Icona ok L'articolo è stato aggiunto ai tuoi preferiti Icona chiudi ok
back icon Torna agli articoli
L’acetone nei bambini: cos’è e quali rimedi adottare
Prenditi cura di chi ami
Profilo Salute Prenditi cura di chi ami

Non ricordi mai i dati medici di chi ami? Crea il loro profilo salute: conservi le info e le consulti quando serve

L’acetone è un disturbo causato da un momentaneo squilibrio metabolico, dovuto al consumo delle scorte di zucchero presenti nell’organismo, spesso a causa di un digiuno protratto.
Infatti, quando il bambino sta male, per esempio a seguito di un’influenza, tende a rifiutare il cibo o a mangiare in modo inadeguato. A seguito di questo digiuno, le scorte di zucchero presenti nell’organismo diventano inferiori a quelle richieste per produrre l’energia di cui il corpo ha bisogno e iniziano a essere consumate le riserve di lipidi (cioè i grassi). In alcune situazioni, inoltre, come quando si ha la febbre, l’aumento del consumo di energia può essere significativo. Ciò può provocare, appunto, un momentaneo squilibrio metabolico, che viene chiamato comunemente acetone, durante il quale si ha l’accumulo di alcuni composti chiamati corpi chetonici.

Cos’è l’acetone e perché si manifesta
L’organismo produce energia usando i macronutrienti presenti nei cibi, in particolare carboidrati (comunemente chiamati anche zuccheri), grassi e proteine. Gli zuccheri entrano direttamente nei processi cellulari che portano alla produzione di energia e, per avere una produzione efficiente di energia, devono sfruttare delle reazioni che coinvolgono l’ossigeno. Quando l’organismo ha necessità di più zuccheri di quelli che ha a disposizione deve utilizzare fonti alternative di energia per fare in modo che le normali funzioni delle cellule e degli organi possano essere svolte. L’uso di queste fonti alternative, in particolare quando vengono bruciati più grassi che zuccheri, porta a un’iperproduzione di corpi chetonici. I corpi chetonici, cioè acetone, acido acetoacetico e acido beta-idrossibutirrico, per essere smaltiti devono entrare in un processo metabolico assai complesso, che sfrutta a sua volta zucchero e ossigeno. Essendo in questo caso gli zuccheri già scarsi, i corpi chetonici si accumulano.

Quali sono i sintomi dell’acetone?
I sintomi dell’acetone sono legati agli episodi di ipoglicemia che accompagnano questa condizione o allo stato di disidratazione dovuto al digiuno, o alla nausea e al vomito. L’acetone si manifesta infatti principalmente con nausea, vomito, dolore addominale, cefalea, debolezza, spossatezza e, in rari casi legati a una disidratazione o un’ipoglicemia importante e protratta, con alterazioni dello stato di coscienza e convulsioni. Un’altra manifestazione tipica è l’odore fruttato dell’alito, dovuto alla concentrazione dei chetoni nell’aria espirata.

Come si diagnostica l’acetone nei bambini
A casa si può sospettare che il bambino ha l’acetone quando a seguito di un digiuno, o uno stato di malessere come in corso di rialzo febbrile, presenta i sintomi descritti. Per fare la diagnosi è spesso sufficiente la clinica, cioè il racconto della storia e dei sintomi da parte del paziente o del genitore e la visita del medico. La presenza di chetoni nelle urine, rilevabili con un semplice esame, lo stick urine, che spesso può essere eseguito anche presso l’ambulatorio del proprio pediatra di famiglia, può essere sufficiente a confermare la diagnosi. Se necessario, alcuni semplici esami del sangue possono aiutare il medico a valutare meglio lo stato generale del bambino.

Come si cura l’acetone e quando è necessario fare ulteriori accertamenti
Per curare questa condizione bisogna interrompere il ciclo di eventi che porta all’acetone e che tende a mantenere in vita il circolo vizioso alla base dello stato di malessere, del vomito e del protrarsi del digiuno, che a sua volta amplifica i sintomi già in atto. È quindi importante offrire al bambino bevande zuccherate che consentano di trattare sia lo stato di disidratazione, sia la ridotta quantità di zuccheri presenti nell’organismo. La soluzione ideale è la somministrazione di soluzioni reidratanti orali, o ORS, che contengono la giusta quantità di liquidi, zuccheri e sali minerali. Per ridurre il rischio di vomito, queste soluzioni andrebbero offerte spesso ma a piccoli sorsi, possibilmente fredde. L’acetone in genere si risolve nel giro di alcune ore, quando si ritrova il giusto equilibrio tra fluidi e zuccheri necessari all’organismo per funzionare. Solo nei casi più gravi può essere necessaria la reidratazione in ambito ospedaliero tramite infusione per via venosa di liquidi e zuccheri. L’acetone è in genere una condizione non grave e piuttosto frequente: in alcuni bambini, tuttavia, l’ipoglicemia costante e frequente può nascondere alcuni problemi, in particolare di natura endocrina e metabolica. È opportuno quindi rivolgersi al proprio pediatra in caso di dubbi o di malessere ricorrente.

Fonti

Ultimo aggiornamento 06-01-2020
Prenditi cura di chi ami
Profilo Salute Prenditi cura di chi ami

Non ricordi mai i dati medici di chi ami? Crea il loro profilo salute: conservi le info e le consulti quando serve

Cerca medico
Prenota online visita Hai bisogno di uno specialista?

Cerca lo specialista che ti serve e prenota online la tua visita