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Pancia gonfia nelle donne: le cause e i rimedi

Il gonfiore addominale è un problema diffuso, più spesso un problema femminile, tanto che non è raro trovare donne che lamentano questo sintomo pur avendo pance apparentemente piatte. In effetti, nella letteratura scientifica vengono utilizzati due termini distinti: bloating e distension. Il primo sta a indicare una sgradevole sensazione di tensione legata a un aumento della pressione a livello viscerale, mentre il secondo si riferisce alla stessa sensazione associata a un evidente ingrossamento dell’addome.
C’è chi per documentare questo fastidioso fenomeno si fotografa la pancia prima al mattino e poi alla sera, dando prova di una sensibile differenza. La misurazione della circonferenza addominale presa in corrispondenza della parte più prominente della pancia può infatti aumentare fino a cinque centimetri dal risveglio al momento di andare a letto.

Cos’è la pancia gonfia?

Secondo i Criteri Roma, ovvero i criteri stabiliti da una commissione internazionale per la diagnosi dei disturbi funzionali (cioè quei disturbi non riconducibili a una specifica patologia) dell’intestino, il gonfiore funzionale (functional bloating) viene definito come una sensazione ricorrente di gonfiore addominale o distensione per almeno 3 giorni negli ultimi 3 mesi con insorgenza del sintomo negli ultimi 6 mesi, in assenza dei criteri per la diagnosi di dispepsia funzionale (la cosiddetta “cattiva digestione”, ossia un disturbo digestivo che si manifesta con pesantezza, gonfiore e bruciore di stomaco, nausea ecc.) o di sindrome dell’intestino irritabile (una condizione caratterizzata da fastidio e dolore addominale, gonfiore ecc).
In alcuni casi, il gonfiore addominale si associa a flatulenza (abnorme emissione di gas dal retto) e a eruttazioni frequenti. Si tratta di un quadro sintomatologico che, per quanto apparentemente banale, disturba così pesantemente la qualità di vita da indurre molte donne a recarsi dal nutrizionista non soltanto per risolvere problemi relativi al peso, quanto piuttosto per trovare una soluzione al gonfiore addominale.

Le cause della pancia gonfia nelle donne

Quando un sintomo è più evidente nelle donne rispetto agli uomini, o viceversa, è possibile ritrovare le origini del disturbo nel differente assetto ormonale. È da tempo noto che progesterone ed estradiolo, due ormoni tipicamente femminili, possono causare una ridotta motilità gastrointestinale. Con questa espressione, si fa riferimento ai movimenti della muscolatura involontaria (peristalsi) che riveste lo stomaco e l’intestino. Se dopo l’ingestione di cibo le contrazioni peristaltiche contribuiscono al processo digestivo e all’espulsione delle feci, durante il digiuno questo stesso fenomeno ha come scopo quello di realizzare una “pulizia intestinale”, contrastando in questo modo il gonfiore. Anche a stomaco vuoto, quindi, una serie di movimenti ciclici si propagano fino all’intestino. Oltre ad alterazioni nei livelli ormonali nelle donne, anche stati d’ansia, stress psicofisici, disordini alimentari, così come una particolare composizione del microbiota intestinale (ovvero dell’insieme dei microrganismi che popolano la mucosa dell’intestino) possono interferire in entrambi i sessi con il buon funzionamento di questo articolato sistema, causando in alcuni casi diarrea e in altri stipsi e pancia gonfia.

Le cause del gonfiore alla pancia in entrambi i sessi

Quello della pancia gonfia dopo mangiato è però sicuramente un problema multifattoriale: oltre al rallentamento della motilità intestinale, sono alla base del gonfiore, nell’uomo come nella donna, anche la maggiore deposizione di grasso a livello viscerale, gli eccessi alimentari che portano a un aumento del materiale fecale e i processi fermentativi, con conseguente produzione di gas, messi in atto da specifici batteri. Per esempio, bifidobatteri e lattobacilli sono responsabili della produzione di idrogeno e di anidride carbonica poiché in grado di fermentare specifiche molecole (i FOS, Frutto-Oligo-Saccaridi) contenute in alcuni alimenti. Oltre ai FOS, ci sono anche i cosiddetti FODMAPs (Fermentable Oligosaccharides, Disaccarides Monosaccarides And Polyols): si tratta di carboidrati che l’uomo non è in grado di digerire poiché non dispone degli enzimi adatti. I FODMAPs possono essere fermentati dai batteri residenti nel colon dando il via anche in questo caso alla produzione di gas. 

L’eccessiva disponibilità di sostanze che possono essere sottoposte a questo processo può dipendere anche da:

  • un’alterata digestione, che comporta un’insufficiente scomposizione dei nutrienti (carboidrati, proteine e grassi) in sostanze più piccole (monosaccaridi, aminoacidi e acidi grassi) che possono essere assorbite attraverso la mucosa intestinale. I residui grossolani di una digestione incompleta rimangono all’interno dell’intestino e possono essere fermentati dai batteri;
  • malassorbimento, che si verifica quando la mucosa intestinale ha difficoltà a trasportare dall’intestino al sangue le vitamine, gli oligoelementi e i nutrienti adeguatamente digeriti. Tutte queste sostanze rimarranno nell’intestino dove serviranno da nutrimento per i batteri. Le condizioni cliniche associate a malassorbimento sono la celiachia, la SIBO (Small Intestinal Bacterial Overgrowth, o ipercrescita batterica) e la SIFO (Small Intestinal Fungal Overgrowth, ipercrescita fungina, candidosi intestinale).

Visto il ruolo dei microrganismi intestinali nella produzione di gas, ma non solo, è chiaro come un’alterata composizione del microbiota intestinale (disbiosi) possa contribuire alla comparsa di diversi disturbi, gonfiore compreso. In particolare, è stata dimostrata una correlazione tra il gonfiore e un significativo aumento nel microbiota intestinale di specifici batteri, tra cui i Clostridi.
Quando si parla di gonfiore addominale, quindi, si potrebbe dire che “ogni pancia gonfia lo è a modo suo” in base alla combinazione delle molteplici cause che, riassumendo quanto detto finora, sono:

  1. alterazione della peristalsi intestinale per l’influenza degli ormoni femminili;
  2. stati d’ansia e stress psicofisici;
  3. aumento del peso corporeo con deposizione del grasso a livello viscerale e conseguente aumento della pressione intra-addominale;
  4. stati di disbiosi caratterizzati dall’eccessiva crescita di batteri in grado di produrre gas;
  5. maldigestione;
  6. condizioni associate al malassorbimento come la celiachia, la SIBO e la SIFO.

Non bisogna infine trascurare la tendenza, accentuata nella popolazione femminile, di riservare poco tempo ai pasti e di mangiare velocemente, trascurando di masticare a lungo ogni singolo boccone e ingurgitando aria, perché prese dalla foga di dover fare più cose contemporaneamente. Anche questa è una causa del gonfiore addominale. 

I rimedi contro la pancia gonfia

Se la condizione della pancia gonfia ha un’origine multifattoriale, e non dipende da una patologia che è bene indagare a fondo perché possa essere trattata in maniera mirata, è possibile mettere in pratica una serie di azioni in grado di alleviare questo fastidioso sintomo:

  • adottare tecniche di gestione dello stress (training autogeno, mindfulness, yoga, pilates);
  • fare in modo di dormire un numero adeguato di ore, cercando di addormentarsi non troppo tardi e dopo essersi dedicati ad attività rilassanti;
  • concedersi il tempo giusto per consumare i propri pasti masticando in maniera minuziosa, senza parlare;
  • adottare una dieta caratterizzata dal consumo prevalente di alimenti di origine vegetale minimamente processati, da una quota adeguata in proteine, carboidrati e grassi e dalla presenza di alimenti latto-fermentati; 
  • raggiungere e mantenere il peso forma per far sì che la quantità di grasso viscerale sia nella norma;
  • prendere l’abitudine di assumere tisane e decotti a base di finocchio, melissa, menta, coriandolo e camomilla. Si tratta di sostanze dotate di spiccate proprietà carminative, (ovvero in grado di ridurre la quantità di aria presente nello stomaco e nell’intestino), antispasmodiche (cioè capaci di contrastare gli spasmi intestinali), lenitive e calmanti;
  • assumere probiotici, ovvero microrganismi (in particolare batteri) in grado di riequilibrare la flora intestinale e contrastare così gli stati di disbiosi.

Fonti

  • Iovino P, Bucci C, Tremolaterra F, Santonicola A, Chiarioni G. Bloating and functional gastro-intestinal disorders: where are we and where are we going? World J Gastroenterol. 2014; volume 20, issue 39, pages14407‐14419. 

    https://doi.org/10.3748/wjg.v20.i39.14407
  • Rezaie A, Pimentel M, Rao SS. How to Test and Treat Small Intestinal Bacterial Overgrowth: an Evidence-Based Approach. Curr Gastroenterol Rep. 2016; volume 18, article number 8.

    https://doi.org/10.1007/s11894-015-0482-9
  • Hubert S, Chadwick A, Wacher V, Coughlin O, Kokai-Kun J, Bristol A. Development of a Modified-Release Formulation of Lovastatin Targeted to Intestinal Methanogens Implicated in Irritable Bowel Syndrome With Constipation. J Pharm Sci. 2018; volume 107, issue 2, pages 662‐671. 

    https://doi.org/10.1016/j.xphs.2017.09.028
Ultimo aggiornamento:14-08-2020

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