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Colica addominale: come avviene e quali sono i rimedi per alleviarla

Il mal di pancia – la colica addominale – è un sintomo molto frequente a tutte le età: si va dalla colica gassosa del neonato (dovuta alla distensione addominale rapida per via della formazione di gas intestinale causata da un’incompleta formazione della funzione digerente), che provoca le famose crisi di pianto del bebè che spaventano i genitori e che si risolvono col tempo, fino al colon spastico, molto frequente nei giovani stressati e a quadri clinici importanti (malattia infiammatoria cronica dell’intestino, diverticolite, appendicite, ecc.).

Come avviene una colica addominale?

La colica addominale è legata alla contrattura improvvisa della muscolatura liscia viscerale: stomaco, intestino, colecisti, rene, ovaio, ecc.
La durata è variabile, da pochi minuti ad anche alcune ore; in quest’ultimo caso occorre sempre consultare il medico. L’esempio più frequente è la colica addominale intestinale per un motivo “benigno”: le coliti “spastiche” sono estremamente frequenti nella popolazione adulta giovane per motivi di stress; la distensione delle pareti addominali per l’aumento della formazione interna di gas provoca una sensibilizzazione dei recettori di parete (sono delle specie di “interruttori” che avvertono quando la parete addominale si “gonfia” eccessivamente e scatenano il dolore). Se, appunto, legate a un quadro da stress e ansia, non sono gravi e bastano alcuni accorgimenti comportamentali (dieta adeguata, applicazione di metodiche antistress – es. agopuntura – e farmaci antispastici, oltre alla rassicurazione del paziente sulla benignità del quadro). A questo si associa l’aerofagia (dal greco antico “mangiare aria”), che è un sintomo molto comune, dove il paziente riferisce di avere la pancia a “mongolfiera” e mal di pancia; anche qui valgono gli stessi accorgimenti sopra citati.
Le coliche addominali possono comunque essere legate a intolleranze alimentari, sempre più frequenti: in questi casi, per scoprire se si tratta di celiachia o intolleranza al lattosio, è bene eseguire i principali test diagnostici, quali il dosaggio degli anticorpi anti-transglutaminasi e il breath test al lattosio.
Anche le forme di gastroenterite portano a coliche addominali, ma solitamente sono accompagnate da diarrea, nausea vomito e anche febbre.

Coliche addominali, coliche biliari e coliche renali: differenze e sintomatologia

Occorre parlare anche di quadri più seri, che devono essere quanto prima valutati dal medico (curante o anche di pronto soccorso): 

  • coliche biliari: dolore addominale normalmente a livello dei quadranti destri dell’addome (quadrante ovvero superficie destra dell’addome). Spesso un soggetto con calcoli della cistifellea (colelitiasi) può trascorrere un lungo arco di tempo in benessere, anche senza accorgersi di esserne affetto. Può capitare, invece, che il calcolo o i calcoli si muovano e infiammino la parete della colecisti (vescica biliare). L’infiammazione conseguente porta a dolore addominale e da qui la colica biliare che può rientrare con l’uso di antispastici, ma può anche degenerare fino a portare il paziente in pronto soccorso;
  • ugualmente il dolore addominale da colica renale, che normalmente è al fianco posteriore, ma può anche manifestarsi anteriormente lungo i quadranti addominali destro o sinistro a secondo del posizionamento del calcolo. Anche qui, occorrono abbondante idratazione e terapia antidolorifica iniettiva e se il quadro non si risolve, è bene presentarsi in pronto soccorso;
  • quadri estremi di colica addominale sono le occlusioni intestinali, situazioni di estrema gravità da far vedere in pronto soccorso quanto prima.

La sintomatologia ci può dare un’idea della causa:

  • la colica gassosa del neonato è abbastanza individuabile, in quanto il bimbo dopo la poppata inizia a piangere, flette le gambe per la distensione addominale da aumento del gas intestinale. Occorre indagare se ha un’intolleranza al lattosio e modificare il tipo di latte;
  • le coliche addominali “benigne” di cui sopra di solito si manifestano con dolori crampiformi intermittenti o continui sulla superficie centrale o bassa – bilateralmente – dell’addome (attenzione al dolore in fossa iliaca destra (area addominale inferiore destra) che può far sospettare un’appendicite).

I rimedi in caso di colica addominale

Sempre in relazione alla causa accertata, i rimedi possono essere vari: dalla rassicurazione, norme dietetiche, terapia antistress – agopuntura – antispastici, ansiolitici per il colon spastico, alla terapia antidolorifica e antispastica per coliche biliari e renali lievi, fino all’ospedalizzazione, che deve sempre esserci in caso di sospetto di appendicite oppure occlusione intestinale.
Inoltre, chi soffre di colon spastico deve evitare cibi irritanti-piccanti, grassi, alcolici. Da un punto di vista comportamentale, invece, è bene evitare fumo, stress, seguire corsi di meditazione e autocontrollo o ricorrere a metodiche quali ad esempio l’agopuntura.

Fonti

Ultimo aggiornamento:07-09-2020

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