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Calendario vaccinale: quando fare i vaccini obbligatori

Il calendario vaccinale viene stabilito nel piano vaccinale predisposto dal Ministero della Salute: indica i vaccini obbligatori per i bambini e individua i momenti migliori per la loro somministrazione, anche in considerazione della tempistica con cui vengono somministrati gli altri vaccini obbligatori.

Perché esiste un calendario vaccinale?

I vaccini servono a proteggere da alcune malattie infettive “insegnando” all’organismo quali difese produrre quando entra in contatto con alcuni virus o batteri. I vaccini sono costituiti da germi privati delle “armi” con cui possono causare una malattia, oppure da frammenti specifici di essi.
Quando l’organismo entra in contatto con un vaccino, costruisce delle difese specifiche. Queste potranno essere usate in futuro dal sistema immunitario se quel germe dovesse cercare di attaccare l’organismo stesso. Chiaramente, prima l’organismo impara a difendersi, più è difficile che si possa sviluppare una malattia.
Il calendario vaccinale è stato costruito seguendo le indicazioni che vengono dalla ricerca scientifica, cercando di individuare i momenti migliori in cui somministrare le varie dosi dei diversi vaccini e cercando di proteggere il bambino il più precocemente possibile, evitando allo stesso tempo lo sviluppo di eventuali effetti indesiderati.

Vaccinazioni obbligatorie e malattie per le quali sono fortemente consigliate

In base alla normativa in vigore, esistono alcuni vaccini che devono essere somministrati obbligatoriamente ai bambini nei primi anni di vita. Le malattie per le quali è prevista la vaccinazione obbligatoria sono dieci: la difterite, il tetano, la pertosse, l’epatite B, le infezioni da emofilo, la poliomielite, il morbillo, la rosolia, la parotite e la varicella.
Esistono inoltre altre malattie dalle quali è possibile proteggersi e rispetto alle quali la vaccinazione è fortemente consigliata. Nei bambini, queste sono: la meningite, le infezioni da rotavirus, le infezioni da pneumococco, le infezioni da papilloma virus.

Il calendario vaccinale: quando bisogna somministrare i vaccini obbligatori

In bambini sani o che non presentano specifiche controindicazioni, questi vaccini possono essere somministrati tutti contemporaneamente nella stessa giornata. La vaccinazione per difterite, tetano, pertosse epatite B, poliomielite ed Haemophilus influenzae di tipo b è in genere somministrata impiegando il così detto vaccino esavalente, riducendo ed ottimizzando queste sei vaccinazioni ad una unica iniezione. La schedula dell’esavalente prevede una prima dose al 3° mese di vita, seguita da una seconda e terza dose al 5° e 11° mese di vita. Questa schedula fa in modo che l’organismo memorizzi meglio le caratteristiche di questi germi, e sia quindi in grado di produrre le difese specifiche in modo più efficace.
Le altre quattro vaccinazioni cioè per morbillo, parotite, rosolia e varicella possono essere svolte impiegando un unico vaccino, noto come MPRV o vaccino tetravalente, costituito da virus vivi ma attenuati, quindi non in grado di dare malattia, e viene in genere somministrato al 13° mese di età.
In questo modo, le 10 vaccinazioni obbligatorie possono essere svolte impiegando due soli vaccini: l’esavalente e l’MPRV.
È poi previsto un richiamo a sei anni, quando viene somministrata una nuova dose di vaccino per difterite, tetano, pertosse e poliomielite, aiutando il sistema immunitario a mantenere alte le difese contro queste malattie. Nella stessa giornata, viene somministrata in genere la seconda e ultima dose del vaccino MPRV.
Al compimento del dodicesimo anno, è previsto un nuovo richiamo obbligatorio per difterite, tetano, pertosse e poliomielite. Successivamente è raccomandata la vaccinazione per difterite, tetano e pertosse ogni dieci anni.

Il calendario delle vaccinazioni raccomandate

Accanto alle vaccinazioni obbligatorie, il calendario vaccinale individua i momenti migliori per somministrare i vaccini che vengono raccomandati nel corso della vita.
La vaccinazione per lo pneumococco viene in genere somministrata insieme all’esavalente al terzo, quinto e undicesimo mese di vita.
Tra il terzo e il settimo mese di vita viene consigliata la vaccinazione per il rotavirus, che può essere – in base al vaccino usato – divisa in due o tre dosi.
Nel corso del primo anno di vita, in date sfasate rispetto a quelle dell’esavalente, viene consigliata la vaccinazione con le tre dosi previste per la meningite B. Una quarta dose viene somministrata intorno ai tredici mesi.
È prevista inoltre la vaccinazione anche per altri ceppi del batterio della meningite, ACWY, che è somministrata dopo il compimento del primo anno, seguita da una dose di richiamo in adolescenza, tra il 12° e 18° anno di età.
Al compimento del dodicesimo anno, e comunque prima dell’inizio dell’attività sessuale, è consigliata, sia nei ragazzi che nelle ragazze, la vaccinazione contro il papilloma virus, che è responsabile di alcune malattie sessualmente trasmissibili quali verruche e condilomi e che nelle donne può provocare il cancro della cervice uterina.
È inoltre raccomandata, in particolare per alcune categorie considerate a rischio come gli anziani e i bambini con malattie croniche, la vaccinazione antinfluenzale con modalità che vengono decise di anno in anno dal Ministero della Salute. La vaccinazione in genere viene eseguita prima dell’inverno e protegge dal ceppo virale dell’influenza in circolazione. Dal momento che i ceppi virali variano di anno in anno, il vaccino antinfluenzale ha una protezione limitata e deve essere ripetuto ogni anno.

Fonti

Ultimo aggiornamento:28-04-2020

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