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Congestione: cos'è, sintomi e consigli per fare il bagno
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Per congestione, in generale, si intende un accumulo che blocca o intralcia un’attività. Se interessa il corpo umano, la congestione è un accumulo di sangue in un organo particolare o in una parte del corpo. Quando si pensa a questo disturbo, la prima cosa che viene in mente è il blocco della digestione. In questo caso, si tratta di congestione digestiva, che insorge quando il corpo subisce uno shock termico durante la digestione dei pasti. Lo stomaco, per poter attivare i processi chimici della digestione, ha bisogno di molto ossigeno, che è trasportato dal sangue. Se la temperatura del corpo cambia improvvisamente, la quantità di sangue che arriva all’addome per portare ossigeno può diminuire drasticamente, rallentando o bloccando la digestione e causando un malessere. Lo sbalzo termico attiva un meccanismo di difesa, detto vaso-costrizione (restringimento dei vasi sanguigni) per riuscire a mantenere la temperatura del corpo: in questo modo però, diminuisce l’afflusso di sangue e questo provoca un blocco digestivo.

Le cause della congestione
Il passaggio repentino da un ambiente caldo a uno freddo, un eccessivo sforzo fisico, l’assunzione di bevande ghiacciate in un organismo surriscaldato (la cosiddetta congestione da acqua fredda), sono tutte possibili cause di congestione digestiva. I bambini e gli adolescenti sono i più colpiti, per diverse ragioni: il loro apparato digerente è più delicato rispetto a quello degli adulti e spesso tendono a minimizzare eventuali segnali di allarme inviati dal corpo. 

I sintomi della congestione
In presenza di congestione digestiva, possiamo osservare sintomi come:

  • sudorazione fredda
  • sensazione di peso allo stomaco
  • pelle d’oca
  • pallore
  • brividi
  • dolore al torace
  • crampi all’addome
  • flatulenza
  • stato confusionale
  • visione offuscata
  • giramento di testa
  • nausea/vomito
  • nei casi più gravi, svenimenti e perdita di coscienza.

Questi sintomi non compaiono tutti allo stesso modo. Di solito le prime avvisaglie di una congestione in corso sono date da sudorazione fredda, brividi e stanchezza. Solo successivamente subentrano crampi, dolore alla pancia, nausea o vomito.

Bagno dopo mangiato: sì o no?
Nel caso in cui, in fase di digestione, una persona si tuffi in acque molto fredde, il repentino shock termico potrebbe provocare un blocco digestivo fulmineo, che può portare anche allo svenimento. Se accade in acqua e non si interviene in tempo il rischio è alto, perché si può persino morire per annegamento. Nei casi più gravi  - fortunatamente rari - questo shock termico può portare a uno scompenso cardiaco, alla sincope vaso-vagale (ovvero a un improvviso abbassamento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca che riduce l’afflusso del sangue al cervello e causa una breve perdita di coscienza) o a un progressivo abbassamento della pressione sanguigna (lipotimia). Questo non significa che sia assolutamente vietato fare il bagno dopo aver mangiato o che occorra aspettare tre o quattro ore prima di tornare in acqua: ciò che bisogna evitare è lo shock termico, vale a dire passare da un ambiente caldo a uno freddo in pochissimo tempo, durante la fase digestiva. È utile anche consumare pasti leggeri e facilmente digeribili. La digestione, infatti, ha tempi diversi a seconda di ciò che si mangia: dura almeno due-tre ore se si consumano cibi pesanti e ricchi di grassi, molto meno se si consuma un pasto leggero. Soprattutto in estate, in spiaggia o in piscina, è bene preferire cibi leggeri e spuntini a base di frutta e verdura. Un consiglio sempre valido è seguire il buon senso: se il pranzo è stato abbondante, è meglio aspettare almeno un paio di ore prima di entrare in acqua; se invece si è mangiato qualcosa di leggero (frutta, verdura, panino leggero, un’insalata) si può fare il bagno anche immediatamente, senza tuffarsi ma entrando gradualmente in acqua. In generale, è prudente non allontanarsi troppo dalla riva quando si entra in acqua dopo aver mangiato: il rischio infatti è quello di sentirsi male in acqua e non avere la forza per tornare indietro o stare semplicemente a galla, rischiando di morire per annegamento. Questa raccomandazione è particolarmente importante per i bambini, che tendono in generale a minimizzare i sintomi. Per questo bisogna prestare loro attenzione e non lasciarli mai soli mentre fanno il bagno, soprattutto se molto piccoli.

Cosa fare in caso di congestione
Intervenire in modo tempestivo, in caso di congestione, è fondamentale per poter evitare gravi conseguenze; per questo occorre saper interpretare i primi segni di congestione.

Se la congestione avviene in seguito al bagno, bisogna:

  • uscire subito dall’acqua e asciugarsi immediatamente;
  • distendersi con le gambe sollevate rispetto alla testa, in un luogo ventilato e asciutto e tenere calda la pancia, per far salire la temperatura del corpo e far ripartire la digestione;
  • può essere utile massaggiare lievemente l’addome e inumidire la fronte con un panno umido.
  • solo una volta che la temperatura del corpo è tornata a livelli normali, è consigliabile bere piccoli sorsi di acqua o camomilla a temperatura ambiente. In questo modo, i disturbi tenderanno a scomparire nell’arco di due-tre ore, anche se può permanere una sensazione di spossatezza.

Se con questi accorgimenti i disturbi non regrediscono, è necessario chiamare un’ambulanza e recarsi il prima possibile in pronto soccorso, per ricevere cure mediche adeguate.

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