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Articolo sull’insonnia e buone abitudini per evitarla

Soffrite di insonnia? Cercate la calma, lasciate che le giornate si concludano piano piano e non impegnatevi in giochi o attività troppo pesanti. Insomma: inseguite la noia. La ricetta contro le notti passate a fissare il soffitto arriva dal Giappone, dall’Università di Tsukuba.

Per il momento l’istituto ha effettuato le sue ricerche solo sugli animali, concentrandosi sull’individuazione dei processi che il cervello mette in funzione quando l’individuo non ha molto da fare o da pensare. L’indagine è partita dall’assunzione che esistono dei gruppi di neuroni che vengono attivati proprio nei minuti precedenti a quelli in cui ci si sta per addormentare. E l’ipotesi è stata confermata. Esponendo infatti alcuni topolini a fonti di luce molti forti e tenendoli in attività, i ricercatori hanno potuto osservare che una zona particolare del loro cervello, chiamata “nucleus accumbens”, stimolava il resto del cervello a rimanere sveglio e attivo. Invece, le cavie lasciate a riposo e al buio hanno fatto registrare il fenomeno opposto: il nucleus accumbens orchestrava l’attività cerebrale verso il sonno. La domanda dunque sorge spontanea: cosa si può fare per aiutare il cervello a dormire meglio? Ecco qualche idea:

  1. verso sera, tenere basse le luci di casa;
  2. evitare, a partire dal tardo pomeriggio, di iniziare attività “eccitanti” non solo fisiche, ma anche intellettuali, come il partecipare a discussioni accese;
  3. per quanto possibile, stare lontani da pc, smartphone e tablet: la loro luce inganna il cervello facendogli credere che sia sempre pieno giorno;
  4. non assumere tè o caffè verso fine giornata: caffeina e teina, infatti, per tenerci svegli, agiscono proprio a livello del nucleus accumbens.

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