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Il puerperio: come si modifica il ciclo dopo il parto

Il puerperio è il periodo di tempo che inizia subito dopo l’espulsione della placenta e termina con la ripresa dell’attività ciclica ovarica. Convenzionalmente, gli si assegna una durata di circa sei-otto settimane, durante le quali i diversi organi e apparati che avevano subito modificazioni in gravidanza tornano al loro stato pregravidico.

I fenomeni locali del puerperio: come l’utero torna allo stato pre-gravidanza
I fenomeni locali del puerperio comprendono modificazioni involutive che riguardano soprattutto l’apparato genitale femminile. Subito dopo l’espulsione della placenta, il corpo dell’utero forma un globo duro (chiamato globo di sicurezza), indispensabile per la chiusura dei vasi uterini e per garantire l’emostasi meccanica, allo scopo di prevenire emorragie dopo il parto. Nelle prime ore dopo il parto, la bocca uterina rimane ancora pervia, cioè aperta, ma poi, con il passare delle ore, il canale si restringe sempre di più, fino a raggiungere la struttura pregravidica entro sei-sette settimane. Le perdite derivanti dai processi riparativi e dall’eliminazione dall’utero di residui di tessuti legati alla gravidanza si chiamano lochiazioni e sono inizialmente ematiche; successivamente, si modificano diventando sempre più sierose, fino a scomparire del tutto dopo cinque-sei settimane. L’espulsione di questi lochi è associata a contrazioni uterine, spesso accompagnate a dolori crampiformi che partono dalla regione lombare e si estendono a tutto il basso ventre e all’inguine. Tali dolori sono i cosiddetti morsi uterini, che sono più frequenti nelle donne che hanno già avuto figli rispetto a quelle che sono alla loro prima esperienza, e sono più accentuati nelle donne che allattano al seno, per una maggiore produzione di ossitocina. In tal caso, la neomamma non deve aver paura di assumere farmaci analgesici e antinfiammatori non steroidei: il loro effetto fa bene alla donna e non fa male al bambino. Le modificazioni vaginali dovute al parto rimangono presenti per i primi sette-otto giorni di puerperio; poi, gradualmente, le pareti riprendono il tono e l’elasticità abituali, anche se il recupero totale delle condizioni pregravidiche è difficile. Inoltre, per qualche settimana, le pareti vaginali offrono poca resistenza alle sollecitazioni meccaniche, per cui non è eccezionale in puerperio il riscontro di lesioni da coito. Per prevenire e curare questo tipo di fastidi, sebbene non pericolosi, è efficace l’utilizzo di prodotti locali a base di vitamina E (spray o crema), che favoriscono la riepitelizzazione delle abrasioni.

Quando tornano le mestruazioni dopo il parto
La prima mestruazione, denominata anche “capo-parto”, ricompare in circa un quarto delle neomamme entro le prime sette-otto settimane dal parto. In particolare:

  • l’80% delle donne che non allatta mestrua entro 40-50 giorni;
  • nella maggior parte delle donne che allatta la durata dell’amenorrea è di circa 70 giorni;
  • in molti casi, la mancanza di ciclo mestruale dura per tutto il periodo dell’allattamento e oltre;
  • entro sei mesi, oltre il 90% di tutte le donne, in allattamento o meno, presenta la ripresa della mestruazione.

In circa la metà dei casi, il primo ciclo comporta la produzione di una cellula uovo, e in questa eventualità la donna sarà già nuovamente fertile.

Funzioni genitali nel puerperio: tre fasi ormonali
Per quanto riguarda gli ormoni collegati direttamente o indirettamente alle funzioni genitali, durante il puerperio si possono distinguere tre periodi:

  • il periodo dell’eliminazione, della durata di circa 10 giorni, in cui vengono eliminati gli ormoni prodotti in gravidanza;
  • il periodo di riposo, che non supera la durata di due settimane;
  • il periodo della ripresa funzionale, caratterizzato da una progressiva ripartenza delle funzioni delle ovaie e della produzione di ormoni. Non sempre questa ripresa è rapida, a volte può essere prolungata, soprattutto nelle donne che allattano a causa degli ormoni coinvolti nell’allattamento. Questo comunque può portare a una ripresa della fertilità quindi, se non vi è un immediato desiderio di un’ulteriore gravidanza, è opportuno usare dei metodi contraccettivi.

Come cambia il ciclo dopo il parto?
Il ciclo mestruale è un fenomeno alquanto soggettivo e, una volta ricomparso, può presentarsi con caratteristiche assai differenti da persona a persona. I cicli successivi al capo-parto (che di solito presenta perdite particolarmente abbondanti e ha una durata maggiore) possono avere delle irregolarità di ritmo, quantità e durata per almeno sei mesi. Queste alterazioni sono spesso espressione di una mancata ovulazione o di incompleta maturazione del follicolo, ma sono anche condizionate da altri fattori, quali razza, costituzione o condizioni ambientali. Anche se all’inizio sarà altalenante, il ciclo tenderà a stabilizzarsi con il passare del tempo e a subire variazioni del tutto soggettive. A notare cambiamenti potrebbero essere le donne che prima avevano un ciclo irregolare e doloroso, poiché le variazioni ormonali dei nove mesi di gravidanza favoriscono la regolarità delle mestruazioni. In più il dolore, dovuto principalmente ad aderenze presenti a livello pelvico prima della gravidanza, si risolve da sé con la crescita dell’utero. La stessa cosa accade in donne affette da ovaio policistico (che tende a dare mestruazioni più dolorose), poiché la gravidanza normalizza i livelli ormonali alterati in questa condizione. Sembra comunque accertato che, tanto più prolungato è l’allattamento al seno (soprattutto se esclusivo), tanto più tardiva è la prima ovulazione e la prima mestruazione che compare è senza produzione di cellula uovo. Ciononostante, l’assenza o l’irregolarità mestruale nelle neomamme, che allattano o meno, non deve far pensare a un malfunzionamento permanente delle funzioni riproduttive: infatti non è insolita la comparsa di cicli ovulatori e di una nuova gravidanza proprio durante l’allattamento, addirittura prima che ricompaiano le mestruazioni, senza che la donna se ne accorga, motivo per cui la contraccezione deve essere presa in considerazione. Sarebbe comunque utile un controllo dal proprio ginecologo curante dopo circa 30-40 giorni dal parto.

Fonti

  • Pescetto G., De Cecco L. et al. Puerperio e allattamento. Capitolo 38.

  • WHO: Postnatal care of mother and newborn.

Ultimo aggiornamento 11-12-2019