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Peeling chimico: pro e contro di un trattamento diffuso
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Il peeling chimico è una tecnica utilizzata principalmente per migliorare l'aspetto cutaneo di viso, collo o mani, mediante un prodotto dall’effetto esfoliante applicato sulla pelle: la nuova pelle che si forma è normalmente più liscia rispetto a quella pre-trattamento. Il peeling chimico:

  • rimuove la cheratina in superficie, prodotta dai comedoni, i punti neri;
  • sugli strati profondi della pelle (derma) stimola la produzione di proteine come i glicosaminoglicani, di elastina e neocollagene, utili a rendere elastica e resistente la cute aumentando il tono cutaneo.

Una valutazione approfondita da parte di un dermatologo o di un chirurgo estetico è fondamentale prima di sottoporsi a questo trattamento. Il peeling chimico ha le sue indicazioni principali su inestetismi o patologie cutanee:

  • Cicatrici da acne e dermatosi seborroica: l’acne è una malattia cronica della pelle che porta a infiammazione del follicolo pilifero e della ghiandola sebacea con eccessiva produzione di sebo (seborrea) e presenza di un batterio commensale, il Cutibacterium acnes. L’inestetismo cutaneo è dovuto a comedoni, pustole, noduli e cisti, fino alla formazione di cicatrici cutanee.
  • Invecchiamento e rilassamento cutaneo, rughe (specie “zampe di gallina o crow feet”), photoaging, macchie cutanee, cheratosi (ispessimento cutaneo);
  • Melasma o cloasma, ovvero l’accumulo di melanina in alcune zone cutanee post-gravidanza.

I composti chimici utilizzati nel peeling chimico
I composti chimici utilizzati nel peeling sono:

  • Alfa idrossiacido: fa parte dei cosiddetti acidi della frutta, come ad esempio l’acido citrico contenuto in arancia e limone, l’acido lattico contenuto in mirtillo e ananas, l’acido glicolico presente nella canna da zucchero e nell’uva (che contiene anche acido tartarico), l’acido malico in mela, fragola e papaya. Svolge l’azione di rimozione degli strati superficiali cutanei – corneociti o cellule disidratate – e di rallentamento del processo di invecchiamento cutaneo. L’alfa idrossiacido è utilizzato nel peeling superficiale (“superficial or lunchtime peel”) per un’esfoliazione delicata;
  • Acido glicolico: anch’esso fa parte degli acidi della frutta e ha un potere esfoliante più profondo. È quindi utilizzato nel peeling medio per macchie senili, rughe, pelle ruvida ed escrescenze da cheratosi attinica;
  • Acido tricloroacetico: penetra in profondità e viene utilizzato nel peeling profondo in caso di rughe, imperfezioni superficiali e dispigmentazione. 

Quali sono le controindicazioni?
Non dovrebbero sottoporsi a peeling chimico le persone con pelle scura in quanto, dopo il trattamento, potrebbero originarsi maggiori discromie cutanee. La procedura non è raccomandata, inoltre, per soggetti con infezioni, malattie cutanee in atto, eczemi, recenti ferite o ulcere, ustioni solari, Herpes simplex, oltre che durante la gravidanza o l’assunzione di isotretinoina. In presenza di psoriasi, ci si deve sempre rivolgere a un dermatologo esperto per ricevere un parere.

Gli effetti indesiderati delle varie tipologie di peeling
Nessuna metodica è priva di effetti indesiderati. Nel caso del peeling chimico possono insorgere da un lato effetti immediati, dopo alcuni minuti o ore dall’applicazione, come bruciore, irritazione cutanea, eritema, prurito e dolore. Dall’altro, possono comparire anche effetti ritardati dopo giorni o settimane dal trattamento, come infezioni cutanee, cicatrici, iper-ipopigmentazione, reazioni allergiche, ecc. Tutti i peeling chimici, dai più delicati, a base di alfa-idrossiacido e acido glicolico, a quelli più forti, a base di acido tricloroacetico, possono dare origine a una sintomatologia temporanea, con bruciore, arrossamento, irritazione e gonfiore, che può essere alleviata con l'uso di creme e gel. In particolare:

  • I peeling superficiali richiedono da uno a sette giorni per guarire. La pelle trattata, inizialmente, sarà arrossata, per cui occorre applicare creme idratanti fino alla guarigione. È possibile truccarsi dal giorno successivo.
  • i peeling medi richiedono invece da sette a 14 giorni per guarire. La pelle trattata presenta iniziale arrossamento e gonfiore, che peggiora nelle prime 48 ore con formazione di croste che recedono da 1 a 2 settimane. Deve essere sempre applicata una crema lenitiva ed è bene evitare l’esposizione solare, mentre ci si potrà truccare dopo 1 settimana. È necessaria in questo caso una visita di controllo.

I peeling profondi richiedono una prognosi da due a tre settimane, con controlli frequenti dal dermatologo ed evitando l’esposizione solare per tre-sei mesi. Ci si potrà truccare solitamente dopo due settimane dal trattamento.

Fonti

Ultimo aggiornamento 28-10-2019
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