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Allergia ai pollini invernali: cause, sintomi e rimedi

Occhi rossi, naso pruriginoso che cola, starnutazione, tosse: sono segni e sintomi familiari a molti, che spesso indicano che la primavera è arrivata e con essa l’allergia stagionale legata agli aeroallergeni, ovvero i pollini. In realtà questi ultimi non sono un’esclusiva della primavera, ma possono essere presenti anche in altre stagioni, come l’inverno: ecco da quali piante possono essere causate le allergie ai pollini invernali.

Allergie ai pollini invernali e piante interessate: cipresso, ontano e nocciolo
Il periodo di pollinazione è differente da pianta a pianta. In Italia sono diffuse varie piante la cui fioritura avviene in inverno, generando pollini verso i quali i soggetti suscettibili possono sviluppare allergia.
Tra i principali esempi figurano il cipresso, l’ontano, il frassino, il nocciolo, il pioppo e il salice. Questi alberi non sono presenti solamente in boschi e campagne, infatti spesso fanno parte dell’arredo urbano delle città.
Il cipresso appartiene alle Cupressacee, la famiglia nel cui ambito vi è pure il ginepro, che come il cipresso è una Conifera (cioè produce i coni, noti anche come pigne). Non infrequentemente vi è allergia crociata verso queste due piante. La pollinazione del cipresso avviene da gennaio a fine marzo.
L’ontano appartiene alla famiglia delle Betullaceae, in cui rientra ovviamente anche la betulla. La pollinosi da Betullaceae è molto frequente in Nord Europa, ma interessa ormai anche le regioni italiane più settentrionali. A tale famiglia appartiene anche il nocciolo, la cui fioritura avviene tra gennaio e aprile, e anche in questo caso sono possibili allergie crociate.
Infine, nella famiglia delle Salicilaceae figurano il salice e il pioppo. La loro fioritura avviene più tardivamente rispetto a quella delle piante prima descritte, ma la fase iniziale di pollinazione si ha a marzo, pertanto anche in questo caso si può parlare di allergia invernale.

I sintomi dell’allergia ai pollini invernali
Le manifestazioni dominanti dell’allergia ai pollini invernali sono quelle rino-congiuntivali: la rinite si caratterizza per il classico corteo di starnuti, secrezione nasale e naso chiuso ed è associata a occhi rossi che lacrimano.
In alcuni casi si può avere una vera e propria crisi d’asma. Un altro fattore da considerare è la potenziale reattività crociata con alcuni alimenti per cui, per esempio, chi è allergico ai pollini di betulla e ontano, dopo l’ingestione di determinati cibi (ciliegie, pere, albicocche, pesche, mele), può sviluppare la cosiddetta sindrome orale allergica. Questa, a sua volta, può manifestarsi con gravità diversa: da semplice prurito in bocca fino alla reazione anafilattica. È più frequente nel periodo delle pollinosi ma può comparire anche al di fuori di esso.

Allergia ai pollini invernali: rimedi e terapie consigliate
Il principio base nella gestione dell’allergia è la prevenzione: tuttavia, evitare il contatto con i pollini non è semplice, perché non si può sempre stare in casa durante la fioritura delle piante. Altro strumento preventivo è la desensibilizzazione mediante immunoterapia, che lo specialista può consigliare ove indicato.
Quando si scatenano i sintomi, il rimedio principale è la terapia antistaminica sistemica, che spegne la reazione allergica. A questa si possono associare gli spray nasali a base di antistaminici o di steroidi, così come i colliri.
In ogni caso, è sempre bene avere un parere dal proprio medico, che saprà indirizzare sia nella diagnosi che nella terapia più adatta.

Fonti

Ultimo aggiornamento 12-02-2020