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Colliri anti raggi UVA: un'alternativa agli occhiali da sole
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Con l’arrivo dell’estate è inevitabile che ci siano delle situazioni in cui l’esposizione al sole è prolungata; fa bene chi utilizza occhiali protettivi idonei, perché la radiazione solare rappresenta un rischio per la salute degli occhi. Tuttavia potrebbero non bastare.

I rischi di un’eccessiva esposizione solare
La retina può essere danneggiata sia dai raggi ultravioletti (UVA), non visibili all’occhio umano, sia dalla luce blu, che invece rientra nello spettro visibile. Lo dimostrano alcuni studi sulla degenerazione maculare legata all’età, una grave patologia che, nei casi più eclatanti, può portare anche alla cecità. Si tratta di un problema che interessa perlopiù gli anziani, ma è frutto di un processo che ha origine ben prima della terza età. Gli UVA e la luce blu obbligano infatti la fisiologia degli occhi a un surplus di lavoro, che si traduce in una sovrapproduzione di materiali di scarto, detti drusen. Da sottolineare che in età giovanile gli occhi sono molto trasparenti e, quindi, maggiormente esposti, benché più efficienti nello smaltire i materiali di scarto.

La parola d’ordine: prevenzione
Una volta ricevuta la diagnosi di degenerazione maculare, non esiste una cura, ma solo un trattamento farmacologico teso a limitare i danni. L’unica arma veramente efficace contro questa patologia è la prevenzione. Oltre agli occhiali da sole, da poco sono disponibili anche dei colliri protettivi in grado di difendere gli occhi dai raggi solari più dannosi. Queste gocce contengono alcune sostanze protettive, tra cui riboflavina e acido ialuronico, che nel lungo periodo, se usate correttamente, proteggono la vista.

Quali sono i soggetti più a rischio?
La Società Oftalmologica Italiana (SOI) ha recentemente sottolineato l’importanza di questi prodotti, soprattutto per alcune categorie a rischio: deve stare per esempio molto attento chi è stato operato di cataratta, perché ha la retina maggiormente esposta agli UVA e alla luce blu; chi resta a lungo in luoghi aperti e assolati, magari per motivi professionali come nel caso di agricoltori, pescatori o guide alpine; chi lavora a contatto con luci artificiali al neon o con videoterminali (che emettono una forte luce blu). Questo tema interessa anche gli sportivi che praticano attività all’aria aperta come il running o il ciclismo, ma non amano indossare occhiali da sole. Questi nuovi colliri protettivi sono disponibili in tutte le farmacie e acquistabili tramite ricetta del medico oculista.

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