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Microchirurgia: definizione e applicazioni

Nel corso degli anni, la chirurgia si è evoluta avvalendosi di strumenti sempre più precisi e sofisticati che hanno reso il gesto chirurgico più accurato e allo stesso tempo meno invasivo traducendosi, per il paziente, in un decorso postoperatorio meno doloroso e in un ritorno più precoce alle attività quotidiane.

Cos’è la microchirurgia? Scopriamo le basi di questa nuova frontiera
La microchirurgia è quella branca della chirurgia che si avvale dell’utilizzo di microscopi operatori e strumenti di precisione per eseguire delicati interventi su strutture piccole ed esili. Capisaldi della microchirurgia sono infatti le “tre M”:

  • microscopio
  • micro-strumenti
  • micro-suture.

Il microscopio rappresenta l’elemento cardine di questa chirurgia, consentendo ingrandimenti fino a 50 volte e suture con fili con un diametro addirittura inferiore a 0,07 mm. Grazie a questa strumentazione, il chirurgo è in grado di operare su strutture inferiori a 1 mm.

La nascita della microchirurgia
Alla base della microchirurgia c’è l’anastomosi (dal greco ἀναστόμωσις, anastomosis: unione, collegamento di due bocche) di piccoli vasi sanguigni (arterie e vene) e nervi, che ha reso possibile il trasferimento di lembi di tessuto da una parte del corpo a un’altra. La microchirurgia nasce infatti nel 1960, quando Jacobson e Suarez eseguirono la prima microanastomosi vascolare. Nel 1964, Buncke esegue con successo il reimpianto di un orecchio su un coniglio proprio grazie all’utilizzo di tecniche microchirurgiche, mentre l’anno successivo fu il pollice del piede di una scimmia a essere reimpiantato, spianando letteralmente la strada a queste tecniche, che vennero poi utilizzate nel campo della chirurgia ricostruttiva per traumi, tumori o patologie congenite. Entro la prima metà degli anni Sessanta, assistiamo così al primo storico reimpianto di un braccio eseguito da Malt e al reimpianto di un pollice eseguito su un giovane operaio di 28 anni da Komatsu e Tamai. Grazie alla microchirurgia, i trapianti di mano e di faccia sono oggi una realtà.

Le applicazioni più frequenti della microchirurgia
Le specialità che maggiormente adoperano tecniche microchirurgiche sono la chirurgia plastica, la chirurgia maxillo-facciale, la chirurgia generale, la neurochirurgia, l’ortopedia, l’otorinolaringoiatria, l’oftalmologia, l’urologia e la ginecologia. I campi di applicazione sono decisamente numerosi: la correzione chirurgica della cataratta o di patologie vascolari cerebrali, il reimpianto di porzioni del corpo amputate, come dita o arti, il trattamento e la ricostruzione in seguito a tumori. Questi rappresentano solo alcuni esempi della varietà e della rilevanza che ha acquisito la microchirurgia. Sicuramente, uno degli sviluppi più brillanti è rappresentato dalla ricostruzione della mammella con lembi microchirurgici che, nel corso dello stesso intervento, rende possibile la fase ricostruttiva senza dover ricorrere all’utilizzo di protesi mammarie, contemporaneamente alla fase demolitiva di asportazione del tumore. Questo porta al raggiungimento di un duplice obiettivo: il trattamento chirurgico del tumore e un immediato risultato estetico con l’utilizzo di tessuto autologo, cioè della paziente stessa. Un esempio di ricostruzione mammaria con lembo microchirurgico è rappresentato dal lembo DIEP. Cerchiamo di capire meglio in cosa consiste questa tecnica. Il lembo DIEP (dall’acronimo inglese Deep Inferior Epigastric Perforator) è un autotrapianto, che consente cioè il prelievo di tessuto (grasso e pelle) dalla parte inferiore dell’addome della paziente per poi utilizzarlo nella ricostruzione della mammella contemporaneamente alla fase demolitiva di asportazione del tumore (ricostruzione immediata) o in seguito (ricostruzione differita) o in caso di fallimento o insoddisfazione dopo una ricostruzione con protesi mammaria (ricostruzione secondaria). In questo modo è possibile trattare il tumore e allo stesso tempo restituire integrità e armonia all’immagine della paziente.

Verso il futuro...e oltre?
Le nuove frontiere della microchirurgia sono rappresentate da quella che viene ormai chiamata super-microchirurgia e dalla chirurgia robot-assistita consentendo anastomosi su vasi sanguigni ancora più piccoli (0,3 mm). La corsa tecnologica va verso una chirurgia sempre più gentile, sempre più micro.

Fonti

  • Mavrogenis, A.F., et al., The history of microsurgery, European Journal of Orthopaedic Surgery and Traumatology, volume 29, issue 2, pages 247–254, 2019.

    https://doi.org/10.1007/s00590-019-02378-7

  • Hussain, O.N., et al., Complex Microsurgical Reconstruction After Tumor Resection in the Trunk and Extremities, Clinics in Plastic Surgery, volume 44, issue 2, pages 299–311, 2017.

    https://doi.org/10.1016/j.cps.2016.11.008

  • Hong, J.P.J., et al., Supermicrosurgery: Principles and applications. J. Surg. Oncol., volume 118, issue 5, pages 832–839, 2018.

    https://doi.org/10.1002/jso.25243

  • Hayhurst, JW, O'Brien, BM, An experimental study of microvascular technique, patency rates and related factors, Br J Plast Surg. 1975, volume 28, issue 2, pages 128-32.

    https://doi.org/10.1016/s0007-1226(75)90175-7

  • Zavlin, D., et al., Breast reconstruction with DIEP and SIEA flaps in patients with prior abdominal liposuction. Microsurgery., volume 38, issue 4, pages 413-418, 2018. 

    https://doi.org/10.1002/micr.30218

Ultimo aggiornamento 22-10-2019
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