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Attacchi di panico: sintomi, cure e training autogeno
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L’attacco di panico è un disturbo improvviso, caratterizzato da una sensazione di ansia acuta e di breve durata. Oggi è definito come disturbo di panico, in quanto la patologia non è caratterizzata solamente da crisi improvvise e sporadiche. Tutti durante l’arco della vita possono aver avuto episodi di tachicardia, ansia e giramenti di testa: nella maggioranza dei casi si tratta di brevi fenomeni mai più ripetuti. Il disturbo di panico invece va oltre il singolo attacco improvviso: quando una persona ne soffre, sente una sorta di ansia anticipatoria prima dell’arrivo del panico effettivo. Cresce il timore che l’attacco possa arrivare da un momento all’altro e questo influisce sulla vita di tutti i giorni. Si ha paura di uscire e di frequentare luoghi pubblici, per timore di avere una crisi e non poterla gestire. Ne soffre tra il 3% e il 6% della popolazione e ne sono colpite soprattutto le donne.

I sintomi degli attacchi di panico
I sintomi degli attacchi di panico sono diversi e cambiano da persona a persona. Possono durare solo pochi minuti, ma a chi li vive questo arco di tempo può sembrare un’eternità, perché si tratta di episodi violenti. Tra i principali sintomi troviamo:

  • palpitazioni
  • giramento di testa
  • senso di soffocamento
  • costrizione toracica
  • bisogno di andare spesso in bagno
  • tremori
  • formicolii
  • cefalea
  • dolore al petto.

Le cause degli attacchi da panico
Gli attacchi di panico possono essere causati da diversi fattori: ogni persona reagisce alle varie situazioni con un certo livello di ansia (più o meno intenso), livello che può aumentare di fronte a eventi particolarmente stressanti o situazioni spiacevoli. Le cause più diffuse degli attacchi di panico sono:

  • stress
  • predisposizione genetica
  • preoccupazioni per la propria salute
  • sentimenti negativi causati da difficoltà personali o professionali.

Se queste situazioni non sono risolte o affrontate, nel tempo possono far aumentare i livelli di ansia fino a sfociare in attacchi di panico. Nei casi più gravi questo disturbo è molto debilitante. Chi soffre di attacchi frequenti spesso si chiude in casa, rimane bloccato e tende a uscire solo se c’è il cosiddetto compagno-accompagnatore, una persona di cui si fida, che di solito appartiene alla cerchia familiare.

Agorafobia, claustrofobia e ipocondria possono essere associati agli attacchi di panico
La paura degli spazi aperti, l’agorafobia e quella degli spazi chiusi, la claustrofobia, vengono considerate condotte di evitamento in quanto chi ne soffre evita determinate situazioni, spazi aperti o chiusi, a seconda della tipologia del disturbo. Entrambi possono essere associati ai disturbi di panico. Chi teme di attraversare spazi aperti, come ad esempio una piazza, ma anche un ponte, può rimanere bloccato dalla paura. Allo stesso modo, chi teme i posti troppo chiusi o luoghi troppo affollati può andare in crisi per il timore di non riuscire a uscirne. Gli attacchi di panico sono legati anche all’ipocondria, la paura delle malattie, che è caratterizzata da due distinti disturbi: il disturbo da sintomi somatici e quello da ansia di malattia. Il primo riguarda un alto livello di ansia per la propria salute, associato alla percezione di determinati sintomi somatici; il secondo, invece, è costituito da una generica ansia per la propria salute. Alcune ricerche hanno stabilito come quasi il 50% di chi soffre di attacchi di panico, prima che questi si palesassero, aveva già manifestato altri sintomi correlati all’ipocondria.

Come curare gli attacchi di panico
Due sono le vie per curare gli attacchi: la cura farmacologica e l’approccio psicoterapeutico. Si possono utilizzare anche separatamente, ma di solito l’utilizzo di entrambi dà risultati migliori. Per la cura farmacologica si possono impiegare farmaci serotoninergici, antidepressivi che aiutano a ritrovare la calma, comprendere meglio la natura degli attacchi e il fatto che si possono superare. Ma i farmaci da soli non riescono a frenare l’ansia anticipatoria o le condotte di evitamento (agorafobia, claustrofobia). A questo punto, entra in gioco la psicoterapia cognitiva-comportamentale che aiuta il soggetto ad affrontare, un po’ per volta, le proprie paure. L’80% delle persone che si sottopongono a questi trattamenti riesce a guarire.

Il training autogeno per curare gli attacchi di panico
Il training autogeno (TA) è una tecnica di rilassamento per gestire stress, emozioni e disturbi psicosomatici. L’originalità di questa tecnica sta nel rendere indipendente e autonomo il paziente (autogeno infatti significa “che si origina da sé”). Questa tecnica può essere utile anche nella gestione dei disturbi di panico. Con l’allenamento costante, infatti, il TA permette fin dalle prime sedute di tranquillizzarsi e di abbassare il livello di ansia. Con l’aiuto del terapeuta, si apprende un esercizio per volta e ci si allena con regolarità a casa. Si può utilizzare il TA per fermare la paura della paura, la cosiddetta ansia anticipatoria e si possono gestire gli attacchi anche nei momenti più acuti, riuscendo a tranquillizzarsi in modo rapido ed efficace.

Ultimo aggiornamento 15-05-2019
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