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Complicanze dell’influenza e vaccino antinfluenzale
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L’influenza è una delle malattie infettive più diffuse e comuni che in Europa, e dunque anche in Italia, si presenta con la tipica stagionalità invernale. Proprio la sua grande frequenza e diffusione fa sì che vi sia spesso, verosimilmente per una questione di abitudine, una sottovalutazione del problema: mediaticamente fanno più paura malattie infettive sicuramente molto pericolose ma più rare o confinate in alcune specifiche aree del mondo, come ad esempio l’ebola.
Tuttavia, ogni anno al mondo vi sono almeno 5 milioni di casi gravi d’influenza, con circa 300-600 mila decessi dovuti a malattie respiratorie conseguenti all’influenza. A questi s’aggiungono i decessi legati ad altre patologie preesistenti, come quelle cardiache, che con l’influenza possono peggiorare. In Italia, l’ultima stagione influenzale ha colpito 8 milioni di persone, con diverse centinaia di casi gravi ufficialmente riportati. L’influenza è dunque una malattia infettiva assolutamente da non prendere sottogamba, ma ha un “punto debole”: è prevenibile con la vaccinazione.

Complicanze dell’influenza e le categorie a rischio
Le raccomandazioni ministeriali italiane, in linea con le indicazioni delle più importanti società scientifiche internazionali, come la Società Americana di Malattie Infettive, sottolineano come vi siano alcune categorie di persone a rischio di forme gravi di influenza, quelle gravate da complicazioni a livello respiratorio o di altri organi.
Innanzitutto, i primi che possono presentare complicanze dell’influenza sono i bambini piccoli e gli anziani: nei primi, il sistema immunitario, per definizione, non è ancora perfettamente sviluppato e non può offrire perfetta protezione; nei secondi invece si sommano la fragilità dovuta all’invecchiamento e la presenza frequente di numerose patologie.
A rischio sono tutti i soggetti con qualche forma di immunodepressione, come ad esempio tumori, HIV e qualunque altra forma di immunodeficienza.
Altre categorie vulnerabili sono le persone affette da obesità, disordini ematologici, diabete mellito, malattie del fegato, nonché malattie croniche a carico di apparati come quello renale, respiratorio, cardiocircolatorio e neurologico.
In sintesi, in queste condizioni l’influenza ha più probabilità di avere un decorso più grave, con complicanze anche fatali: polmonite severa, encefalite, miocardite, infarto. Nei soggetti con alterazione del sistema immunitario, ciò accade perché il virus non incontra molta “resistenza” nella sua invasione dell’organismo e può colpire con più violenza i principali apparati. Nei soggetti con patologie croniche, come quelle prima menzionate, il virus è insidioso perché spezza una condizione di fragile equilibrio a causa della violenta reazione infiammatoria che innesca: per fare un esempio, una persona cardiopatica può andare incontro più facilmente a infarti.
Fra tutte, vi sono altri due gruppi di persone meritevoli di menzione: le donne in gravidanza e gli operatori sanitari. Una donna in stato interessante, anche se non affetta da alcuna patologia, non solo ha un rischio maggiore di influenza grave, ma è anche a rischio di importanti complicanze gravidiche quali sofferenza fetale, parto pretermine, basso peso del neonato alla nascita.
Da ultimo, gli operatori sanitari che, se non vaccinati, espongono i pazienti con cui entrano in contatto al rischio di contagio.

Prevenire l’influenza con il vaccino antinfluenzale
Per limitare la trasmissione dell’influenza, sono utili provvedimenti di carattere generale: lavarsi frequentemente le mani, coprirsi il viso quando si tossisce o starnutisce, adottare misure d’isolamento in ambiente ospedaliero.
Il pilastro della prevenzione è comunque un altro: la vaccinazione delle categorie a rischio e delle persone che le assistono, come i familiari e gli operatori sanitari, per le quali, come prevede il Ministero della Salute, la vaccinazione non solo è raccomandata ma è anche offerta gratuitamente.
È stato dimostrato come il vaccino riduca i casi di influenza e le sue complicanze, con un’efficacia tanto maggiore, quanto più alta è la copertura nella popolazione, in modo da ostacolare la diffusione del virus.

Fonti

Ultimo aggiornamento 14-10-2019
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