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Quanto devono dormire i bambini: alcuni consigli utili
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Quante ore devono dormire i bambini? È una domanda che spesso sorge ai genitori, soprattutto durante i primi mesi di vita dei figli. Le ore di sonno necessarie cambiano infatti a seconda dell’età del piccolo e dormire, nei neonati, è molto importante poiché salute, benessere psicofisico, funzioni cognitive e apprendimento possono essere influenzati dalla qualità del riposo. Per questo, acquisire fin da subito alcune buone abitudini per l’addormentamento può migliorare sia la qualità del sonno sia il suo benessere durante il giorno. In particolare, la routine della buonanotte può incidere significativamente sulla qualità del sonno del bambino e sul suo comportamento durante il giorno. Acquisire buone abitudini prima di andare a letto e per la fase di addormentamento permette al piccolo di risvegliarsi pieno di energia e ai genitori di riposare tranquillamente.

Quanto devono dormire i bambini?
Come anticipato, le ore di sonno cambiano a seconda dell’età del piccolo, nel dettaglio:

  • i neonati da zero a due mesi in condizioni di salute possono dormire tra le 10 e le 18 ore al giorno con pause che variano da una a tre ore per alimentarsi: generalmente, il piccolo segnala il suo bisogno di dormire piangendo o strofinandosi gli occhi;
  • da tre a 12 mesi, le ore di sonno possono subire diverse variazioni generando cicli di sonno-veglia: dai quattro ai sei mesi il piccolo tende a dormire a cicli di sei-otto ore con piccole pause per l’alimentazione, mentre dai sei ai nove mesi il bimbo riposa per 10-12 ore continuative e, a partire dal nono-decimo mese di vita, il sonno può durare anche tutta la notte (otto-10 ore) senza necessità di risveglio per l’allattamento;
  • dai 12 mesi, oltre al riposo notturno, può avere inizio la routine dei pisolini diurni con una frequenza compresa tra uno e quattro pisolini di circa 30-60 minuti;
  • da uno a tre anni, il sonno del bambino può durare fino a 12-14 ore al giorno, ma dal 18esimo mese i pisolini diurni vengono ridotti a un’unica pausa pomeridiana.

Come prepararsi alla buonanotte: regole pratiche per l’addormentamento
Sebbene non esistano regole fisse per la routine della buonanotte, poiché ogni bambino possiede peculiarità e abitudini individuali, possiamo attingere alcuni spunti utili dalle linee guida pediatriche della SIP (Società Italiana di Pediatria) e dal Consensus dell’American Academy of Sleep Medicine. Ecco alcuni consigli da mettere in pratica per migliorare le abitudini del piccolo e insegnargli a dormire bene:

  • evitare alimenti dolci prima di coricarsi: gli zuccheri assunti prima di andare a dormire favoriscono l’insorgenza della carie, poiché facilitano la proliferazione dei batteri cariogeni. Per lo stesso motivo, è sconsigliato far addormentare il neonato con il biberon, che prolunga il contatto con gli zuccheri del latte. Evitare gli alimenti dolci rappresenta certamente una buona pratica di igiene orale riconosciuta nelle fonti citate. La Società Italiana di Pediatria riporta anche un effetto benefico sull’addormentamento nell’evitare di assumere liquidi dolci come latte o camomilla prima di dormire o tra un risveglio e l’altro del piccolo;
  • preparare l’ambiente che accoglierà il riposo del piccolo: fin dai primi mesi di vita è importante preparare l’ambiente della nanna con luci soffuse e pochi rumori per favorire l’addormentamento. Meglio non accendere mai la luce durante i risvegli notturni: può attivare eccessivamente il bambino; è preferibile per questo utilizzare le apposite luci notturne;
  • mantenere costanti il più possibile gli orari del sonno: a volte è difficile farlo a causa dei ritmi di vita, eppure è importante mantenere il più possibile la routine quotidiana, perché i continui cambiamenti di orario o l’aggiunta di sonnellini non previsti possono rendere l’addormentamento difficile e ridurre la qualità del sonno;
  • leggere le favole: questa pratica giova al sonno e al cervello. Numerosi studi hanno confermato che la lettura delle favole apporta diversi benefici al bambino, sia di tipo psico-emotivo sia di tipo cognitivo, incrementando la capacità comunicativa con i genitori e migliorando l’apprendimento scolastico;
  • curare l’igiene orale prima della nanna: lavarsi i denti impiegando una pasta dentifricia arricchita con fluoro svolge un’efficace azione preventiva della carie in età infantile;
  • addormentarsi nel proprio lettino: mettere a nanna il piccolo nella culla o nel proprio lettino quando è assopito, ma non completamente addormentato, può aiutalo a dormire da solo poiché si sente a proprio agio.

Fonti

  • Kitsaras, G., et al., Bedtime routines child wellbeing & development. BMC Public Health 18, article number 386, 2018.

    https://doi.org/10.1186/s12889-018-5290-3

  • Mindell, J. A., et al., A Nightly Bedtime Routine: Impact on Sleep in Young Children and Maternal Mood. Sleep, volume 32, issue 5, pages 599–606, 2009.

  • Mindell, J. A. & Williamson, A. A., Benefits of a bedtime routine in young children: Sleep, development, and beyond, Sleep Med. Rev., volume 40, pages 93-108, 2018.

    https://doi.org/10.1016/j.smrv.2017.10.007

Ultimo aggiornamento 30-10-2019
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