Icona ok L'articolo è stato aggiunto ai tuoi preferiti Icona chiudi ok
Iscriviti a Uwell per gestire la tua salute Registrati
back icon Torna agli articoli
Le complicanze dell'influenza e il ruolo della vaccinazione

Nella scorsa stagione influenzale il virus dell’influenza ha colpito oltre 8 milioni di persone in Italia, con un picco all’inizio del 2019, dopo un inizio relativamente blando nell’ottobre 2018. In termini assoluti, la fascia d’età più colpita è stata quella dei bambini al di sotto dei cinque anni, in linea con i dati degli anni più recenti. Questi pochi numeri danno già l’idea di come l’influenza sia una malattia estremamente frequente e rilevante, tutt’altro che assimilabile al comune raffreddore. Quest’ultimo, in realtà, è sicuramente molto diffuso, colpendo anche in stagioni diverse da quella invernale, ma non determina le conseguenze serie che caratterizzano l’influenza in alcuni soggetti.

Trasmissione e incubazione dell’influenza
L’influenza è una patologia virale. Esistono tre tipi di virus, chiamati con le prime lettere dell’alfabeto: A, B e C. Il virus A è quello predominante, responsabile di oltre il 99% dei casi nella stagione 2018-2019 in Italia. Si trasmette per via aerea, o toccando un oggetto dove il virus si è depositato (portandosi poi le mani alla bocca o al naso): il virus infatti resiste sulle superfici ambientali fino a 48 ore. Il periodo d’incubazione dell’influenza è breve: di solito uno-due giorni. A essere insidioso è l’inizio del periodo di contagiosità: molte persone sono capaci di infettare già 24 ore prima della comparsa dei sintomi, quando si è ovviamente inconsapevoli di essere portatori del virus. Si stima che ogni persona ne infetti almeno un’altra, ma nelle stagioni influenzali più aggressive la contagiosità aumenta.

Le possibili complicanze dell’influenza
La classica influenza è un’affezione respiratoria che si differenzia dal comune raffreddore per la presenza, in aggiunta a manifestazioni quali tosse e naso chiuso, di segni e sintomi più rilevanti: febbre alta, forti dolori muscolari e articolari, talora anche disturbi gastrointestinali (per esempio, vomito e diarrea). L’influenza interferisce in modo importante con le attività quotidiane: costringe a stare a casa ed è una delle cause principali di assenza dalla scuola o dal lavoro, un’assenza che spesso è anche indiretta, nel senso che spesso coinvolge i familiari che devono restare a casa per prendersi cura dei malati. Già da questi dati si evince come l’influenza abbia un costo sociale rimarchevole, ma dal punto di vista strettamente medico vi sono ulteriori problemi che spesso non vengono considerati: le complicanze. Queste non interessano indistintamente tutti, ma soprattutto persone appartenenti a categorie “fragili”. Le complicanze possono essere di numerosi tipi: respiratorie, neurologiche e cardiologiche fra le principali. Il virus può infatti essere causa di polmonite o può favorire infezioni respiratorie secondarie da batteri e funghi; ma può anche attaccare il sistema nervoso e/o il cuore, causando encefalite o miocardite. Vi può essere una forte infiammazione dei muscoli, così intensa da rompere le cellule muscolari e causare la fuoriuscita del loro contenuto nel sangue, creando alterazioni molto pericolose del livello di alcuni elementi come il potassio. Nei bambini con influenza, la somministrazione di alcuni tipi di antinfiammatori durante questo periodo può scatenare una grave reazione a livello epatico. Più insidiosamente, l’influenza può esacerbare condizioni croniche a livello di cuore o polmone, precipitando la comparsa di infarti o favorendo la riacutizzazione di broncopneumopatie. Le complicanze, purtroppo, possono anche essere mortali. A maggiore rischio sono i soggetti immunodepressi, le fasce d’età vulnerabili, quali anziani e bambini e le donne in gravidanza, in cui l’influenza può assumere un decorso più grave anche in assenza di problemi preesistenti, con rischi anche per la salute del nascituro, come nascita prematura o sottopeso. Per quanto il rischio di complicanze per ogni singolo individuo sia basso, considerando i milioni di casi di influenza che si verificano solo in Italia, è facile capire come, in termini assoluti, si registrino molti casi.

Influenza: l’importanza della vaccinazione annuale
L’influenza ha dunque un impatto sociale, sanitario ed economico senza pari. È stato calcolato che in Europa sia la malattia infettiva a maggior numero di DALY, acronimo che sta per disability-adjusted life year: in altre parole, una misura della gravità generale di una malattia espressa con il numero di anni di vita persi a causa delle complicanze della stessa. Questi dati spiegano il perché, per un’adeguata prevenzione, è fondamentale il vaccino antifluenzale. In prima istanza, la vaccinazione va offerta a tutti coloro che rientrano nelle categorie prima descritte, proprio in virtù del rischio di forme complicate: anziani, donne gravide (nel secondo e terzo trimestre), bambini, persone immunodepresse e, in generale, soggetti con malattie croniche come il diabete. A differenza di altre malattie per cui basta una sola vaccinazione nella vita, eventualmente con periodici richiami, l’influenza richiede di rinnovare la protezione ogni anno, perché il virus tende a modificarsi costantemente. Esistono vari tipi di vaccino: dietro consiglio medico si può assumere quello più appropriato nelle tempistiche giuste, prima dell’inizio della stagione influenzale.

Fonti

Ultimo aggiornamento 10-11-2019
Cerca medico
Prenota online visita Hai bisogno di uno specialista?

Cerca lo specialista che ti serve e prenota online la tua visita

Registrati a Uwell! Ogni giorno contenuti personalizzati per condurre una vita sana