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Gli sleep tracker: controllo e monitoraggio del sonno

Le nuove tecnologie possono aiutarci a migliorare la nostra salute misurando e valutando molti parametri fisiologici, come il consumo calorico o la quantità di passi effettuati durante la giornata. Tra le novità degli ultimi anni troviamo gli sleep tracker, veri e propri sistemi di monitoraggio del nostro sonno indossabili come braccialetti o applicabili direttamente sotto il materasso, tra quest’ultimo e la rete.

Come funzionano gli sleep tracker?
Tutte le tipologie di sleep tracker si basano sulla raccolta e sull’analisi dei dati relativi al movimento del corpo durante il sonno. Nei modelli più avanzati troviamo anche la possibilità di monitorare il battito cardiaco e la frequenza del respiro, parametri che consentono un controllo del sonno ancora più accurato. Le offerte del mercato di questi dispositivi sono in piena espansione e contano su algoritmi di analisi dei parametri rilevati sempre più efficienti e in grado di distinguere il sonno dalla veglia anche senza alcun movimento. Praticamente tutti gli sleep tracker hanno la possibilità di connettere e condividere i dati raccolti su cellulari e pc tramite apposite applicazioni. In questo modo è facile avere a portata di mano la situazione del proprio sonno negli ultimi giorni o nell’ultimo mese.

Gli sleep tracker sono affidabili?
Tra i diversi modelli disponibili di sleep tracker, i più affidabili sono senz’altro quelli con più parametri vitali monitorati ed elaborati contemporaneamente. L’errore più comune che il dispositivo possa commettere è, infatti, la sovrastima della quantità di ore di sonno considerando l’inattività fisica (assenza di movimenti) al pari di un pisolino. Il controllo di parametri quali il respiro e la frequenza cardiaca riduce di molto la possibilità di questo tipo di inesattezza.

Come utilizzare al meglio gli sleep tracker
Gli esperti hanno individuato alcune strategie pratiche per migliorare l’efficienza degli sleep tracker e ridurre al minimo le eventuali imprecisioni di valutazione:

  • fare delle piccole “sessioni di prova” iniziali, durante le quali verificare che le impostazioni del dispositivo nella modalità sonno siano personalizzate e stiano acquisendo correttamente i dati;
  • possibilmente, indossare lo sleep tracker sempre nella stessa posizione (per es. al polso o al collo seguendo attentamente le indicazioni riportate sulla confezione del device);
  • modificare i propri dati di peso o altri parametri fisiologici richiesti dal dispositivo, se ci sono state variazioni importanti.

Limiti e vantaggi delle tecnologie di monitoraggio del sonno
I benefici dell’uso degli sleep tracker sono molteplici:

  • possiamo migliorare la quantità e la qualità del sonno grazie a una visione completa della nostra routine, che mette in luce eventuali carenze e problematiche;
  • per i disturbi del sonno legati al russamento e alle apnee notturne questi dispositivi sono davvero molto utili, poiché riescono a individuare la frequenza con cui si manifestano e la fase del sonno in cui avvengono;
  • nei casi di sonnambulismo o alterazioni del ritmo cardiaco (per es. tachicardia) sono importanti per controllare frequenza e intensità degli episodi.

Quanto ai limiti di questi dispositivi, sono legati generalmente a un uso scorretto o eccessivo. Queste nuove tecnologie non possono, inoltre, sostituire il parere e la diagnosi di uno specialista e non vanno considerate come oggetti terapeutici, ma come un’opportunità per aumentare il proprio benessere.

 

Fonti

  • Lee, J. M., et al., Comparison of wearable trackers’ ability to estimate sleep, Int. J. Environ. Res. Public Health, volume 15, issue 6, page 1265, 2018.
    https://doi.org/10.3390/ijerph15061265

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