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La broncopneumopatia cronica ostruttiva: cause e sintomi

Secondo le linee guida internazionali GOLD (Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease), la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia che comprende enfisema e bronchite cronica, stati patologici che denotano una limitata funzione delle vie aeree.
L’enfisema è, nello specifico, un ingrossamento degli spazi aerei terminali con distruzione permanente e irreversibile delle pareti degli alveoli, delle specie di “acini” dove avvengono gli scambi respiratori, ovvero dove l’ossigeno viene assorbito per essere poi distribuito al sangue. La distruzione delle pareti alveolari ha come conseguenza l’alterazione della funzione respiratoria.
La BPCO è la quarta causa di morte nel mondo e più del 50% dei soggetti affetti da BPCO non ne è consapevole.

Le cause della broncopneumopatia cronica ostruttiva

Il fumo è la causa principale nello sviluppo della BPCO. Altri fattori di causa sono l’inquinamento atmosferico, fattori genetici e le infezioni respiratorie ricorrenti (bronchiti o polmoniti ripetute).
Nel merito, è assodato che non tutti i fumatori sviluppano BPCO e ciò perché, probabilmente, il fumatore che sviluppa più facilmente BPCO ha anche dei fattori genetici associati. Un famoso studio del 2002, il “Lung Health Study” affermava che, dopo un’osservazione di 11 anni, un terzo dei fumatori non sviluppava una marcata alterazione della funzione polmonare.
Tra i fattori genetici, vi è il deficit di alfa-1-antitripsina, una proteina sintetizzata nel fegato che protegge il tessuto polmonare dalla distruzione delle sue componenti elastiche: la sua mancanza – deficit – porta all’enfisema.

I sintomi della broncopneumopatia cronica ostruttiva

I sintomi sono rappresentati da tosse persistente, stizzosa e/o produttiva (escreato-catarro) e mancanza di fiato (dispnea), inizialmente da sforzo poi, se la malattia procede, anche da minimo sforzo e poi a riposo.
Gli esami diagnostici sono la radiografia del torace e le prove di funzionalità respiratoria (spirometria); questi ultimi sono semplici esami ambulatoriali che denotano la funzione del polmone in relazione ad alcuni parametri di flusso respiratorio come la “capacità vitale forzata” (FVC) e il “volume espiratorio forzato al secondo” (FEV1). La loro diminuzione è indice di BPCO.

Quale terapia contro la broncopneumopatia cronica ostruttiva?

La terapia è farmacologica, con beta-stimolanti associati a cortisonici per via inalatoria, oppure a farmaci antimuscarinici (altro genere di broncodilatatori), sempre per via inalatoria.
L’aderenza alla terapia del paziente deve essere assoluta, in quanto la BPCO è una malattia progressiva e solo la terapia permette di migliorare la progressione, la sintomatologia e la tolleranza allo sforzo, così come prevenire le complicanze e diminuire l’ospedalizzazione da recidive infiammatorie (bronchiti o polmoniti). Nei casi più gravi si ricorre all’ossigenoterapia. Lo stile di vita deve essere il più sano possibile, quindi abolizione assoluta del fumo e diminuzione del peso corporeo, fattore che ovviamente influisce sulla funzione respiratoria, con una dieta regolare e a basso numero di calorie.
La riabilitazione polmonare migliora la capacità di esercizio e la qualità di vita. Uno studio del 2018 pubblicato sulla rivista scientifica Chest indica che il Tai Chi, un’antica arte marziale originaria della Cina, che ingloba esercizi di stretching, respirazione e movimenti coordinati, migliora la funzionalità respiratoria al pari degli esercizi riabilitativi polmonari.

Fonti

Ultimo aggiornamento:26-07-2020

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