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Agenti antimicotici: come contrastare l'onicomicosi

Le infezioni da funghi hanno rappresentato a lungo una sfida dal punto di vista terapeutico per la difficoltà di sviluppare farmaci efficaci. Fortunatamente, negli ultimi anni la ricerca ha fatto notevoli passi in avanti per combattere l’incremento delle infezioni fungine, sia superficiali, ovvero a carico di cute e unghie, che profonde, ovvero infezioni del sangue o di organi interni: le prime frequenti in comunità, le seconde tipiche di pazienti ospedalizzati e con sistema immunitario fortemente indebolito.

A cosa servono gli antimicotici?
Gli antimicotici hanno lo scopo di contrastare le infezioni causate dai funghi, un regno di organismi molto vasto che comprende sia i lieviti che le muffe. Le infezioni fungine, o micosi, più diffuse nella popolazione sono quelle superficiali, che colpiscono la pelle e le strutture a questa connesse: l’onicomicosi in particolare è un disturbo molto frequente, e risulta la più importante forma di alterazione della normale struttura delle unghie. Colpisce soprattutto i piedi, in particolare gli alluci. Possono essere causate da tre tipi di funghi: i dermatofiti, i lieviti e le muffe non dermatofitiche. Una corretta diagnosi risulta cruciale per scegliere il tipo di antifungino migliore: nel caso di sospetta infezione delle unghie, una visita dermatologica con appropriati esami micologici è quindi cruciale.

Antimicotici topici e sistemici, qual è la differenza
Una prima distinzione da fare è tra antimicotici topici e sistemici. I primi, ideali per le forme di infezione lieve e moderata, si applicano per definizione direttamente sulla zona alterata, mediante gel, creme e lozioni. I secondi, da riservare a casi di infezione più rilevanti, vanno somministrati per bocca con capsule o compresse, o per via iniettiva (quest’ultima è un’evenienza rara nel caso di patologia ungueale). La classe di antifungini più corposa, che include agenti sia per via topica che per via sistemica, è quella degli azoli: l’elemento che li accomuna è l’inibizione di un enzima chiave nella sintesi dell’ergosterolo, uno degli elementi fondamentali della membrana fungina. Un’altra classe di antimicotici che comprende sia agenti topici che sistemici è quella delle allilamine: anche in questo caso viene inibita la sintesi dell’ergosterolo, ma vanno ad agire su un altro enzima. I derivati morfolinici per uso topico interferiscono anch’essi con la produzione di ergosterolo, ma bloccano un target differente.

Una classe di farmaci che ha un meccanismo d’azione peculiare e decisamente distinto è rappresentata dai polieni, che per l’onicomicosi sono disponibili in formulazioni topiche: questi farmaci vanno a legarsi direttamente all’ergosterolo, alterando così la membrana del fungo.

Le tre classi citate hanno spettro d’azione ampio, perché colpiscono i dermatofiti, i lieviti e le muffe non dermatofitiche, ossia gli agenti causali dell’onicomicosi. Vi sono tuttavia varie altri classi di antifungini, con attività più peculiari e specifiche: la consulenza di uno specialista permette di scegliere quello giusto.

In generale, in caso di micosi delle unghie, va innanzitutto curata molto l’igiene delle estremità, con opportune manicure e pedicure; in caso di necessità, previo parere medico, si può ricorrere a farmaci antifungini, da applicare localmente, da assumere per bocca o, nei rari casi decisamente più gravi, per via sistemica.

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