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Setto nasale deviato: un disturbo comune
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Non respirare bene da una o da entrambe le narici può essere sintomo di un semplice raffreddore. Ma se il disturbo permane per molto tempo, l’origine del problema può essere la deviazione del setto nasale, lo strato di cartilagine che divide la cavità nasale destra da quella sinistra. Il setto può infatti essere ispessito in alcuni punti, e quindi presentare angolature e curve, indicate genericamente come deformità del setto nasale, nella maggior parte dei casi di origine traumatica.

Un disturbo comune
Non c’è da allarmarsi: il disturbo è molto diffuso. Anzi, si può dire che coloro che hanno il setto in asse sono una minoranza: secondo dati statunitensi, la deviazione si riscontra nel 76% della popolazione, mentre l’ostruzione nasale nel 64%. Dunque, la perfezione non è di questo mondo, e vale anche per l’anatomia del naso. In realtà, i dati sulla diffusione della deviazione del setto importano poco, quel che conta è se il naso mantiene ancora una buona funzionalità.

Una deformità, tanti disturbi
Il naso non è un semplice collettore dell’aria che deve arrivare ai polmoni per permetterci di respirare. Svolge, infatti, delicate funzioni: filtra, purifica e riscalda l’aria inspirata e raffredda e asciuga l’aria espirata. Se queste funzioni vengono meno o sono insufficienti a causa del setto nasale deviato, possono insorgere diversi disturbi. L’aumento dell’evaporazione del muco nasale, per esempio, lascia la mucosa più esposta agli agenti patogeni, che possono causare infezioni dei seni paranasali e portare a episodi di sinusite. Nei casi più gravi, si può arrivare anche a fastidiose forme di mal di testa. La deviazione del setto nasale spesso si accompagna anche a un ingrossamento dei turbinati, tre protuberanze ossee, presenti in ogni fossa nasale, rivestite di mucosa. Per cercare di ovviare alle anomalie respiratorie o per effetto di allergie, i turbinati inferiori tendono ad aumentare di volume, aggravando ulteriormente la situazione.

Una visita dallo specialista è consigliata
Se i sintomi respiratori iniziano a essere fastidiosi, è consigliabile fare una visita dall’otorino. La diagnosi di deviazione del setto viene effettuata sulla base dei sintomi riferiti dal paziente e da ciò che emerge da diversi esami clinici e strumentali sempre più approfonditi. Il primo di questi è una semplice ispezione visiva esterna e interna, mediante una dilatatore chiamato speculum, delle cavità nasali. Si può procedere poi con la rinoendoscopia e la rinomanometria. Nel primo caso si tratta di penetrare le cavità nasale con una sonda rigida per valutare le strutture anatomiche interne, nel secondo di misurare il flusso di aria attraverso le narici e la presenza di eventuali resistenze al passaggio dell’aria stessa. Infine, si può arrivare alla TAC del massiccio facciale, che permette di valutare in modo molto accurato l’entità della deviazione del setto e dell’ingrossamento dei turbinati.

Quando è bene affidarsi alla mano del chirurgo?
Quando la deformazione anatomica del setto supera un certo limite, si può decidere d’intervenire chirurgicamente. L’intervento di rinosettoplastica consiste nell’incidere la mucosa e nel rimuovere porzioni di cartilagine, ed eventualmente di osso, che risultano essere di ostacolo al corretto flusso di aria. Oltre a ciò, s’interviene eventualmente anche a rimodellare i turbinati. L’operazione non è dolorosa, ma richiede un certo impegno, perché viene effettuato in anestesia generale. Il ritorno alla normalità avviene di solito nell’arco di 10-15 giorni.

Fonti

Ultimo aggiornamento 29-10-2019
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