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Celiachia: come riconoscere i sintomi e modificare la dieta

Un profumato piatto di pasta o un gustoso panino fanno venire l’acquolina in bocca, ma per alcuni possono risultare indigesti o difficilmente digeribili: contengono infatti il glutine, un complesso proteico presente in alcuni cereali, in grado di scatenare, in certi casi, risposte indesiderate. Chi presenta questi problemi deve prestare attenzione ai cibi che contengono non solo cereali di uso comune, quali grano, segale, orzo, avena, ma anche ad alimenti a base di bulgur e kamut. Il fenomeno, su base epidemiologica, è sempre più rilevante: in generale le forme di allergie al glutine, oggi, arrecano problemi a circa il 5% della popolazione, mentre nell’1,5% fanno insorgere una forma autoimmune, la celiachia.

Cos’è la celiachia e quali sono le cause

Si tratta di una vera patologia, caratterizzata da una risposta inappropriata dell’organismo, mediata dai linfociti T, che causa lesioni di tipo infiammatorio all'intestino tenue in individui geneticamente predisposti. Le cause possono essere meccanismi patologici molto diversi, anche se i sintomi clinici sono simili: gonfiore addominale, crampi, sensazione di pienezza, meteorismo e flatulenza, mal di stomaco e diarrea profusa, con marcato dimagrimento. La malattia celiaca viene diagnosticata grazie alla presenza di autoanticorpi e cambiamenti tipici di una parte dell’intestino detta duodeno. Secondo le nuove linee guida pediatriche l’analisi di questa parte del corpo potrebbe essere evitata nei bambini nel caso di positività ai principali marker (transglutaminasi e antiendomisio) e suscettibilità genetica. In generale, la cura prescritta per questa patologia è una dieta rigorosamente priva di glutine.

Fonti

Ultimo aggiornamento:25-04-2020

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