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Quali sono i rischi del colesterolo alto e come tenerlo d’occhio?

Le chiavi per contrastare il colesterolo alto sono principalmente due: diminuzione dei livelli di colesterolo LDL e valutazione specifica del singolo paziente. Inoltre, costruire una terapia mirata in base ai fattori di rischio è fondamentale: sono infatti sempre più personalizzate le strategie proposte dalle linee guida dell’American Heart Association (AHA) e dell’American College of Cardiology (ACC) sul colesterolo, pubblicate a novembre 2018.
Con le nuove indicazioni, acquistano particolare importanza i fattori che aumentano il rischio. Il primo consiglio per tutti dunque diventa quello di condurre uno stile di vita sano, cominciando sin da giovani a valutare i rischi e a mettere in pratica azioni correttive sulle cattive abitudini. Soprattutto nei soggetti a rischio, come quelli con patologie cardiovascolari aterosclerotiche, altissimo rischio cardiovascolare, diabete mellito, e così via, è necessario ridurre i livelli di colesterolo LDL anche farmacologicamente, quando necessario.

Cos’è il colesterolo e quali sono le differenze fra colesterolo buono e cattivo

Il colesterolo è importante per il funzionamento di diversi meccanismi fisiologici, come la sintesi di alcuni ormoni, ed è un componente delle membrane cellulari. Si produce nel fegato o si assume attraverso la dieta: è contenuto per esempio nei cibi ricchi di grassi animali, come carne, burro, salumi, formaggi, tuorlo d’uovo e fegato. In caso di eccessiva presenza di colesterolo nell’organismo, questi alimenti sono i primi da evitare.
Nella prevenzione cardiovascolare, hanno particolare importanza i valori del colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità) o colesterolo cattivo, e del colesterolo HDL (lipoproteine ad alta densità) anche noto come colesterolo buono. Le lipoproteine LDL permettono di trasportare il colesterolo sintetizzato dal fegato alle cellule del corpo, quelle HDL invece rimuovono il colesterolo in eccesso dai diversi tessuti e lo trasportano nuovamente al fegato, che provvede a eliminarlo.

Quando si parla di ipercolesterolemia?

L’ipercolesterolemia si verifica quando dall’analisi del sangue emerge che le concentrazioni di colesterolo superano i valori normali. La raccomandazione è quella di tenere sempre sotto controllo i “valori grassi” del sangue, rispettando alcune soglie:

  • colesterolo totale: fino a 200 mg/dl;
  • colesterolo LDL: fino a 130 mg/dl nelle persone a basso rischio cardiovascolare, ma fino a 100 in quelle a elevato rischio;
  • colesterolo HDL: non inferiore a 50 mg/dl.

Se questi valori risultano alterati, deve suonare un campanello d’allarme: quando il colesterolo cattivo è presente in quantità eccessiva, il rischio è che si depositi sulle pareti delle arterie, provocandone l’ispessimento e l’indurimento progressivo, in un processo che prende il nome di aterosclerosi. Tale situazione, a lungo andare, può portare a gravi rischi per la salute, a causa della formazione di placche che ostacolano o bloccano il flusso sanguigno. Le conseguenze possono essere severe e degenerare in patologie come l’angina pectoris, l’infarto del miocardio e l’ictus cerebrale.

Stile di vita e dieta per colesterolo alto

In Italia il 21% degli uomini e il 23% delle donne è ipercolesterolemico. Il 37% degli uomini e il 34% delle donne permangono invece in una condizione border line, in cui i livelli di colesterolemia totale sono compresi fra 200 e 239 mg/dl. Il consiglio è pertanto quello di monitorare con un semplice esame del sangue la concentrazione di colesterolo, soprattutto in presenza di fattori di rischio quali:

  • predisposizione genetica (ereditarietà);
  • diabete;
  • tabagismo.

Dieta errata, sedentarietà, sovrappeso e obesità possono influire sui livelli di colesterolo nel sangue. Di conseguenza, è bene evitare cibi grassi e alcolici e preferire un regime alimentare sano. Va da sé che l’attività fisica dovrebbe prendere il posto delle sigarette.
Anche a scopo preventivo, è sempre consigliabile consultare il medico che, qualora lo ritenga opportuno, proporrà esami del sangue periodici: esistono molte terapie farmacologiche efficaci e in grado di prevenire le conseguenze cardiovascolari a lungo termine, ma la diagnosi precoce resta fondamentale.

Ultimo aggiornamento:23-07-2020

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