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Allergia alla muffa

Gli starnuti associati a prurito di naso ed occhi in ambienti umidi sono segni comuni di allergia alle muffe

L’allergia alle muffe è causa di riniti, congiuntiviti e episodi asmatici. Varie sono le specie di muffe che possono causare questi episodi, ma qualche accortezza nei comportamenti e alcuni farmaci possono aiutarci ad alleviarle.

Cosa sono le muffe e quali causano allergie

Le muffe sono funghi filamentosi, ubiquitari e diffusi potenzialmente tutto l’anno negli habitat con alto tasso di umidità. 
Proliferano tramite le spore che, una volta immesse nell’aria, sono la principale causa di allergia se vengono inalate da un ambiente in cui sono presenti in alte concentrazioni.   
Le muffe possono causare una vasta gamma di quadri allergici che vanno dalle riniti alle congiuntiviti fino ai quadri più gravi di broncopolmonite allergica. Sono varie le specie di muffe che possono causare questi fenomeni allergici, ma più comunemente ritroviamo:

  • Aspergilli: proliferano principalmente su substrati vegetali (fiori, fieno) e in terreni con tassi di umidità di almeno il 50-60%;
  • Alternarie: proliferano su formaggi, ortaggi e frutta in decomposizione, ad esempio nell’ambiente umido dei frigoriferi;
  • Penicilline: si trovano su tappeti, moquette, muri e pareti coperti da polveri umide.

Quali sono i sintomi principali dell’allergia alla muffa?

I sintomi più comuni che devono far pensare ad una allergia da muffe patogene sono:

  • riniti: si possono presentare con naso che cola, secrezioni mucose trasparenti, oppure naso chiuso, frequenti starnuti, prurito e arrossamento nasale;
  • congiuntiviti: arrossamento oculare associato a prurito e lacrimazione incontrollabile degli occhi;
  • episodi di asma: si possono presentare con tosse stizzosa, tosse secca, senso di oppressione al torace, difficoltà della respirazione associata a sibili respiratori.

Come prevenire l’allergia alla muffa

Gli episodi di allergia alle muffe possono avvenire anche durante la notte, quando le temperature più basse possono favorire i più alti tassi di umidità, determinando il diffondersi delle muffe a concentrazioni maggiori. Per tale ragione, si consiglia di:

  • dormire con porte e finestre chiuse se si è in prossimità di habitat ricchi di muffe, come gli ambienti boschivi o di campagna;
  • bonificare con appositi prodotti zone di mura casalinghe, moquette, tappeti e carta da parati in ambienti di casa particolarmente umidi;
  • pulire di frequente i filtri di deumidificatori e condizionatori, specialmente ai cambi di stagione e prima di riavviare questi apparecchi dopo un periodo di inutilizzo;
  • eliminare dai frigoriferi frutta e ortaggi che già da qualche giorno sono in loco con zone sospette di proliferazione delle muffe;
  • evitare gli ambienti boschivi con terriccio e fogliame particolarmente umidi in alcuni periodi dell’anno poiché favoriscono la proliferazione e la diffusione delle muffe.

Come trattare i sintomi allergici innescati dalle muffe

Gli antistaminici e i cortisonici per uso topico o per via orale durante un attacco di allergia da muffe sono farmaci efficaci per una rapida risoluzione dei sintomi allergici. Si consiglia, in ogni caso, di rivolgersi sempre a uno specialista in allergologia o immunologia che saprà indirizzare il soggetto allergico verso specifici esami per una corretta diagnosi dell’allergia: una visita accurata è importante soprattutto in presenza di una sintomatologia più frequente e di maggiore gravità come può essere un episodio di asma allergica.

Fonti

Ultimo aggiornamento:26-03-2021

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