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Brindisi a tavola

Dopo una cena abbondante o un pranzo ricco di golosità è facile imbattersi in una sensazione di bruciore di stomaco: questo sintomo può essere dovuto a un’infiammazione della mucosa che riveste il nostro apparato digerente. Le cause che scatenano il bruciore possono essere molteplici ma, spesso, sono strettamente legate a ciò che mangiamo e alle abitudini quotidiane. Cattiva alimentazione e accumulo di stress si riflettono nell’organo che assorbe le nostre emozioni: lo stomaco.

Dalla pirosi gastrica al reflusso gastroesofageo
Chi soffre
di pirosi gastrica (bruciore di stomaco) riscontra i primi sintomi tipicamente 20-25 minuti dopo il pasto. La frequenza del disturbo può essere occasionale o ripetuta e si presenta spesso insieme ad altri segnali come borborigmi (rumori dello stomaco) ed eruttazioni. Il bruciore può segnalarci una possibile alterazione dell’equilibrio dei nostri acidi gastrici; la digestione diventa così più lenta e pesante, dandoci una sensazione di gonfiore e affaticamento. Quando l’infiammazione progredisce e si intensifica, provocando la risalita di parte degli acidi gastrici fino all’esofago, siamo di fronte a un reflusso gastroesofageo. Le conseguenze di questa forte irritazione sono una sensazione di amaro in bocca, bruciore e dolore all’altezza dello sterno, che talvolta si estende anche alla gola.

Come limitare i sintomi: meno stress e una dieta sana
Possiamo correre ai ripari monitorando il nostro livello di stress, migliorando la nostra alimentazione e integrando alimenti freschi come frutta e verdura, carboidrati integrali (pasta e pane) e carni bianche. Meglio evitare di assumere alcool, cibi fritti e salumi; attenzione anche a non esagerare con il caffè durante la giornata. Nei momenti di crisi, quando il bruciore ci mette in difficoltà, mangiare alcuni alimenti tampona-acido come carboidrati secchi (ad esempio cracker e fette biscottate) può essere di sollievo.

Una corretta postura aiuta a ridurre il bruciore
Non solo 
un’alimentazione specifica e adatta aiuta a ridurre l’irritazione e a contrastare le fastidiose conseguenze del reflusso, ma anche una corretta postura: una posizione errata durante e dopo i pasti può favorire la risalita degli acidi gastrici verso l’esofago, accentuando l’infiammazione. Ricordiamoci di non sdraiarci subito dopo aver mangiato, ma di attendere almeno trenta minuti. Imparare ad ascoltare e distinguere i segnali del nostro apparato digerente aiuta a prenderci cura del nostro organismo in modo equilibrato e preventivo. Una chiacchierata con il nostro medico di fiducia e una maggiore attenzione a quello che mangiamo sono certamente due alleati vincenti!

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