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Stitichezza in gravidanza: cause, sintomi e rimedi

La stitichezza in gravidanza è una condizione più frequente di quanto si possa pensare: è causata da più fattori che interessano il corpo delle donne in dolce attesa. Non è il caso di preoccuparsi, ma è bene non sottovalutarne i sintomi.

La stipsi e la stitichezza in gravidanza

Si definisce stipsi, o costipazione, la difficoltà di passaggio delle feci attraverso l’intestino, associata ad una ridotta frequenza dei movimenti intestinali (evacuazione), senza una causa secondaria sottostante.
La stipsi è caratterizzata da una sensazione di disagio, dovuta a una defecazione poco frequente con eccessivo sforzo, feci dure o grumose e una sensazione di incompleta evacuazione. La stipsi è un sintomo molto comune in gravidanza, ed è il risultato di una combinazione di fattori: 

  • dell'effetto di variazioni ormonali sul tratto gastrointestinale;
  • degli effetti meccanici del feto in crescita,
  • della ridotta attività fisica;
  • dei cambiamenti delle abitudini alimentari

L’aumento del progesterone riduce la contrattilità della muscolatura liscia intestinale, prolungando il tempo del transito gastrointestinale, che risulta notevolmente aumentato nel secondo e terzo trimestre (da 125 a 137 minuti) rispetto al primo trimestre di gravidanza o al post-partum (da 75 a 99 minuti). In aggiunta, gli effetti compressivi dell'utero gravido possono portare ad una ostruzione meccanica “ab estrinseco” dell'intestino. Altre cause includono una diminuzione dell’attività fisica materna, ansia, eventuale integrazione di ferro e ridotta assunzione di liquidi. Comunemente, molti di questi fattori si combinano nel corso della gravidanza e se questi sintomi sono già presenti al momento del concepimento, tendono a peggiorare durante la gravidanza.

“Cosa sarà mai la stitichezza? Io ne ho sempre sofferto”

Un errore molto comune è sottovalutare i sintomi. Molte donne soffrono di stipsi cronica, soprattutto in giovane età, e quindi sopportano di buon grado l’aggravarsi della condizione clinica; una volta verificato che il dolore addominale non sia secondario a un malessere del bambino, non se ne preoccupano e non considerano le eventuali complicanze materne che esso può comportare. Prima fra tutti, la stipsi può essere complicata dalle emorroidi a causa dell’eccessivo sforzo associato alla defecazione: questo, in aggiunta a feci dure, può portare a perdite di sangue, che in gravidanza preoccupano sempre le future mamme. Inoltre, la stipsi è connessa con una ridotta qualità della vita per vari motivi, tra cui il disagio e la percezione negativa dell'immagine corporea, e può avere più ampie complicazioni psicologiche, tra cui frustrazione e basso tono dell’umore. Coloro che soffrono di stipsi hanno maggiori probabilità di riferire di cattiva salute generale, ridotta vitalità e cattivo funzionamento fisico e sociale. La stipsi può portare anche ad una condizione di dolore cronico, secondaria a infiammazione cronica del nervo pudendo (un nervo che decorre nella pelvi), e inoltre ad affaticamento cronico della muscolatura pelvica, che può portare al prolasso utero-vaginale.  La diagnosi clinica di stipsi è complessa e richiede un richiamo relativamente dettagliato dei movimenti intestinali del paziente; è stato proposto un criterio diagnostico semplificato basato su una storia di bassa frequenza di evacuazione (meno di tre evacuazioni a settimana), feci dure e/o difficoltà nell'evacuazione delle feci, almeno per una durata di 3-6 mesi.  

Rimedi per stitichezza in gravidanza

Per la cura della stipsi in gravidanza vi sono rimedi farmacologici e non. In genere, si raccomandano interventi non farmacologici all’inizio e, solo in seguito, interventi farmacologici se i primi falliscono o non sono sufficienti. Questi ultimi includono una vasta gamma di tipologie diverse di lassativi, tra cui lubrificanti, agenti formanti massa, lassativi osmotici e/o stimolanti, emollienti per ammorbidire le feci, clisteri e supposte. Gli interventi non farmacologici comportano cambiamenti nello stile di vita, nella dieta, con una maggiore assunzione di fibre e acqua, e con l’aumento dell’attività fisica.

Farmaci per la cura della stitichezza in gravidanza

Gli agenti lassativi formanti massa aumentano il contenuto di acqua fecale, stimolando la motilità intestinale e riducendo il tempo di transito nell’intestino crasso. Visto che possono impegnare anche diversi giorni per raggiungere l’effetto desiderato, non sono appropriati per il trattamento acuto, ma una somministrazione costante durante la gravidanza può portare a un miglioramento nella predisposizione alla costipazione e a un continuo sollievo della sintomatologia. Questi agenti sono il rimedio terapeutico più fisiologico e più sicuro per la stipsi in gravidanza: ad esempio, lo psyllium (o ispagula) ha un'elevata capacità di legare l'acqua ed è noto per fermentare nel colon; la metilcellulosa assorbe acqua nel lume del colon aumentando così la massa fecale, stimolando la motilità e riducendo i tempi di transito nel colon. È possibile effettuare terapie combinate laddove la paziente non risponda a un singolo agente formante massa.

Non sono comunemente consigliati in gravidanza: 

  • i lassativi lubrificanti, come olio minerale o paraffina, non hanno alcun effetto farmacologico diretto sulla mucosa gastrointestinale, ma hanno un effetto lubrificante diretto sulle feci. Non sono comunemente prescritti in gravidanza perché il loro uso a lungo termine porta un malassorbimento materno di vitamine liposolubili (ad esempio le vitamine A, D, E e K);
  • i lassativi osmotici invece trattengono acqua nell'intestino aumentando la pressione osmotica intra-luminale. Gli osmotici salini non sono raccomandabili per le donne in gravidanza perché possono causare ritenzione idrica. Il macrogol, noto anche come polietilenglicole (PEG), è un lassativo osmotico, ma può essere preparato con altri lassativi per formare un composto che modifichi la consistenza delle feci e ne aumenti la massa, senza significativa ritenzione di fluido, quindi teoricamente senza rischio di disidratazione o grave diarrea, e quindi utilizzabile in gravidanza.

Gli emollienti sono farmaci che ammorbidiscono le feci, facilitando il passaggio dell'acqua nella massa fecale. Il docusato di sodio o anche l’olio minerale sono composti che ammorbidiscono le feci e favoriscono la lubrificazione diretta. 

“E se non volessi prendere farmaci?” Ecco cosa fare contro la stitichezza in gravidanza

Esistono vari interventi non farmacologici. Le Linee Guida dell’Associazione Ostetrici e Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI) e del britannico National Institute for Health and Care Excellence (NICE) sulla nutrizione in gravidanza e durante l’allattamento e sulla cura prenatale, raccomandano un cambiamento nella dieta, aumentando l’apporto di fibre per trattare la stipsi in gravidanza. Le fibre alimentari naturali derivano dalle piante e possono essere trovate in alimenti come frutta, verdura e cereali integrali. Le fibre alimentari sono indigeribili e trattengono l'acqua, aumentando così il volume e il peso delle feci e stimolando quindi la motilità intestinale. Garantire un'adeguata assunzione di acqua è un cofattore importante per il cambiamento dietetico, e favorisce l’azione lassativa delle fibre. Un moderato esercizio fisico, definito come qualsiasi attività equivalente a camminare velocemente, favorisce la regolare motilità intestinale in gravidanza. La raccomandazione per le donne in gravidanza fisiologica senza complicanze è di 30 minuti al giorno di moderato esercizio fisico nella maggior parte, se non in tutti, i giorni della settimana.
Prevenire questo disturbo con un corretto stile di vita e alleviare i sintomi fin dalla loro prima insorgenza permette di vivere al meglio il periodo della gravidanza.

Fonti

Ultimo aggiornamento:10-05-2020

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