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ragazza che soffia tarassaco

È arrivata la primavera: inizia la bella stagione, i fiori sbocciano sulle piante, l’aria diventa frizzante e le giornate si allungano. La natura si risveglia ma con questa, purtroppo, anche l’allergia stagionaleGraminacee, parietarie, ulivi e molte altre piante rilasciano i loro pollini per la felicità di api e insetti, rendendo però problematiche le giornate di molti soggetti allergici.

Prurito, starnuti, naso che cola, occhi gonfi e mal di testa sono le manifestazioni più diffuse dei fenomeni stagionali, note anche a chi non ne soffre ma è magari semplice spettatore dei disturbi di amici o familiari. Nella sua fase più acuta l’allergia può diventare molto fastidiosa e in ogni caso necessita di cure adeguate, sotto la guida di un medico o, ancora meglio, di uno specialista.

A causare i disturbi stagionali è l’incontro tra il soggetto allergico e l’allergene: con questo termine si definisce qualsiasi sostanza in grado di determinare allergia; in primavera i pollini sono i principali protagonisti.

Gli allergeni, contrariamente ai virus, sono elementi comuni e innocui ai più ma, in persone predisposte e per ragioni non ancora completamente chiare, stimolano il sistema immunitario in modo inappropriato, scatenando la cosiddetta reazione allergica.

Per questo motivo diventa cruciale evitare, o per lo meno ridurre il più possibile, il contatto con l’allergene o gli allergeni incriminati. Se si manifestano i tipici sintomi allergici, dietro supervisione specialistica è bene sottoporsi agli opportuni test per conoscere quali sono le sostanze da cui è bene tenersi alla larga per non vivere la bella stagione come un incubo.

Per migliorare la loro vita i soggetti allergici possono adottare piccoli accorgimenti, a seconda che si trovino in spazi chiusi o aperti. In casa può essere utile attrezzarsi con condizionatori e deumidificatori che filtrano l’aria proveniente dall’esterno. Inoltre, è meglio togliere gli abiti indossati per uscire, non solo per stare più comodi, ma anche per evitare di prolungare più del necessario l’eventuale contatto con gli allergeni esterni. Una doccia prima di andare a dormire ha poi il vantaggio di rimuovere gli allergeni accumulati su cute e cuoio capelluto, evitando la contaminazione della camera da letto e delle lenzuola, con ovvi benefici sulla qualità del sonno. Una buona pratica è anche quella di sciacquarsi spesso il viso e praticare lavaggi nasali con semplice acqua corrente, specialmente dopo che si è rincasati.

All’aperto, invece, è prudente evitare i dintorni di prati e campagne, soprattutto in giornate ventose, quando la concentrazione dei pollini nell’aria è maggiore. Se si è in macchina, è buona norma chiudere i finestrini, accertandosi che i filtri del condizionatore siano puliti. In alcuni casi, su consiglio medico, si può anche ricorrere all’utilizzo di apposite mascherine.

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