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Articolo su disbiosi intestinale dopo una cura antibiotica

Il nostro intestino non contiene solo il cibo che digeriamo: è affollato da un numero incredibilmente alto di batteri che ci aiutano nella digestione e ci mantengono in vita.

Parliamo di circa 100.000 miliardi di microrganismi che compongono quello che in medicina viene chiamato “microbiota intestinale” e che potrebbe essere considerato un organo a sé stante, in quanto responsabile di moltissime funzioni. Il suo equilibrio è tanto fondamentale quanto delicato e alcune condizioni o terapie farmacologiche potrebbero danneggiarlo.

Il caso più comune è quello degli antibiotici che vengono comunemente assunti per tenere a freno le infezioni provocate dai batteri. C’è però un rovescio della medaglia: questi prodotti attaccano e distruggono, oltre ai batteri “cattivi”, anche una parte di quelli che compongono il microbiota intestinale.

Le conseguenze possono sorgere non solo a livello gastrointestinale, con diarrea e difficoltà digestive, ma potrebbero anche estendersi nel lungo periodo, con la predisposizione ad allergie, soprattutto se riferite a bambini nei primi anni di vita: quando ci troviamo in questa situazione, occorre correre ai ripari.

Un probiotico, d’accordo con il medico, potrebbe offrire una buona soluzione: ciascun prodotto di questa classe contiene infatti miliardi di microorganismi che giocano un ruolo fondamentale nel supporto alla flora batterica intestinale danneggiata. Funzionano, insomma, da supporto durante il recupero dopo una terapia antibiotica.

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