche, il microbiota (intestinale, ma non solo) è in uno stato di cosiddetta “eubiosi”, ovvero tutte le specie che lo compongono sono in equilibrio tra di loro. Quando, in seguito a fattori interni o esterni all’organismo, la composizione del microbiota viene alterata, si parla di disbiosi. Negli anni, sono numerose le condizioni patologiche (non solo gastrointestinali come il morbo di Crohn ma, per esempio, anche neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson) che sono risultate associate proprio a stati di alterazione del microbiota presente nell’intestino.
Il microbiota non è però composto solo da microrganismi “buoni”. Anche se in bassa quantità, sono infatti presenti in condizioni fisiologiche anche i cosiddetti “patobionti”, ossia batteri in grado di causare disturbi in seguito a una loro eccessiva proliferazione. A questa categoria appartengono per esempio Escherichia coli (che può causare forme di diarrea anche gravi) e il batterio che causa la salmonella.

Microbiota: a cosa serve?

Il microbiota intestinale svolge funzioni importanti per garantire la salute generale dell’ospite. Tra le principali troviamo:

  • digestione e metabolismo dei nutrienti;
  • sintesi di vitamine;
  • modulazione del sistema immunitario;
  • protezione dai patogeni;
  • promozione dell’integrità intestinale.

Microbiota, metabolismo dei nutrienti e sintesi di vitamine

Il metabolismo dei nutrienti introdotti con la dieta avviene soprattutto nel colon, dove i ceppi batterici predominanti (come Bacteroidetes, Roseburia, Bifidobacterium, Faecalibaterium o Enterobacteria) sono in grado di utilizzare carboidrati complessi (provenienti per esempio dai cereali) per fornire energia all’organismo che li ospita. Oltre ai carboidrati, alcuni batteri del microbiota intestinale hanno dimostrato di svolgere un ruolo anche nel metabolismo degli acidi biliari (Bacteroides intestinalis) e, secondo alcuni recenti studi, anche dei polifenoli (Bacteroides distasonis, B. uniformis, E. casselli flavus, E. Ramulus ecc), un gruppo di sostanze naturali a cui appartengono per esempio i flavonoidi.
Il microbiota intestinale è inoltre implicato nella sintesi di vitamine essenziali. Tra queste, la vitamina B12 è prodotta dai batteri lattici (Lactobacillus spp.), mentre l’acido folico, fondamentale anche per lo sviluppo fetale, da Bifidobacteria. Si aggiungono poi vitamina K, B2, B3, B8, B5, B6 e B1.

Microbiota e modulazione del sistema immunitario

Lo sviluppo del microbiota intestinale inizia già durante il parto e continua fin dalle primissime fasi di vita del neonato. Sono numerosi gli studi ad aver dimostrato l’importanza del microbiota intestinale per lo sviluppo e la maturazione del sistema immunitario, che viene “educato” e stimolato proprio dai microrganismi presenti nell’intestino. In questo modo, le cellule immunitarie imparano sia a difendere l’organismo da microrganismi pericolosi, sia a riconoscere e “tollerare” quelli che invece non possono provocare danni all’organismo.

Microbiota e protezione dai patogeni

Tra le altre funzioni, i batteri “buoni”, normalmente presenti nel nostro intestino, si comportano come delle sentinelle difendendoci da batteri “meno buoni” (patogeni) provenienti dall’esterno.
Per farlo, i batteri generalmente competono per lo spazio di crescita e per l’approvvigionamento delle sostanze nutritive. A questa difesa indiretta, si associa in alcuni casi anche un attacco più aggressivo tramite la produzione di sostanze dette antimicrobiche (batteriocine) che danneggiano e, nella migliore delle ipotesi, uccidono il patogeno. I meccanismi attuati sono però strettamente collegati al ceppo batterico e perciò, anche in questo caso, sono molto variabili.

Microbiota e promozione dell’integrità della barriera intestinale

Un microbiota sano sostiene la corretta struttura e funzionalità della barriera gastrointestinale regolandone la permeabilità (ovvero la possibilità che venga attraversata da sostanze o microrganismi). I benefici di una corretta permeabilità intestinale si riflettono anche sulla nostra salute generale, diminuendo la possibilità che batteri, virus o altri microbi passino dall’intestino al resto dell’organismo, con il rischio di infezioni.
In conclusione, dunque, possiamo affermare che il microbiota, quello intestinale in particolare, è composto da moltissime specie diverse di microrganismi, un numero che supera di gran lunga le cellule del nostro corpo. Le sue funzioni (metabolismo dei nutrienti, difesa dai patogeni ecc.), così diverse a seconda dei ceppi coinvolti, influenzano notevolmente la nostra salute. Conoscerne più a fondo le caratteristiche e sostenerne un corretto equilibrio è perciò importante nella vita di tutti i giorni. 

Fonti

Ultimo aggiornamento:18-11-2020

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