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Pesantezza di stomaco dopo i pasti: come facilitare la digestione?

La pesantezza di stomaco è quel fastidioso senso di ripienezza gastrica che può comparire dopo un pasto troppo abbondante, troppo ricco di grassi o consumato troppo in fretta. Questa sgradita sensazione è anche chiamata dispepsia (dal greco δυσ- dis- e πέψις digestione, ossia disturbo della digestione), un termine in realtà più generico, che raggruppa anche altri tipi di sintomi a carico della parte superiore del tratto digerente, come:

  • dolore allo stomaco;
  • bruciore alla “bocca dello stomaco”;
  • senso di ripienezza post-prandiale, di pesantezza di stomaco;
  • senso di sazietà precoce.

In presenza di uno di questi sintomi, è meglio consultare un medico, a maggior ragione se i sintomi tendono a ripresentarsi nel tempo. La dispepsia potrebbe infatti anche essere causata da una malattia: ad esempio l’infezione cronica da Helicobacter pylori, l’ulcera peptica, un’allergia alimentare, la presenza di calcoli biliari, alcune malattie del pancreas o, più raramente, alcune neoplasie del tratto digerente, possono causare la comparsa di una cattiva digestione. Per questo motivo, potrebbe essere necessario effettuare degli esami, prescritti secondo parere medico. In molti casi, non si riscontrerà una malattia e quindi, per esclusione, saremo in presenza di una dispepsia funzionale.

    Sintomi della pesantezza di stomaco: “i criteri di Roma”

    La dispepsia funzionale è definita dalla presenza di sintomi, chiamati criteri di Roma. I criteri di Roma sono nati dallo sforzo congiunto di clinici ed esperti di tutto il mondo, che si sono riuniti per la prima volta a Roma nel 1989 per stabilire i requisiti per porre la diagnosi di disturbi funzionali gastrointestinali. Periodicamente, questi criteri sono stati rivisti, e nel 2016 sono giunti alla quarta versione (Roma IV). Per parlare di dispepsia funzionale, i disturbi devono essere insorti da almeno 6 mesi ed essere presenti da almeno 3 mesi al momento della diagnosi. In pratica, senza che sia possibile riscontrare la presenza di una malattia, la diagnosi di dispepsia funzionale richiede la presenza di:

    • un fastidioso senso di sazietà precoce o di ripienezza postprandiale;
    • un senso di sazietà precoce;
    • un dolore o un bruciore sotto la base dello sterno (alla “bocca dello stomaco”).

    Una condizione particolare è data dalla sindrome da distress postprandiale, caratterizzata da problemi di cattiva digestione indotti dal mangiare e da dolore alla bocca dello stomaco che può anche verificarsi non esclusivamente dopo i pasti. La sindrome da distress postprandiale può essere considerata un sottotipo di dispepsia funzionale, ed è definita come:

    • un fastidioso senso di ripienezza postprandiale o di sazietà precoce tale da impedire di finire un pasto normale, che si verifica almeno 3 giorni alla settimana;
    • un senso di sazietà precoce, tale da impedire di finire un pasto normale, che si verifica più volte alla settimana;
    • può essere presente dolore o bruciore postprandiale alla bocca dello stomaco;
    • può essere presente gonfiore sotto la base dello sterno; possono comparire nausea dopo il pasto o eruttazioni, ma non sono sintomi specifici.

    Quali sono i rimedi per la pesantezza di stomaco?

    In assenza di una malattia particolare, per facilitare la digestione è consigliabile mangiare poco alla volta e masticare bene gli alimenti, consumare pasti leggeri cercando di evitare lo stress, l’alcol, i cibi grassi o troppo conditi e i pasti consumati in fretta.
    La pratica regolare di un’attività fisica può rappresentare un valido aiuto al processo digestivo, purché si abbia l’accortezza di lasciare passare almeno 2-3 ore dal pasto prima di indossare le scarpe da ginnastica.
    La persistenza di molti fastidi legati a una cattiva digestione può essere alleviata da rimedi naturali e, eventualmente, da farmaci, da assumere sempre dopo averne parlato con il proprio medico o farmacista:

    • l’infusione di camomilla o il tè alla menta rappresentano rimedi naturali efficaci e sicuri in grado di migliorare la digestione;
    • salvo controindicazioni, il ricorso per brevi periodi di tempo all’uso di farmaci procinetici può procurare un sollievo sintomatico nei casi più difficili.

    Fonti

    Ultimo aggiornamento:07-07-2020

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