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Vitamina K: benefici, dove si trova e a cosa serve
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Con vitamina K si intende una famiglia di composti liposolubili con struttura chimica comune, naturalmente presenti in alcuni alimenti sotto forma di fillochinone (vitamina K1) e dimenachinone (vitamina K2). La vitamina K è assorbita dall’intestino, viene trasportata nel sangue da lipoproteine e si accumula principalmente nel fegato. È presente in buone quantità anche nelle ossa e in altri tessuti ed è eliminata attraverso la bile e le urine.

Vitamina K: dove si trova e a cosa serve
La vitamina K gioca un ruolo importante in diversi processi fisiologici come la coagulazione del sangue e la calcificazione delle ossa.

In quali alimenti la si trova?
La sua forma predominante, la K1, è presente in tutte le piante fotosintetiche, principalmente in verdure a foglia verde scuro, come spinaci, lattuga, broccoli e cavoli. La vitamina K2 è presente invece in prodotti animali come carne, formaggi e uova.

Quali sono i segnali di deficit di vitamina K
Una scarsa assunzione di vitamina K è clinicamente associata a una tendenza al sanguinamento; infatti, una forte carenza, può causare emorragie. Il tempo di protrombina, ossia il tempo impiegato dal sangue per coagulare è il parametro comunemente utilizzato per diagnosticare la carenza di vitamina K: quando questo valore è più alto del normale, siamo di fronte ad una carenza. Poiché il contenuto di vitamina K nel latte materno è basso, l’integrazione per via orale nei neonati è una pratica abituale e molto importante per la prevenzione di emorragie. Per contro, non pare esistere invece un livello massimo di tollerabilità per l’organismo, anche se  bisogna tenere in considerazione che un suo eccesso può essere dannoso per chi assume farmaci anticoagulanti.

Come cambia il fabbisogno di vitamina K
L’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sostiene che, in media, l'assunzione di vitamina K debba essere pari a 1 µg/kg di peso corporeo al giorno, quantitativo che, in combinazione con una dieta sana e variegata, è idoneo al fabbisogno giornaliero. Nello specifico, l’EFSA, l’Agenzia Europea della Sicurezza Alimentare, ha indicato i valori giornalieri di vitamina K: il fabbisogno aumenta con l’età e raggiunge valori pari a 70 µg per gli adulti, comprese le donne in gravidanza e durante l’allattamento.

Vitamina K e ossa
Per avere ossa in salute, la vitamina D e il calcio non bastano: è necessario assumere una corretta e costante quantità di magnesio e vitamina K. Quest’ultima, in particolare, facilita l’arrivo, la sedimentazione e la fissazione del calcio nelle ossa e nei denti, rendendoli più forti. Proprio per questo motivo l’apporto di vitamina K è fondamentale per le persone che soffrono di osteoporosi,  aumentando la densità ossea e riducendo il rischio di eventuali fratture.

Fonti

Ultimo aggiornamento 12-11-2019
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