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Allergia alle graminacee

Le allergie sono causate da una risposta alterata del nostro sistema immunitario verso un agente erroneamente identificato come dannoso. Le difese immunitarie dei soggetti che soffrono di allergia possono riconoscere per esempio il polline come un elemento di pericolo e si attivano producendo anticorpi e sostanze infiammatorie come l’istamina
Tra le allergie ai pollini, quelle alle graminacee sono le più frequenti. Colpiscono in particolare chi abita nelle città con un intenso traffico automobilistico, anche se generalmente le erbe e le piante sono più diffuse in campagna. Probabilmente, questo fenomeno accade perché le particelle inquinanti presenti nell’aria potenziano l’effetto degli allergeni e l’infiammazione delle mucose di naso e bocca causata dallo smog potrebbe facilitare la penetrazione degli allergeni nelle vie respiratorie. Inoltre, l’aumento in tutta Europa della diffusione delle malattie allergiche respiratorie fa ipotizzare agli esperti una correlazione anche con i cambiamenti climatici in atto, che possono influenzare e allungare il periodo della produzione dei pollini.

Graminacee: quali sono?

Le graminacee sono una famiglia di piante molto diffusa a tutte le latitudini, specialmente nel bacino del Mediterraneo, dove crescono spontaneamente nei prati, nei giardini, nei parchi e ai bordi delle strade. Sono caratterizzate da infiorescenze raggruppate in piccole spighe o pannocchie di varie dimensioni. 
È impossibile stilare un esaustivo elenco delle graminacee, in quanto questa famiglia botanica conta più di 9.000 specie, di cui qualche centinaia presenti in Italia. Le graminacee comprendono piante coltivate, come la segale, il riso, l’orzo, il mais, l’avena, e piante a crescita spontanea, come la gramigna, l’erba mazzolina, l’erba codolina e diverse tipologie di erbe dei prati. 

Periodo delle graminacee 2021

Per quanto riguarda le graminacee, il periodo della fioritura è compreso tra i mesi di marzo e settembre, a seconda delle specie, con un picco nei mesi di aprile e maggio. La concentrazione di pollini nell’aria varia secondo le condizioni climatiche e metereologiche e la diffusione e la densità delle piante nel territorio, anche se il polline può spostarsi di parecchi chilometri portato dalle correnti d’aria. Ma quanto dura questa allergia? L’allergia alle graminacee dura tanto quanto la presenza di pollini nell’aria.
Sono disponibili molti siti web che riportano calendari e bollettini pollinici che segnalano, regione per regione e spesso anche provincia per provincia, l’andamento delle concentrazioni dei pollini nell’atmosfera, dai quali si può quindi dedurre la probabilità che per esempio le graminacee causino allergia in un determinato territorio e in un determinato periodo dell’anno. In generale si può segnalare che nelle regioni del nord e del centro Italia si raggiungono concentrazioni di pollini nell’aria più alte rispetto a quelle del sud del Paese, perché il clima generalmente più caldo di queste zone provoca un’essicazione più rapida di queste erbe.
Anche per il 2021 il periodo dell’allergia alle graminacee, come nel 2020, si prevede che sarà più intenso a partire da aprile.

Quali sono i sintomi dell’allergia alle graminacee?

L’allergia alle graminacee causa sintomi che possono presentarsi subito dopo che il soggetto viene a contatto con l’allergene, oppure dopo qualche ora.
I disturbi più comuni sono:

  • raffreddore da fieno (starnuti, naso che cola, congestione nasale, prurito al naso e alla gola)
  • congiuntivite allergica (occhi gonfi e irritati, lacrimazione, prurito agli occhi)
  • asma (tosse, difficoltà respiratorie, fiato corto, senso di oppressione al torace)
  • mal di testa o sensazione di pressione a livello dei seni nasali e paranasali
  • eruzioni cutanee con bolle rosse e prurito (generalmente l’allergia alle graminacee sulla pelle si manifesta per il contatto diretto con la pianta e non per l’inalazione del polline).

Allergie alle graminacee e allergie crociate: il legame con l’alimentazione

Chi soffre di allergia nei confronti di alcuni tipi di polline, tra cui quelli delle graminacee, può avere talvolta anche un’allergia alimentare. In questo caso si parla di allergia crociata, che si verifica quando il sistema immunitario si attiva ingerendo alimenti che contengono molecole simili a quelle presenti nei pollini. 
Nella maggior parte dei casi l’allergia crociata provoca una sindrome orale allergica, che si manifesta entro pochi minuti dall’ingestione dell’allergene con prurito e formicolio a palato, labbra, lingua e gola, nonché gonfiore delle labbra che può estendersi alla lingua e al palato. Più raramente si possono manifestare disturbi come orticaria, asma, edema della glottide, congiuntivite, rinite, disturbi gastrointestinali e shock anafilattico.

Gli alimenti da evitare quando l’allergia si fa acuta

In caso di allergia alle graminacee, cosa mangiare? È importante innanzitutto sottolineare che non tutti gli allergici alle graminacee soffrono necessariamente di un’allergia crociata a tutti o anche a uno soltanto degli alimenti che contengono molecole simili a quelle dei pollini di queste piante.
Eliminare, quindi, dalla dieta una serie di alimenti che non creano alcun problema, soltanto perché ipoteticamente potrebbero farlo, può provocare inutilmente squilibri nutrizionali.
È quindi necessario consultare il proprio medico o lo specialista allergologo per valutare caso per caso la necessità di inserire una o più restrizioni alimentari: non esiste infatti una lista, valida indistintamente per tutti, di alimenti consentiti in caso di allergia alle graminacee, o di alimenti da evitare.
Se si soffre di allergia alle graminacee, dalla dieta è quindi necessario escludere solo gli alimenti che provocano uno o più sintomi della sindrome orale allergica. I cibi che più di frequente innescano le allergie crociate in questo caso sono: kiwi, anguria, pesca, prugna, agrumi, melone, albicocca, ciliegia, mandorla, pomodoro. 

Quali sono i rimedi contro le allergie da graminacee

Come alleviare l’allergia alle graminacee? Per contrastare i sintomi dell’allergia alle graminacee è necessario consultare il proprio medico curante, che potrà indicare tre diverse tipologie di farmaci:

  • farmaci antistaminici, che agiscono sulla produzione di istamina per limitare i sintomi. Sono disponibili formulazioni da assumere per via orale o a uso topico, sotto forma di spray nasale o di collirio 
  • farmaci broncodilatatori e corticosteroidi, che intervengono sulla muscolatura liscia dei bronchi, facilitando la respirazione
  • decongestionanti nasali spray, che hanno un’azione locale sulle mucose nasali.

In alcuni casi l’allergologo potrà consigliare l’immunoterapia allergene-specifica, detta anche terapia desensibilizzante, una sorta di “vaccino” che può risolvere l’allergia alle graminacee. Il vaccino può essere somministrato sia con iniezioni sottocutanee, sia con compresse sublinguali.
Esistono anche una serie di strategie che consentono di prevenire i sintomi dell’allergia, basate principalmente sul limitare il più possibile il contatto con il polline, responsabile della risposta immunitaria, in particolare nei mesi in cui l’allergia alle graminacee si manifesta maggiormente. 
Per esempio, fare la doccia appena rientrati a casa permette di eliminare i pollini depositati sul corpo o sui capelli e di limitare la contaminazione dell’ambiente domestico. Nei luoghi chiusi, un’accurata pulizia dei locali è fondamentale per eliminare gli eventuali residui pollinici, trasportati involontariamente dall’esterno. Tappeti, cuscini, letti e condizionatori d’aria rappresentano i principali veicoli degli allergeni come il polline: i tessuti vanno lavati di frequente e i condizionatori devono essere muniti di filtri antipolline, sia in casa sia in automobile.
All’esterno, invece, è consigliabile coprire naso e bocca con una mascherina per limitare l’inalazione diretta dei pollini. 

Qualche rimedio naturale contro le allergie

Oltre ai farmaci consigliati è possibile sfruttare contro le allergie alle graminacee anche alcuni rimedi naturali. Molte piante officinali sono infatti tradizionalmente consigliate per alleviare i sintomi dei disturbi stagionali, anche se non esistono ancora evidenze scientifiche della loro efficacia. Tra queste, per esempio, la perilla (P. frutescens) e la boswellia (B. serrata).
Un altro classico rimedio naturale è l’aceto di mele: è convinzione popolare che, durante il periodo dell’allergia alle graminacee, bere un bicchiere d’acqua nel quale siano stati diluiti due cucchiaini di aceto di mele ne tenga lontani i sintomi.
Prima di utilizzare integratori o infusi di erbe è però sempre bene chiedere un consiglio al proprio medico o al farmacista di fiducia, per evitare il rischio di eventuali effetti collaterali o interazioni con alcuni farmaci.
Tra i rimedi per l’allergia alle graminacee ci sono anche i lavaggi nasali con soluzioni saline: sono efficaci per alleviare la congestione nasale e la secchezza delle mucose e possono essere acquistate in farmacia o preparate in casa.

Allergia alle graminacee in gravidanza

L’allergia alle graminacee in gravidanza non comporta gravi complicazioni o fattori di rischio per il feto, purché i sintomi allergici, soprattutto quelli di natura respiratoria come l’asma, siano ben controllati dalla terapia. 
Le donne che soffrono di asma non devono infatti interrompere in modo autonomo i trattamenti farmacologici antiallergici qualora rimangano incinte. In tal caso è opportuno, invece, rivolgersi al proprio medico o all’allergologo, per valutare eventuali cambiamenti della terapia. 
È necessario chiedere il parere del medico anche nel caso in cui sintomi più lievi di un’allergia stagionale come quella alle graminacee esordiscano nel corso della gravidanza: soprattutto dopo il primo trimestre si possono infatti utilizzare alcuni farmaci antistaminici, seguendo però con attenzione le indicazioni del medico.

Fonti

Ultimo aggiornamento:01-04-2021

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