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Anemia: sintomi, diagnosi e approccio nutrizionale
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce l’anemia come una condizione nella quale il numero di globuli rossi o la loro capacità di veicolare l’ossigeno nel sangue risultano insufficienti per i fabbisogni dell’organismo. L’emoglobina contenuta nei globuli rossi svolge un ruolo vitale, in quanto permette di trasportare l’ossigeno nel sangue per garantirne l’apporto a tessuti e organi. In genere sono considerati anemici gli uomini con valori di emoglobina inferiori a 13 g/dl e le donne con meno di 12 g/dl di emoglobina. È necessario tenere conto anche di altri parametri, come per esempio il volume medio dei globuli rossi, normalmente superiore a 79 femtolitri (o fl, un volume pari a 10−15 litri

I sintomi dell’anemia

La diminuzione dell’apporto di ossigeno si accompagna a sintomi la cui gravità dipende dalla causa sottostante. Nei casi di anemia più lievi, possono comparire:

  • pallore della cute e delle mucose;
  • stanchezza;
  • affaticamento provocato dagli sforzi.

Se l’anemia è di grado moderato possono verificarsi affanno respiratorio e disturbi cardiaci come per esempio l’accelerazione del battito. I casi più gravi, come nel caso di una emorragia acuta, possono determinare ipotensione arteriosa e altri sintomi da ridotta perfusione degli organi, che richiedono un supporto medico urgente.

Diagnosi delle anemie più frequenti

La diagnosi delle anemie rappresenta spesso un processo articolato in tappe successive. Un esame indispensabile è rappresentato dall’emocromo, che già può fornire molte informazioni, come il numero di globuli rossi e le loro dimensioni. Le anemie da carenza di ferro rappresentano le anemie più frequenti e sono in genere causate da perdite croniche di sangue, come per esempio nel caso di mestruazioni abbondanti. Inizialmente avviene una perdita delle riserve di ferro, rivelabile da una diminuzione della ferritina, che fornisce una misura delle riserve totali di ferro. In un secondo tempo compare una anemia con globuli rossi tanto più piccoli quanto più severa è l’anemia. Il riscontro di globuli rossi molto piccoli nell’esame emocromocitometrico può anche essere dovuto a una forma talassemica, come nella talassemia major o anemia mediterranea, fortunatamente rara.

L’approccio nutrizionale nell’anemia da carenza di ferro

Il riscontro di una anemia ferropriva richiede l’individuazione della causa del sanguinamento cronico, per cui sono talora necessari ulteriori accertamenti. L’OMS ha sottolineato l’impatto dell’anemia da carenza di ferro, più frequente nei bambini e nelle donne, data la sua potenziale influenza sullo sviluppo cognitivo e sulla capacità allo sforzo e lavorativa. Per quanto riguarda la reintegrazione delle riserve di ferro, è consigliabile introdurre, se possibile, alimenti come la carne, il pollame, il pesce o i frutti di mare. Il consumo di cibi ricchi di vitamina C durante i pasti aumenta l’assorbimento di ferro. Il caffè o il tè possono invece ridurne l’assorbimento, per cui è consigliabile assumerli a distanza dei pasti

Fonti

Ultimo aggiornamento:26-03-2020

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