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Tampone faringeo: perché, quando e come farlo

Il tampone faringeo è un esame che permette la ricerca di microbi a livello della faringe ed è il test più indicato per un’accurata diagnosi di faringiti batteriche. La faringite è l’infiammazione della parte posteriore della gola ed è chiamata comunemente “mal di gola”. La maggior parte delle faringiti sono dovute a infezioni di origine virale e si risolvono senza trattamenti entro pochi giorni. Tuttavia, in alcuni casi, la faringite dipende da un’infezione batterica, in particolare dovuta allo Streptococcus pyogenes, noto anche come Streptococco β-emolitico di gruppo A (SBEA). In questo caso, la diagnosi della faringite-faringotonsillite streptococcica necessita del tampone faringeo.
La faringite causata da SBEA si presenta frequentemente con mal di gola, febbre, faringe eritematosa (gola rossa) e presenza delle cosiddette “placche”, ovvero la formazione di essudato tonsillare purulento. Questi sintomi non sono tuttavia sempre presenti contemporaneamente e molti pazienti hanno sintomi meno evidenti, non distinguibili da quelli dovuti alle più comuni faringiti virali. Talvolta l’infezione faringea da SBEA determina linfoadenopatie laterocervicali e sottomascellari (i linfonodi del collo e quelli situati sotto e lateralmente al meno possono ingrossarsi e divenire dolenti). La faringite streptococcica può inoltre determinare un ascesso peritonsillare, ovvero una raccolta di pus a livello delle tonsille. La presenza di tosse, laringite (infiammazione della laringe) e ostruzione nasale (naso chiuso) non è caratteristica di questo tipo di infezione della faringe, e perciò la loro presenza suggerisce una causa infettiva virale dei sintomi.
Nel bambino, l’infezione streptococcica della faringe può essere seguita dalla scarlattina, malattia esantematica dell’infanzia in cui una tossina prodotta da ceppi di streptococchi del gruppo A causa la classica colorazione rosa-rossastra della cute. Il rash cutaneo della scarlattina è caratteristico, presentandosi con numerosissime piccole papule rossastre che conferiscono una qualità di carta vetrata alla pelle. Questo esantema dura in generalmente dai 2 ai 5 giorni e tipicamente lo strato più superficiale della pelle si desquama con la defervescenza della febbre. In questa malattia, infine, la lingua presenta un aspetto "a fragola" dovuto all’infiammazione delle papille gustative. 

Perché fare il tampone?

La faringite streptococcica è molto comune in età pediatrica e adolescenziale, ed è importante che questo tipo di infezione sia identificata e trattata con antibiotici. Infatti, se la faringite streptococcica non viene diagnosticata e trattata, è possibile l’insorgenza di complicanze secondarie, quali la febbre reumatica. 
La febbre reumatica è una patologia dovuta alla reazione infiammatoria nei confronti dell'infezione streptococcica non trattata e può interessare le articolazioni, il cuore, la cute e il sistema nervoso. Le sue manifestazioni più classiche sono rappresentate da:

  • Cardite: Infiammazione del cuore;
  • Corea di Sydenham: movimenti a scatti, incontrollati;
  • Eritema marginato: eruzione cutanea caratteristica;
  • Artrite: dolore e tumefazione e calore di varie articolazioni;
  • Noduli sottocutanei: rigonfiamenti sotto lo strato cutaneo.

Un’altra possibile complicanza della faringite streptococcica è rappresentata dalla glomerulonefrite post-infettiva, ovvero di un’infiammazione acuta dei glomeruli (i piccolissimi capillari renali dotati di pori atti a filtrare il sangue) che nella maggioranza dei casi si risolve completamente. La glomerulonefrite post-streptococcica si può presentare nei bambini dopo anni dalla guarigione dall’infezione e si presenta generalmente con:

  • Edema tissutale: accumulo di acqua nei tessuti;
  • Ipertensione arteriosa: aumento della pressione sanguigna;
  • Ematuria: presenza di globuli rossi nelle urine.

L’esecuzione del tampone faringeo permette di identificare con sicurezza il batterio coinvolto e di effettuarne eventualmente la coltura, ovvero di far riprodurre in laboratorio, in un apposito terreno di coltura, i batteri presenti nel tampone. Una volta che i microrganismi sono aumentati in numero, è possibile, qualora necessario, valutarne la sensibilità a vari tipi di antibiotico, ottenendo il cosiddetto “antibiogramma”.

Quando e come fare il tampone faringeo?

Il test rapido deve essere sempre eseguito nei bambini con pregressa storia, segni e/o sintomi di infezione da SBEA. Il tampone faringeo deve essere effettuato prima della terapia antibiotica ed evitando l’utilizzo di disinfettanti del cavo orale. Il prelievo viene praticato con l’utilizzo di un bastoncino dall’estremità cotonata, che viene introdotto in gola e sulla superficie di entrambe le tonsille e passato sulla mucosa posteriore della faringe, evitando di toccare altre parti della cavità orale e di contaminarlo con la saliva. Il bastoncino viene quindi inserito in un contenitore idoneo per il trasporto in laboratorio.

Quale tampone fare?

Esistono due tipi di test: il test rapido e l’esame colturale del tampone faringeo.
Il test rapido fornisce un risultato in pochi minuti, rilevando l'eventuale presenza di alcune molecole caratteristiche del batterio. Tra i test rapidi disponibili in commercio, alcuni utilizzano metodiche di biologia molecolare e sono dotati di maggiore accuratezza e rapidità.
L’esame colturale del tampone faringeo non è generalmente necessario per la diagnosi di una faringite acuta streptococcica in età pediatrica in considerazione dell’elevata concordanza del test rapido con l’esame colturale. Tuttavia, l’esame colturale presenta una sensibilità ancora maggiore del test rapido e permette di individuare anche la presenza di microrganismi diversi dallo SBEA, quali stafilococchi o miceti. Infine, questo tipo di test consente l’antibiogramma e può perciò essere effettuato per verificare la sensibilità di SBEA ai diversi antibiotici e per controllare un’eventuale comparsa di resistenze antibiotiche in questo tipo di batterio. È comunque da sottolineare che né il test rapido né l'esame colturale permettono di distinguere un'infezione acuta da una situazione di portatore cronico, ovvero un quadro nel quale il soggetto presenta lo Streptococco in gola, ma non ha segni e sintomi di un'infezione in corso. 

Fonti

Ultimo aggiornamento:25-11-2020

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