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Prodotti mediterranei: dieta mediterranea eco-sostenibile

La dieta mediterranea è il modello nutrizionale più diffuso e radicato nel nostro paese. Dichiarata patrimonio culturale Unesco nel 2010 e segnalata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come una delle alimentazioni migliori al mondo, ha conquistato anche il titolo di nutrizione ecologica.

Negli ultimi anni si è molto discusso sull’impatto dell’agricoltura sull’ambiente: sfruttamento del suolo, consumo dell’acqua ed emissioni di gas serra sono conseguenze dirette di attività come la coltivazione e l’allevamento.

Lo sfruttamento di risorse ambientali e la richiesta di energia necessaria per produrre alimenti sono in continuo aumento: l’emissione di gas serra (GHG) sfiora il 30%, una quota che supera persino quella prodotta dal settore trasporti.

L’alimento che richiede il maggior dispendio di risorse, unito a un picco di emissione di gas serra, è la carne: la sua produzione è responsabile del 12% delle emissioni totali di questi gas, un dato davvero significativo sull’impatto ambientale. Al secondo posto si trovano i prodotti latteo-caseari.

Lo sfruttamento intensivo del suolo e dell’acqua, per consentire un continuo rifornimento di grandi quantità di carne e derivati, ha raggiunto livelli molto elevati, causando la perdita della possibilità di riutilizzo della terra e la dispersione di 2mila litri di acqua al giorno.

Il piano nutrizionale della dieta mediterranea prevede, invece, un ampio consumo di verdura, frutta e cereali non raffinati; l’assunzione di pesce e prodotti caseari viene suggerita in modo moderato e quella di carne e dolci viene invece consigliata come completamento saltuario.

Seguire un regime alimentare basato sulle indicazioni della dieta mediterranea permette una produzione contenuta di carne e latte con un conseguente minor impatto ambientale e una migliore gestione delle proteine animali legate all’incremento di grassi, come la carne rossa e i suoi derivati.

Il consumo di alimenti vegetali viene incoraggiato rispettando la stagionalità e la biodiversità: mangiare frutta e verdura di stagione significa, quindi, ridurre le coltivazioni in serra e il trasporto di alimenti provenienti da paesi lontani. Curare la diversificazione delle semine in aree fertili e permettere la rotazione delle colture garantisce, inoltre, il mantenimento della biodiversità e della qualità alimentare.

Viene inoltre incoraggiato l’utilizzo di porzioni moderate e il consumo di alimenti integrali, che non subiscono lavorazioni e raffinazioni industriali, processi che disperdono grandi energie e sono dannosi a livello alimentare, poiché impoveriscono le farine di elementi nutritivi. Ad oggi, per esempio, la grande maggioranza delle industrie alimentari utilizza solo una parte del chicco di grano per ottenere la classica farina 00, eliminando invece gran parte delle fibre e del contenuto proteico del cereale. La produzione di farine integrali, più genuina dal punto di vista alimentare, sarebbe anche più ecologica perché necessita di un minor impiego di energia.

La dieta mediterranea è, quindi, non solo salutare, ma anche ecocompatibile!

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