Icona ok L'articolo è stato aggiunto ai tuoi preferiti Icona chiudi ok
back icon Torna agli articoli
bambina allergica si soffia il naso nei campi

Tosse, starnuti, prurito, naso che cola, congiuntivite e dermatite sono alcune delle manifestazioni che compaiono quando si soffre di allergia: è una condizione frequente nei bambini, in continuo aumento, che può comparire a qualunque età, fin dal primo anno di vita.

In condizioni normali, il sistema immunitario produce sostanze, gli anticorpi, che proteggono l’organismo contro virus, batteri e parassiti. Quando l’organismo reagisce in maniera eccessiva a una o più sostanze, denominate allergeni, che per altri soggetti sono completamente innocue, si parla di allergia.

A contatto con l’allergene (alimenti, pelo di animali, acari, pollini, veleno di insetti) si attiva una risposta del sistema immunitario, che porta alla produzione di un’eccessiva quantità di immunoglobuline E (IgE), gli anticorpi specifici coinvolti nella reazione allergica. Le IgE, a loro volta, determinano la liberazione di istamina e di altre sostanze da parte delle cellule del sistema immunitario, con comparsa delle manifestazioni allergiche tipiche. Il sistema immunitario, riconoscendo una sostanza estranea come se fosse un agente da cui difendersi, scatena una reazione la cui gravità varia da soggetto a soggetto e sviluppa forme lievi di irritazione locale fino all’anafilassi, una situazione di emergenza. 

Nell’insorgenza delle allergie gioca un ruolo importante la predisposizione genetica individuale: il rischio di sviluppare una forma allergica è maggiore nei figli di genitori allergici. Si stima, infatti, che nei figli di genitori non allergici probabilità sia pari al 10-15%, ma aumenta fino al 60-80% quando ne soffrono entrambi i genitori. Sembra tuttavia che i sintomi possano comparire anche per il contatto ripetuto e precoce con l’allergene: inquinamento, temperature domestiche eccessivamente elevate e un ampio uso di additivi nelle preparazioni alimentari possono favorire il contatto con allergeni respiratori o alimentari e scatenare fenomeni allergici.

Gli allergeni più comuni sono le proteine del latte, l’uovo, il pesce, i cereali, i pollini, gli acari della polvere, le muffe, i peli o la forfora di animali; e ancora, gli additivi, i coloranti alimentari e i farmaci. Nel complesso, essi raggiungono l’organismo per via intestinale o per via respiratoria. Gli allergeni alimentari provocano l’insorgenza soprattutto di sintomi gastrointestinali e cutanei (diarrea e vomito, eczema), gli allergeni trasportati dall’aria causano sintomi respiratori e cutanei (rinite allergica e asma bronchiale, congiuntivite, eczema).

La rinite allergica si caratterizza per la presenza di congestione nasale, prurito e naso che cola, starnuti, talvolta tosse e prurito alla gola. Può essere stagionale, se causata dai pollini (graminacee, ulivo, parietaria) e da alcuni tipi di muffe (alternaria), o perenne, quando consegue all’inalazione di allergeni domestici, come gli acari della polvere. Alla rinite allergica è spesso associata la congiuntivite allergica. I sintomi sono occhi arrossati e che lacrimano, con una sensazione che potrebbe essere definita come “sabbia negli occhi”. Spesso, a corredo dei sintomi citati, si presenta una sensazione di forte prurito, a causa della quale il piccolo si strofina ripetutamente gli occhi, aggravandone l’infiammazione; a volte si verifica anche la fotofobia, un’eccessiva sensibilità alla luce. In questi casi è bene evitare il fai da te e rivolgersi al pediatra, che saprà consigliare il miglior trattamento in base all’età del bimbo e ai suoi sintomi.

Registrati a Uwell! Puoi ricevere ogni giorno contenuti personalizzati per imparare a condurre una vita sana e vivere meglio