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Sindrome Metabolica: quando il sonno è troppo o troppo poco

Il sonno è una componente fondamentale dello stile di vita e può essere considerato un indicatore del proprio stato di salute, oltre che un importante strumento di prevenzione. Come nel caso di un’alimentazione sana e dell’attività fisica, infatti, può aiutare a migliorare la salute generale. Tuttavia, quando è eccessivo o, al contrario, insufficiente, può essere associato a vari disturbi, come ipertensione, obesità, diabete, eventi cardiovascolari e ictus. Quando si parla di disturbi riguardanti il sonno si fa riferimento ai disordini del ritmo circadiano, ovvero a tutti quei problemi caratterizzati dall’alterazione del nostro orologio biologico che, integrando diversi segnali come l’alternanza luce-buio, digiuno-alimentazione e sonno-veglia, regola le nostre giornate. Nelle ultime decadi si è assistito a una progressiva riduzione della durata media del sonno notturno e a un incremento dell’incidenza dei disturbi derivati da questa condizione. Dormire troppo poco crea stress ossidativo e genera infiammazione. Altera inoltre la propensione al cibo, spinge a mangiare di più, soprattutto zuccheri e carboidrati. Fra i rischi del dormire troppo o troppo poco sembra esserci anche la comparsa della sindrome metabolica.

Sindrome metabolica: quali valori tenere d’occhio
La sindrome metabolica è una condizione di salute caratterizzata dall’insieme di più fastidi che predispongono allo sviluppo di patologie cardiovascolari. Di solito, sono alterati tre dei seguenti valori:

  • elevata circonferenza addominale;
  • alti livelli di trigliceridi;
  • bassi livelli di colesterolo buono (HDL);
  • glicemia alta a digiuno;
  • ipertensione.

Secondo uno studio recente, chi dorme meno di sei o più di 10 ore al giorno ha maggiori probabilità di avere il girovita più ampio, di assistere a un aumento dei livelli di trigliceridi e di glucosio nel sangue e bassi livelli di colesterolo HDL.

Come prevenire la sindrome metabolica
La sindrome metabolica purtroppo è una condizione molto diffusa nella società di oggi e, come già detto, può causare alterazioni cardiovascolari. Per prevenire questo disequilibrio bisognerebbe – tra le altre cose – prestare attenzione alle ore che dedichiamo al sonno ed evitare comportamenti che possono mettere a rischio la salute, cercando di modificare, se necessario, l’alimentazione e lo stile di vita. Le linee guida consigliate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per promuovere una buona qualità del sonno e il benessere generale raccomandano agli adulti di età compresa tra i 26 e i 64 anni di dormire sei-otto ore per notte e di praticare una sana igiene del sonno, ovvero:

  • evitare a cena pasti ricchi e cibi pesanti da digerire (no a grassi o fritti, carne, cibi piccanti, agrumi);
  • non assumere stimolanti come la caffeina o bevande energetiche prima di andare a letto;
  • ridurre o meglio eliminare il consumo di alcool e il fumo; 
  • evitare l’esposizione alla luce artificiale di dispositivi elettronici come telefonini, tablet, televisori e pc.

Accanto a questo, sicuramente è importante migliorare lo stile di vita, dedicando un po' di tempo all’attività fisica partendo da cose semplici, come una passeggiata di 30 minuti al giorno o fare due piani di scale a piedi, invece di prendere l’ascensore.

Fonti

Ultimo aggiornamento 28-10-2019

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