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Sinapsi e neurotrasmettitori: dopamina, serotonina e sonno

I neurotrasmettitori sono delle sostanze chimiche utilizzate come messaggeri dai neuroni (le cellule del sistema nervoso) per comunicare tra di loro o per stimolare altri tipi di cellule. Sono sintetizzati all’interno delle cellule nervose e per esercitare la loro funzione si avvalgono di strutture dette sinapsi. Le sinapsi sono invece zone di contatto funzionale tra due neuroni che permettono la trasmissione di informazioni e, in base al tipo di segnale che viene trasmesso, si distinguono in sinapsi chimiche e sinapsi elettriche. Le prime, molto più frequenti nel nostro organismo, trasmettono il segnale mediante mediatori chimici, i neurotrasmettitori, appunto, mentre nelle sinapsi elettriche avviene il passaggio diretto di corrente da una cellula all’altra. I neurotrasmettitori possono essere eccitatori, inibitori o soppressori; tra i neurotrasmettitori più diffusi ritroviamo: il glutammato, il GABA, l’acetilcolina, la serotonina, la dopamina, la noradrenalina, l’adrenalina e l’istamina.

La dopamina e il meccanismo del sonno

La dopamina, un importante neurotrasmettitore appartenente alla famiglia delle catecolamine, svolge diverse funzioni di controllo, tra cui quella di regolazione del ritmo sonno-veglia. Uno studio pubblicato nel 2012 sulla rivista Plos Biology ha confermato il suo ruolo chiave nella regolazione del sonno. È noto che l’ipofisi, ghiandola endocrina situata alla base del cranio, produce e rilascia un ormone detto melatonina che aiuta a modulare l’attività metabolica durante il sonno. Nella regolazione di sintesi e rilascio della melatonina interviene un altro neurotrasmettitore, la noradrenalina. Lo studio, effettuato da un gruppo di ricercatori presso l’Università di Barcellona, ha individuato un meccanismo secondo cui non è soltanto la noradrenalina a modulare i livelli di melatonina, ma interviene anche la dopamina che induce una diminuzione della produzione e del rilascio di melatonina. La dopamina interviene sulle membrane delle cellule ipofisarie verso la fine della notte, “bloccando” la produzione di melatonina quando inizia il giorno e “risvegliando” il cervello.

La serotonina e la regolazione del sonno

La serotonina fu isolata per la prima volta a Pavia da uno studioso, Vittorio Erspamer, nel 1935, e fu inizialmente classificata come un polifenolo; poi, due anni più tardi, in seguito a ulteriori studi, fu rinominata enterammina, quindi definitivamente detta serotonina nel 1948. La serotonina, conosciuta anche come ormone del buon umore, è un neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello e in altri tessuti a partire dall’amminoacido triptofano. La serotonina partecipa a numerose e importanti funzioni biologiche, molte delle quali ancora in fase di studio; infatti, come tutti i mediatori chimici, agisce interagendo con vari e specifici recettori, espletando un effetto diverso in base alla regione corporea considerata. Possiamo, quindi, paragonare la serotonina a una chiave di serratura, dove la serratura è il recettore a cui questo neurotrasmettitore si lega; per esercitare la sua funzione, la serotonina necessita di interagire con specifiche serrature, rappresentate dai suoi recettori; l'interazione tra chiave e serrature innesca il meccanismo di accensione che presiede al controllo dell'attività cerebrale e dell'intero organismo. La serotonina, essendo precursore della melatonina, regola i ritmi circadiani, sincronizzando il ciclo sonno-veglia. Ricordiamo che la secrezione della melatonina è stimolata dal buio, quindi favorisce il sonno; al contrario, invece, la luce inibisce la sua secrezione. In definitiva, possiamo affermare che la serotonina è un vero e proprio “interruttore che accende il sonno”. La disponibilità nell’organismo di dopamina e serotonina può aumentare col consumo di alcuni alimenti (cioccolato, asparagi, mandorle, banane, legumi e verdure) e la pratica di una regolare attività fisica (camminare o corsetta leggera). Nel complesso, il rispetto di buone norme (alimentazione corretta, riduzione dello stress, attività fisica costante), può contribuire al normale rilascio e buon funzionamento di determinati neurotrasmettitori utili alla qualità del sonno.

Fonti

Ultimo aggiornamento:31-08-2020

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