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Curve e percentili  per misurare la crescita del bambino
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I fattori che determinano il peso alla nascita di un bambino sono numerosi. Alcuni sono fattori genetici, altri dipendono dall’etnia, altri ancora dall’andamento della gravidanza. Nei primi giorni di vita il bambino perde circa il 10% del suo peso, per poi recuperarlo nel giro di alcuni giorni. Le prime settimane sono caratterizzate da un rapido aumento di peso, dai 100 ai 200 grammi alla settimana. Nei mesi successivi, la velocità di crescita diminuisce e il peso e la lunghezza del bambino iniziano a stabilizzarsi. Al compimento dell’anno, il bambino pesa circa tre volte di più rispetto alla nascita.

Quanto deve crescere un bambino?
Non esistono dei valori di peso e altezza giusti o sbagliati. Come spesso ci si accorge quando si comprano dei vestiti, non sempre l’età e l’altezza riportate sull’etichetta corrispondono a quelle del nostro bambino. Così come peso e altezza variano negli adulti, infatti, anche nei bambini le dimensioni sono soggettive.
I neonati infatti crescono molto velocemente nelle prime settimane di vita; in seguito la velocità di crescita rallenta progressivamente sino alla pubertà, quando si avrà un nuovo scatto che porterà i ragazzi al raggiungimento della statura adulta.

Le curve di crescita e il percentile
Come si fa allora a capire quanto e come un bambino sta crescendo? Quando il pediatra visita il bambino, traccia su un grafico il peso e l’altezza che ha misurato in corrispondenza del valore dell’età del piccolo. Nel tempo, questi punti messi in fila disegnano una curva che fornisce un’immagine visiva del modo in cui il bambino sta crescendo.
Ogni bambino ha una propria curva di crescita: alcuni bambini sono piccolini, altri invece sono più alti. In una classe scolastica, per esempio, dove tutti hanno la stessa età, le differenze di statura sono spesso evidenti. Con le curve di crescita il pediatra può valutare tali differenze. Curve di riferimento prestampate nel grafico, aiutano a capire quanto la curva di crescita di un bambino si distacca dalla media. Questa differenza si può esprimere anche con un valore numerico, il percentile, una misura statistica il cui valore si calcola confrontando una grandezza, come il peso o l’altezza del bambino, con i valori registrati nella popolazione in generale.
Un bambino che cresce seguendo la media della popolazione si collocherà intorno al 50° percentile. Bambini molto alti avranno valori vicini o superiori al 90°; i bambini più piccolini saranno raccolti intorno al 10°. In altri termini, un bambino che ha un’altezza del 90° sarà più alto del 90% dei bambini della sua età; se il valore del percentile fosse del 10°, allora il bambino sarebbe più alto solo del 10% dei bambini della sua stessa età.

Variazioni nelle curve di crescita: a cosa possono esser dovute?
Un bambino tende normalmente a seguire la propria curva di crescita. Quindi, se a un anno di vita il bambino si colloca nella curva dell’altezza che segue l’andamento del 25° percentile, ci si aspetterà nei controlli successivi che peso e altezza continuino a mantenersi intorno al 25°. Quello stesso bambino cioè tenderà a essere sempre più alto del 25% dei bambini della sua età, e viceversa più basso del 75% dei suoi coetanei.
L’interpretazione delle curve di crescita può essere complessa. I motivi per cui un bambino può spostarsi su una differente curva di crescita infatti sono numerosi. In alcuni casi, rallentamenti o accelerazioni della crescita non devono destare preoccupazione, perché sono legati a fasi proprie di quel bambino, o a piccoli problemi transitori. In altri casi, invece, queste variazioni possono nascondere problemi più seri, come errori nell’alimentazione, malattie infettive o malattie croniche. L’intervento di uno specialista in questi casi è sempre raccomandato.

Fonti

Ultimo aggiornamento 23-10-2019
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