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Cambio di stagione: occhio al rischio di gastrite

La gastrite è una condizione molto comune, caratterizzata da un'infiammazione della mucosa dello stomaco che può essere causata da irritazione dovuta a un uso eccessivo di alcool, stress o dall’uso di alcuni farmaci antinfiammatori. Questo disturbo può anche essere causato dall’Helicobacter pylori (HP), un batterio che vive nel rivestimento mucoso dello stomaco e può portare a ulcere gastriche e/o duodenali.

Sintomi, diagnosi e trattamento della gastrite
I sintomi più comuni della gastrite comprendono nausea o disturbi ricorrenti come gonfiore addominale, dolore, vomito e sensazione di bruciore allo stomaco. La diagnosi di gastrite può includere l'esofagogastroduodenoscopia (o EGDS) – un esame endoscopico che studia esofago, stomaco e duodeno – ed alcuni esami del sangue. Il trattamento può includere antibiotici (in caso di positività all’HP), inibitori di pompa protonica, farmaci antiacidi: di solito risolvono efficacemente i sintomi e anche la gastrite, che però può anche recidivare. È opportuno consultare il proprio medico curante nei seguenti casi:

  • quando i sintomi della gastrite non si risolvono né modificando la dieta o il proprio stile di vita (per esempio mangiando “in bianco”, eliminando il fumo e riducendo gli alcolici) né dopo l’assunzione di antiacidi da banco;
  • quando il paziente ha sintomi da più di una settimana o la sintomatologia non diminuisce;
  • se ci sono sintomi gravi, come vomito con sangue o feci nere. In questi ultimi casi meglio una visita in pronto soccorso nel sospetto di un’emorragia gastrica.

Gastrite e cambi di stagione
Lo stomaco può risentire dei cambi di stagione e reagire aumentando l’acidità, che porta a sintomi come la pirosi localizzata a livello dell’epigastrio (per intenderci, il bruciore alla “bocca” dello stomaco). Non c’è tuttavia una spiegazione scientifica a questo fenomeno: la correlazione fra gastrite, bruciore di stomaco e cambio di stagione risale ai nostri bisnonni ed era legata al fatto che, nei mesi freddi, specie in campagna, si mangiava meno perché i frutti della terra erano scarsi. In primavera e in estate si assisteva invece alla crescita dei vegetali e al raccolto di grano e frumento, che assicuravano una maggiore disponibilità di cibo. Il cambio delle abitudini alimentari portava a un aumento del lavoro dello stomaco e, di conseguenza, a una maggiore produzione di acidi. In senso lato, si potrebbe quindi parlare della gastrite con fluttuazioni stagionali come di una forma di meteoropatia, in poche parole una patologia legata ai cambiamenti del clima e, nel caso specifico, della stagione. Ulteriori spunti di approfondimento su questo tema ci arrivano anche dalle discipline orientali, per le quali è cosa piuttosto comune mettere in relazione la stagionalità con lo sviluppo delle malattie. Nel passaggio da una stagione all’altra il nostro organismo risente di una “stagnazione” dell’energia vitale (detta Qi, si pronuncia “ci”); questo passaggio stagionale porta appunto a una “stasi” energetica, alla quale rispondiamo con un malessere generale, che influisce particolarmente sullo stomaco e impedisce le trasformazioni energetiche del nostro corpo, soprattutto nel passaggio dall’inverno alla primavera e dall’estate all’autunno.

Quali rimedi per la gastrite?
È sempre buona regola evitare cibi che irritano lo stomaco come quelli grassi, speziati e piccanti, oltre ad agrumi, pomodoro, cioccolato, menta, caffè e alcolici. Occorre inoltre assumere pasti piccoli e frequenti. I sintomi si possono alleviare con lo zenzero, gli antiacidi o con l’aiuto degli inibitori della secrezione acida gastrica (IPP o inibitori di pompa protonica), da assumere, in ogni caso, dopo un consulto col proprio medico curante. Attenzione all’uso dei farmaci antinfiammatori: se usati in modo non corretto, possono portare a gastrite, fino al sanguinamento gastrico. La mucosa gastroenterica risente, inoltre, dei benefici degli antiossidanti, contenuti in frutta e verdura fresca, e della curcumina, citata dalla letteratura scientifica come antinfiammatorio grazie al suo contenuto di flavonoidi. Sembra che anche l’estratto di liquirizia abbia proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. In ogni caso, per la terapia più adeguata è bene affidarsi sempre al parere di un esperto.

Fonti

Ultimo aggiornamento 28-10-2019
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