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Cistite: cause, sintomi e rimedi

Anche se la cistite non può di per sé essere considerata una condizione grave, la qualità di vita di chi ne soffre è spesso notevolmente compromessa. I sintomi tipici includono infatti il bisogno di urinare con maggiore frequenza rispetto al solito, la sensazione di bruciore o di dolore alla minzione, il prurito intimo ecc.

Che cos’è la cistite?

La cistite è un'infiammazione della vescica, spesso (ma non sempre) causata da un'infezione del tratto urinario. Questo tipo di infezione è uno tra i più comuni nelle donne: circa la metà delle donne, infatti, ne sperimenta una almeno una volta nella vita. La maggior parte di queste infezioni si esprimono nelle cosiddette cistiti acute semplici (ovvero senza complicazioni).

Quali sono le cause della cistite?

La cistite può colpire sia gli uomini che le donne. In queste ultime, però, per ragioni anatomiche la cistite è più frequente: il motivo principale è rappresentato dal condotto che veicola all'esterno l'urina, l’uretra, che nelle donne ha una lunghezza ridotta (3-5 cm) rispetto agli uomini. La brevità del condotto e la sua vicinanza alla vagina e al retto costituisce un fattore di rischio per le infezioni delle vie urinarie, soprattutto per quelle sostenute da germi di natura intestinale come l'Escherichia coli, che rappresenta l'85% delle cause di infezione. Altri agenti patogeni che possono causare cistiti acute semplici sono lo Staphylococcus saprophyticus (4%), la specie Klebsiella (3%), la specie Proteus (3%), l’Enterobacter (1,4%), il Citrobacter (0,8%) o l’Enterococcus (0,5%).

Rischi e tipologie diverse di cistite a seconda dell'età della donna

Oltre alla cistite batterica semplice ne esistono altre due tipologie: 
•    la cistite emorragica, le cui cause sono le medesime, ma che presenta come sintomo aggiuntivo la presenza di sangue nelle urine (ematuria)
•    la cistite interstiziale, ovvero una cistite non batterica causata da alterazioni delle cellule delle pareti della vescica; ha una sintomatologia simile alle forme batteriche, colpisce nel 90% dei casi pazienti donne e le sue cause sono tuttora ignote.

La cistite batterica può colpire a qualunque età: è, ad esempio, l'infezione pediatrica più frequente. I principali fattori di rischio in questa fascia d’età sono legati a una errata igiene intima; è pertanto necessario insegnare alle bambine sin dalla tenera età tutte le pratiche per una corretta igiene: per esempio, la detersione dell’area genitale deve avvenire partendo dalla zona vaginale a quella anale e non viceversa. Nelle giovani donne, tra i fattori di rischio per la cistite vi sono i rapporti sessuali, che possono agevolare la risalita di batteri verso la vescica o causare un'infiammazione di tipo meccanico. Durante la menopausa, invece, è la carenza di estrogeni, tipica di questa fase, a favorirne l’insorgenza; gli estrogeni svolgono infatti un ruolo di difesa nei confronti della cistite: questi ormoni migliorano il trofismo, ossia lo stato di nutrizione e vascolarizzazione dei tessuti che, a sua volta, ostacola la risalita dei microrganismi dall'esterno. Le complicanze legate a una cistite, indipendentemente dall'età, sono le infezioni delle vie urinarie superiori in particolare a carico dei reni, come pielonefriti e nefriti, che spesso richiedono ricovero ospedaliero.

Cistite in gravidanza

Le infezioni del tratto urinario, tra cui quelle che causano le cistiti, sono piuttosto comuni nelle donne incinte, a causa dei cambiamenti fisiologici, strutturali e funzionali del tratto urinario associate allo stato di gravidanza, che favoriscono le infezioni ascendenti dall'uretra. In gravidanza, tali infezioni rappresentano una grande sfida terapeutica, perché ad esse è associato il rischio di complicazioni legate alla salute sia della futura madre sia del feto. Cosa fare, dunque? Tutte le donne incinte dovrebbero essere sottoposte a screening per la presenza di batteri nelle urine (batteriuria) mediante una urinocoltura; la batteriuria asintomatica (ovvero quella che può causare una cistite senza bruciore o altri fastidi specifici) dovrebbe essere trattata comunque, poiché per queste pazienti rappresenta un importante fattore di rischio per complicazioni (come la pielonefrite). Particolare attenzione va infine posta alla scelta del trattamento antibiotico, che deve avere un buon profilo di sicurezza sia per la madre, sia per il feto. Per questo è di fondamentale importanza seguire, dalla fase diagnostica a quella terapeutica, il consiglio del proprio medico.

Diagnosi

I sintomi della cistite acuta possono includere:

  • difficoltà nell'emissione dell’urina
  • dolore e/o bruciore vescicale e uretrale che persiste durante la minzione, oppure aumenta alla sua conclusione
  • prurito e/o dolore nella zona pubica, riferito a volte anche in sede lombare (cistite e mal di schiena possono infatti manifestarsi contemporaneamente)
  • sensazione di non aver svuotato del tutto la vescica
  • minzione frequente
  • solo in alcuni casi (cistite emorragica), perdita di sangue durante l'emissione di urina.

Di solito in caso di cistite, la febbre non si presenta. Un rialzo della temperatura può però avvenire nei casi in cui la cistite sia stata trascurata, e quindi l’infezione che l’ha causata abbia raggiunto altri parti del corpo, come i reni. 
Anche se i sintomi sono piuttosto specifici, la fase di diagnosi è molto importante per capire a cosa è dovuta la cistite, per identificare il patogeno in caso di infezione, e indirizzare così il paziente verso il trattamento corretto: per questo, nei casi di cistite acuta, oltre a un’attenta anamnesi e all’esame fisico effettuato dal proprio medico, sono indicati test specifici come l'esame delle urine e l'urinocoltura con antibiogramma. L'esame delle urine permette innanzitutto di confermare un eventuale stato di batteriuria. L'urinocoltura invece identifica il patogeno responsabile dell'infezione e, mediante l’antibiogramma, si cerca di identificare quale sia il farmaco più adatto per eliminarlo.

I rimedi contro la cistite

Nei casi più gravi di cistite, una terapia antibiotica prescritta da uno specialista è indispensabile. Se trascurata, infatti, questa infiammazione può portare a delle complicazioni anche gravi o diventare una cistite cronica
Ma cosa fare in caso di cistite e come curarla al meglio? Nel 2010, un gruppo di esperti internazionali ha aggiornato le linee di trattamento della cistite acuta semplice. La conclusione è che non sembra esserci un principio attivo migliore in assoluto, e la scelta tra i diversi farmaci raccomandati dovrebbe dipendere dai singoli casi in quanto, oltre alla sua efficacia, devono essere considerati anche i potenziali effetti collaterali e la possibilità che favorisca la farmacoresistenza del ceppo batterico. Una volta identificato il farmaco più adatto, in media i pazienti cominciano a notare un sollievo dai sintomi entro 36 ore dall’inizio del trattamento.

Qualche rimedio naturale

Se i sintomi sono lievi si può optare per un rimedio naturale come l'uva ursina, che favorisce la funzionalità delle vie urinarie. I consigli comportamentali per accelerare i tempi di guarigione possono essere: bere almeno 2 litri di acqua al giorno, evitare di trattenere per tempi lunghi la minzione a vescica piena, indossare biancheria di cotone possibilmente bianca e avere una corretta igiene intima con prodotti che rispettino il pH naturale. Infine, tra i rimedi naturali contro la cistite vengono spesso inclusi anche i prodotti a base di mirtillo rosso, che favoriscono la funzionalità delle vie urinarie.

Cistite e alimentazione

Un’altra convinzione piuttosto diffusa è che la cistite, soprattutto quella di tipo interstiziale, si possa prevenire assumendo cibi e bevande particolari. Tuttavia, ad oggi, nessuna ricerca scientifica è riuscita a dire in modo definitivo cosa mangiare per la prevenzione o la cura della cistite, anche se alcuni studi suggeriscono una relazione tra la dieta e i suoi sintomi; alcune pazienti, inoltre, trovano che certi cibi o bevande scatenino o peggiorino i loro sintomi. Caffè, soda, alcol, pomodori, cibi caldi e piccanti, cioccolato, bevande contenenti caffeina, succhi e bevande agli agrumi, e cibi ad alta acidità e dolcificanti artificiali sono gli indiziati principali. C’è però una forte variabilità interindividuale per quanto riguarda il legame tra dieta e cistite: per questo può essere utile tenere un diario alimentare e annotare ogni volta che si avverte dolore o fastidio. 
Per mantenere in salute la vescica è importante anche rimanere idratati: capire la quantità di liquidi necessari giornalmente non è sempre facile, e il proprio medico può aiutare a definire il livello di idratazione ottimale sulla base dello stato di salute, del grado di attività fisica svolta, delle condizioni esterne (come quelle climatiche).

FAQ

Di seguito trovate le risposte ad alcune domande molto comuni riguardanti la cistite, per sfatare alcuni falsi miti purtroppo piuttosto diffusi.

La cistite è contagiosa?

No, la cistite non è contagiosa, e non è considerata una malattia sessualmente trasmissibile, anche se i rapporti sessuali possono contribuire alla risalita dei batteri nel tratto urogenitale, o a incrementare i sintomi del disturbo latente in caso di cistite interstiziale.

La cistite passa da sola?

Non sempre e, soprattutto nei casi di cistite batterica, è importante non sottovalutare il problema e consultare il proprio medico per iniziare un trattamento adeguato.

Quanto dura la cistite?

La durata di questo disturbo dipende da diversi fattori, tra cui il batterio che l’ha causata e il tempo intercorso tra l’insorgenza dei primi sintomi, la diagnosi e l’inizio del trattamento.

Quali sono i cibi da evitare con la cistite?

Non esiste una lista di alimenti sconsigliati valida per tutti, anche se tendenzialmente sono da evitare quelli troppo acidi e piccanti.

Fonti

Ultimo aggiornamento:05-05-2021

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